India ritrovata 

Avere una vita lunga può significare tante cose : perdere una intera giornata a ricercare un libro che sapevamo avere messo “lì” trenta anni prima e ritrovarlo appena un po’ più in la dopo ore di ricerca affannosa .

Perdersi l’anello che metto sempre nel borsetta porta-telefono e cercarlo disperata per un giorno  ma significa anche pescare dalla memoria il titolo ( sbagliato ) di un libro bellissimo letto tanti anni prima e rileggerlo come nuovo e , forse, con maggiore comprensione .

Mi è capitato con “ Il dio delle piccole cose” di Arundaty Ray che ho appena finito di rileggere e ho capito perché tanti anni fa volli andare in India , perché ci volli tornare e se il destino della vita che non programma non mi avesse impedito di farci il terzo viaggio  sarei andata proprio in quella parte di India che non sono riuscita a vedere.

Il libro racconta di un’India anni sessanta , io che ci sono andata molto più tardi avevo però fatto in tempo a vedere ancora i senza tetto dormire per terra lungo la strada che porta dall’aeroporto di Bombay , non ancora Mumbay , le mucche spartitraffico e un bambino piccolissimo e moccioso  coperto solo da una canottiera lacera seduto in mezzo alle macchine che sfrecciavano impazzite.

Avevo anche visto i tesori preziosi di un mercante di gioielli a Jaipur e mi ero riportata a casa lo shatush e  la stoffa con le perline con cui mi feci fare l’abito per il matrimonio del mio ultimo figlio.

Adesso rimetto nello scaffale India tutti i libri che lessi in quegli anni ma consiglio a chi volesse una lettura per l’estate , magari i miei amici lo hanno già letto tutti , di comprarsi quel libro che si trova on line.

Intanto ho deciso di continuare a rileggere e di farne una piccola rubrica estiva , vista che ancora gli amici hanno la pazienza di seguirmi .

Magari mi spingerò verso altri angoli letterari del mio personale pianeta , vecchia ragazza con la valigia.

Violenza giovanile

E’ terribile ammettere che le lotte tra bande giovanili di diversa estrazione o etnia ci sono sempre state . pensavo  a questo leggendo la recrudescenza del fenomeno delle baby gangs che terrorizzano le nostre civili città , soprattutto al Nord .

Il fenomeno della sicurezza esibito come motivo politico da rinfacciare dalla destra alla sinistra lassista e dalla sinistra alla destra perché in realtà nonostante i molti divieti sicurezza che si sono succeduti  durante questo governo in realtà non sono riusciti a debellare la triste piaga che finisce spesso ,, troppo spesso tragicamente. 

C’erano gli Sharks e i Jets in West Side story e tornando indietro perché non ricordare i Capuleti e i Montecchi di scespiriana memoria ?

I giovani si sono sempre sfidanti in gruppi rivali e quando alla fine ci scappa il morto la lite sfocia nel sangue.

La differenza gravissima che connota diversamente gli eventi quotidiani è che adesso non si affrontano bande rivali , spesso è una sola gang che vigliaccamente agisce nei confronti di una sola vittima indifesa e questo è avvenuto anche nell’ultimo tragico episodio milanese.

C’è un a terribile perdita di valori in questi ultimi episodi , le liti giovanili e anche il luccicar di lame fanno parte di quella stupida e idiota supremazia del “ maschio” e purtroppo ci sono sempre state , l’imbarbarimento consiste nella vigliacca aggressione del gruppo nei confronti del singolo.

Paradossalmente dobbiamo ammettere di essere davanti ad una regressione ingiustificata e colpevole.

Non credo che basti dare la colpa ai videogames , la violenza esibita come segno di forza del più forte sul più debole arriva molto dall’alto, gli efferrati avvenimenti recenti ci dicono che è una violenza esibita dai media scava sulle menti deboli , sarebbe ora di ricominciare dai fondamentali : è nelle carenze della scuola che dobbiamo cercare i motivi per tanta violenza.

Non è un discorso semplice e neppure dai risultati immediati , ma è nella educazione che bisogna puntare per ripartire.

Ripensamenti

Con la musica di Massenet nel cuore si torna a casa e devo confessare che forse non avevo ascoltato con tanta attenzione la musica quando , vuoi Parigi o New York ero più presa dal personaggio e dal suo grande interprete .

Forse sto scoprendo una banalità ma a Napoli mi sono resa conto , e questo dipende dalla mia ormai consumata abitudine all’ascolto , quanto ci sia una sorta di filo conduttore musicale , una sorta di liedmotiv  ad ogni indicazione del cambio dei personaggi e questo l’ho afferrato pienamente durante l’esecuzione  napoletana.

Ho letto molte ottime recensioni , analisi e commenti, tutti molto validi a dimostrazione che la qualità dell’ascolto era veramente di alta qualità.

Spesso si è tentati di ridurre a pochi titoli l’opera francese,  in Italia la parte del leone la fa l’opera italiana anche se dobbiamo ammettere che uno dei titoli che stanno in testa a tutte le graduatorie mondiali è un’altra opera francese : quella maliosa Carmen che anche in questi giorni leggo sta andando in scena alla Fenice di Venezia , un titolo che riempie sempre il cartellone ovunque.

Così adesso  nella calma pomeridiana piano piano vado mentalmente snocciolando arie bellissime che ho nel cuore e prima di tutte quelle della peccaminosa Manon , poi la meraviglia de Les Pecheurs des pérles , così mi trovo a ripensare quanto siano state vicine nel secolo d’oro del melodramma le strade dei grandi compositori italiani e francesi.
A Napoli mi ha accompagnato una preziosa nipote , poverina ha dovuto sorbirsi tutte le amiche di nonna , non è rimasta sconvolta  piuttosto ha capito con la curiosità di una giovane disponibile ed intelligente che esiste un mondo nel quale ci sono ancora persone che si muovono per ascoltare una musica lontana , diversa da quella che ormai ascoltano tutti i suoi coetanei.

Già  un paio di anni fa mi aveva fatto compagnia a Monaco ma la messinscena della Tosca era talmente brutta che non le era rimasto niente dentro anche se Tezier e Kaufann l’avevano festeggiata , apprezzata come perla rara vista la giovane età.

Questa volta credo che qualcosa le sia rimasto nel cuore , se ce la farò ancora la prossima tappa potrebbe essere La Scala.

Bentornato Jonas

L’avvicinamento al personaggio goethiano di Werther partita da molto lontano attraverso la letteratura e contemporaneamente con una solidissima preparazione musicale aveva permesso   a Jonas  Kaufmann di arrivare alla totale immedesimazione del ruolo nell’ormai lontano 2010 a Parigi.

Fu un trionfo assoluto , lui era Wether:

Quattro anni dopo al Metropolitan di New York si confermò di essere un grande attore , oltre che musicista dall’intonazione perfetta e questi sono i documenti preziosi  che la memoria ci ha regalato . 

Ci fu sicuramente una edizione tedesca , di cui ci rimangono piccoli spezzoni  e siamo arrivati a Napoli e devo dire che il personaggio è ancora completamente suo.

La sua rigorosa analisi sulla maniacale passione che porta alla ineluttabile fine , la finezza psicologica con cui ha affrontato in età decisamente matura una simile magnifica prova confermano ,se ce ne fosse ancora bisogno ,che Kaufmann è ancora il grande tenore , unico al mondo, appartenente ai nostri giorni:
l’opera di Massenet che peraltro aveva avuto un grande interprete in Alfredo Krauss ( sentito a Firenze nei miei lontani verdi anni ) non mi  aveva turbato , ci voleva Jonas per regalare al mondo un personaggio indimenticabile e in qualche modo rendere a Massenet tutta  la preziosa qualità musicale dell’opera. 

Con intelligenza culturale e con una miracola capacità interpretativa Kaufmann è rientrato nei panni del suo personaggio , piccoli slittamenti gestuali , piccole aggiunte ( una risatina  su “ qui ne vous amerait pas? ) e Werter si muove sul palcoscenico del San Carlo regalando ai fortunati spettatori una grande interpretazione.

Gli anni , tanti , sono passati e forse qualcuno aveva pensato che fosse rischioso vestire un’altra volta i panni del tormentato giovane.

Si dovranno ricredere , l’età matura e l’esperienza musicale  hanno  premesso al grande interprete di superare ogni dubbio anche nei più sospettosi .

Una messinscena minimale (produzione dell’Oper di Frankfurt )    come accade raramente , ha permesso di valorizzare anche i due infernali personaggi amanti del vino che possono intralciare la regia e un cast di altissima qualità ha centrato in pieno la lodevole operazione napoletana.

Ottima Charlotte  Caterina Piva , una grande sicura amplia voce  e deliziosa Sophie ,Désirè Giove  un autentico usignolo.

Nell’ingrato ruolo di Albert un bravo Ludovico Filippo Ravizza comunque all’altezza tutti gli interpreti perfetti nei rispettivi ruoli.

Bravissimi i piccoli cantori del SanCarlo , complimenti i alla maestra Stefania Rinaldi.

Il fluire musicale del compositore è stato ben evidenziato dalla direzione molto partecipata di Lorenzo Passerini .

Posso ben dire di essere stata gratificata dalla follia  di un viaggio decisamente faticoso , avevo comunque una preziosa compagnia .

A margine

Salterella allegra Sofia sulla porta dalla quale deve uscire il grande mito Jannik Sinner che lei aspetta per accompagnarlo al centro del campo

Il cappellino le balla sulla testa , sotto c’è la bandana che nasconde la sua testolina nuda di malata .

Poi porge la manina al campione che la prende affettuosamente per mano e insieme a lui raggiunge la rete .

E’ felice Sofia  e il suo gesto vezzoso di alzare la gamba la fa anche più tenera.

Sono lontani i giorni della chemio , le lunghe giornate in ospedale , questo momento le resterà nel cuore e io con il cuore stretto  di chi conosce bene quello che prova la sua mamma , le auguro con tutta me stessa che questo sia l’inizio di una promessa che una scienza sempre vittoriosa  le fa sperare.

Forse in questo trionfo sportivo italiano , questa bellissima conclusione di un grande risultato resta per me l’immagine più bella e più dolce della splendida avventura romana.

Come mi resta nel cuore quell’altra piccola bambina che ha teso invano la mano al giocatore distratto correndogli dietro fino a metà campo , incredula e dispiaciuta .

L’hanno ricompensata portandola in campo nell’ultimo giorno  così anche Camilla ha avuto il suo momento di felicità e orgoglio  anche se non sono convinta che questo gesto compensi il momento di sgomento provato qualche giorno prima.

Bravissimi gli organizzatori che hanno cercato di rimediare alla pesante disattenzione del ragazzo che aveva forse qualche atteggiamento trionfalistico di troppo per capire l’importanza di quella manina tesa verso di lui.

Piccole storia a margine , una iniziativa bellissima del reparto di Oncologia pediatrica , posso solo sperare che quelle immagini felici possano diventare un ricordo da rivivere una volta sconfitta la malattia e un grazie in più a quel grande campione che non solo ci rende orgogliosi dei suoi risultati sportivi incredibili  che è anche capace di accostarsi con affetto e dolcezza ai suoi piccoli accompagnatori , la grandezza di un anima si misura anche con questi gesti.

Ode a Zuckerberg

Forse non se lo immaginava neppure lui che avrebbe fatto miliardi di miliardi , forse il proprietario di Meda , vale  a dire di Facebook, Whats’up , Messenger , Istagram , cioè di tanta parte dei social di tutto il mondo non sa quanto sia cambiato il mondo  grazie alla sua primitiva intuizione che inizialmente sarebbe servita a connettere gli studenti di Cambridge , magari solo per incontrare le studentesse più carine , magari per portarsele anche a letto.

Oggi è il compleanno di Mark Zuckergerg , nacque il 14  mqggio di quarantadue anni fa e con il suo database ha compiuto una delle più grandi rivoluzioni di questo nuovo millennio.

Sicuramente i giovanissimi lo hanno un po’ abbandonato , pare che sotto i 35 anni ci siano pochi fruitori , ma se allarghiamo lo sguardo verso il viale del tramonto della vita sai quanti vecchietti e vecchiette si sentono meno soli con la sua magica intuizione!

C’è del marchio nei social , ci sono gli hackers , i leoni da tastiera  , lo sappiamo benissimo , come sappiamo di essere in  qualche modo spiati nei nostri gusti e nei nostri interessi.

A chi non è capitato, appena lo si è pensato ,di vedere magicamente comparire l’offerta di un paio di pantofole oppure di uno sgabello per il bagno?

 C’è però anche un mondo di persone che si incontrano da un capo all’altro del mondo e si scambiano auguri con mazzi di fiori , si confrontano su tanti temi che spaziano tra tutti i campi della conoscenza , conosco persone ammirabili che scrivono delle loro esperienze ai concerti , delle emozioni di una mostra vista dall’altra parte del mondo , un mondo di condivisioni e di vicinanza tra chi un giorno si scambiò un’amicizia solo per potersi sentire meno soli per un Like arrivato da un villaggio argentino come da una congestionata  metropoli europea.

Ode a Zuckerberg , ci sono milioni e milioni di persone che quando si affacciano la mattina sulla magica finestra blu si sentono un po’ meno sole e forse anche appartenenti a quella fetta migliore di esseri che fanno parte  alla stessa specie  umana.

Tutto è relativo.

Qualche tempo fa , stavo guardando con qualche emozione la diretta dal Maggio Musicale Fiorentino della bellissima opera di Adams The death of Klinghofer , quando lo spettacolo si è interrotto per la pausa pubblicitaria.

Ironia della sorte : pubblicità di una nota compagnia navale.

Navi  da crociera , immagini brillanti di attempate signore ridenti : slogan “ viaggiate in tutta sicurezza”.

Poi è ripresa l’opera nella quale si racconta di una nave da crociera presa in ostaggio da terroristi armati.

In tempi lontani anche io ho fatto alcune piacevoli crociere e nel momento di raccomandarle ai miei amici giramondo ho loro consigliato vivamente di farne.

Certo quando si sale a bordo non si pensa al mondo chiuso in cui entriamo , effetto diligenza di Ombre rosse , al destino condiviso nel quale entriamo senza scelta di poter scendere.

Penso che si trovino così gli sfortunati ospiti della nave di lusso olandese partita per la costosissima crociera nei mari del profondo sud . prigionieri di un virus che poi in cerchi concentrici si allarga a chi ha contattato gli sbarcati incrociandoli poi sugli aerei nei quali per caso si erano imbarcati.

Il mondo si è fatto piccolo piccolo e contemporaneamente i topi più o meno dalla lunga coda sono molti più di noi umani nei sotterranei e nelle discariche di tutto il mondo.

Probabilmente non si ripeterà l’effetto Covid , la grande minaccia impone controlli e costrizioni anche sgradite a chi per caso ha incrociato qualche infettato senza magari saperlo.

Comunque il pericolo c’è sempre anche perchè il Mega Idiota col cappellino MAGA non impone controlli più rigidi ai suoi può sempre sfuggire una variante americana , l’unica precauzione sarebbe quella di  restare a casa , ma pare che non basti. 

La memoria

Sabato 9 maggio , come di consueto verso l’una guardo l’Almanacco di Classica .I due intelligenti affabulatori mi fanno compagnia ormai da qualche anno .Se perdo la puntata magari la recupero la sera , specie quando parlano di storia ,d’arte e di musica li seguo con attenzione massima .

Ieri , anniversario della nascita di Giovanni Paisiello  (Taranto 9 maggio 1740 ) sto seguendo distrattamente .

So già che si parlerà della Serva padrona e di Nina pazza per amore , mi dicono riscoperta da Riccardo Muti .

Io invece ne avevo in mente un’altra , vista e rivista tante volte dall’’Operhaus di Zurigo , quella per intenderci con la straordinaria Cecilia Bartoli e Lazlo Pocar  più un ragazzo bellissimo dalla voce squillante.

Ed ecco che sullo schermo bello grande vedo il volto giovanissimo di un Jonas Kaufmann smagliante ,di una splendida voce e di una sfacciata bellezza.

Mi ha fatto tenerezza , fatti due calcoli , era il 2002 capisco che era davvero un ragazzo sul quale l’allora sovrintendente Alexander Pereira aveva giustamente puntato come investimento.

Niente da dire , mi sono quasi commossa e la sbiadita riproduzione che tengo gelosamente nella pennetta mi ha fatto quasi desiderare di comprare il vecchio Cd per riascoltare degnamente il capolavoro della scuola napoletana.

Chi va adesso ad ascoltare lo startenor , magari entusiasmandosi delle performance operettistiche attuali non sa cosa è stato il meraviglioso incontro che poche di noi facemmo scoprendo quel giovane tenore di belle speranze.

La vita è crudele , gli anni passano per tutti.

A quel tempo Kaufmann ancora non sapeva tanto recitare ma aveva già un italiano splendido , frutto delle sue estati di bambino sulla riviera romagnola e soprattutto aveva già quella mirabile voce che lo fece volare da quelle prime esperienze ai teatri di tutto il mondo.

Ricordarlo  è stato un vero tuffo al cuore.

Menti deboli

Una stampa sempre più degradata a livello si scoop più o meno resistenti al vaglio di poche verifiche appena approfondite , un paese nel quale si legge sempre meno e dove addirittura un ministro dell’istruzione ..e del merito si permette un lapsus direi freudiano , quando si sbaglia e dichiara che Piersanti Mattarella fu ucciso dalle BR!

Si riempiono le pagine dei giornali ,che se dovessero basarsi sulle vendite chiuderebbero tutti , di illazioni , baggianate , sospetti e bufale e così una storia che avrebbe dovuto essere abbastanza privata ( c’è di mezzo un minore malato ) finisce per arrivare  e influenzare addirittura anche il Colle.

Poi si sgonfia tutto come un soufflé , ma intanto il livido direttore di tanto foglio ha influenzato il perbenismo dei modesti pensanti.

Non so perché continuo a leggere i social , sempre più bugiardi e tendenziosi , forse perché qualche volta riesco a intervenire per mettere a freno le considerazioni assolute che fanno riferimento solo a titoli di Tg , senza pensare ad approfondire mai , dico mai una notizia e le sue conseguenze.

Così nascono , anche nelle urne le rivolte al sistema , magari poi si sgonfiano nell’arco di una legislatura e talvolta anche meno , ma ormai il danno è fatto , poi ci vogliono anni per rimettere le cose a posto.

Penso a quello che sta succedendo adesso in Inghilterra dove ormai tutti avevano capito che la Brexit è stato un errore ma intanto il redivivo Farage sferra un brutto colpo al secolare bipolarismo britannico cavalcando il vero disastro del carrello della spesa e facendo leva sulla paura dell’immigrato che seguita a fare da spauracchio in tutto il mondo .

Arriverà l’onda di destra , e prima di riprendersi ci vorranno anni di disastri e fiaschi politici , intanto si seguitano a fare anche le guerre sbagliate : si passa con indifferenza dalle macerie di Gaza a quelle ucraine , dalle bombe sull’Iran alla recessione globale all’orizzonte.

Tornado al piccolo orticello di casa avviso che dirò solo una cosa banale che è alla base di ogni giudizio : è meglio un assassino in giro che un innocente in galera.

Non leggerete altro  scritto da me, passo e chiudo.

Padiglione Russia

Mi sono servita dell’intelligenza artificiale per aiutarmi nella ricerca esatta della data in cui alla Biennale di Venezia vidi il padiglione russo , quello verdino in stile orientale , di cui di discute troppo in questi giorni.

Erail 1977 e si chiamava proprio La Biennale del Dissenso, anche se non ricordavo la data esatta ricordavo invece l’emozione di quel padiglione in cui sentivi musica , nelle  cui in stanze vuote c’erano foglie per terra, non ho voluto chiedere di più al mio nuovo amico AI che gentilmente mi risponde , qualche volta mi dice se mi basta la risposta che mi da e mi chiede scusa se ancora non parla bene italiano.

Ho scoperto questo modo gentile , migliore di Google e devo dire che non mi fa paura , io chiedo e  lui ( o lei?) mi risponde , evidentemente ne faccio un uso molto poco pericoloso.

Molto più pericoloso invece diventa quando a servirsene è la politica per fini disonesti : domenica sera ho visto un interessante documento sull’ipotetico complotto MAGA , ma io senza tanti mezzi avevo già scritto quanto di incredibile c’era nei presunti attentati di Trump.

Alla fine del programma è passato un film il cui titolo originale è Weg the dog, in italiano Sesso e potere .

Ricordo di averlo visto a suo  tempo quando uscì e l’idea di quella finta guerra contro l’Albania , utile ad influenzare i risultati elettorali del presidente degli USA mi aveva fatto ridere .

Un po’ meno il finale agghiacciante sulla fine dell’imbarazzante regista, due mostri sacri De Niro e Dustin Hoffmann , era la solita profezia ollivudiana , ricordo che tornado a casa avevo commentato come fantascienza la storia.

Tornando a ChatGPT la prossima volta gli voglio chiedere cosa pensa di me , di questa vecchietta curiosa , mi faccio tanto Arsenico e vecchi merletti.

Idee confuse

Un ragazzo dalle idee molto confuse , ebreo italiano che senza molto studiare la storia del suo popolo esce di casa il 25 aprile , festa della Libertà per andare a sparare a due sconosciuti che hanno al collo il fazzoletto dell’ANPI , l’associazione dei partigiani che hanno combattuto per le liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo 

Ho ripreso in mano il bellissimo libro di memorie di Amos Oz , un sabra , un ebreo nato  in Israele , uno che scriveva “ gli  unici cittadini in Europa  veri erano gli ebrei  , suo padre veniva dalla Lituania e sua madre dalla Polonia : Il padre ricordava che sui muri di Vilna quando era ragazzo leggeva :” Giudei , andatevene a casa  , in Palestina” . Più tardi tornando in Europa trovò scritto : Ebrei , uscite dalla Palestina.

La sua bellissima Storia di amore e di tenebra , una storia privata che è anche la storia di un popolo sempre precario ovunque , sempre con la paura addosso di essere scacciati dalla propria terra produce ancora odio e antisemitismo addirittura nella strana forma violenta del giovane ebreo italiano privo di memoria della suo popolo.

Forse è anche colpa di una scuola che non insegna , di un facile ricorso al web che confonde le idee nelle menti fragili , forse è la stessa confusione nella testa di quella sprovveduta cantante che ha pensato bene al Concertone del Primo maggio di sostituire le parole di Bella ciao in una canzone che dice letteralmente : una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor.

Un inno alla rivolta “ Partigiano portami via ! “ lo cantano in tutto il mondo ormai  ma la giovane , forse male consigliata , ha pensato bene che la parola partigiano si potesse sostituire con “essere umano”. Evidentemente non ha ben riflettuto sul significato importante del testo , forse non ha pensato che esseri umani lo siamo tutti , qualcuno combatte dalla parte giusta , qualcuno no e qui sta la differenza e la forza della canzone popolare che ha conquistato le piazze ovunque si cerchi la libertà .

Il giovane ebreo imbevuto di confuse ideologie e la giovane cantante siciliana hanno una matrice comune : non hanno studiato la storia dei popoli , non hanno sofferto sulla propria pelle il peso della persecuzione e della paura .

L’ignoranza forse non costituisce reato , di sicuro li unisce la colpa di non avere studiato abbastanza.

Maggio

Una strana primavera , un giorno sembra inverno , ho ancora il piumone pesante sul letto e un giorno pare estate  anche se 
Il vento dei Balcani ha tritato tutte le mie rose in boccio che  adesso rinascono piene di moscerini e con i bordi bruciati.

E’ arrivato il re d’Inghilterra in America e ha fatto un discorso in perfetto stile scespiriano , era sconvolgente vedere alle sue spalle quel buzzurro del vice presidente Vance restare cupamente a mani conserte mentre accanto a lui lo speaker del congresso batteva le mani con entusiasmo.

Certo che il re parla un ottimo inglese , chissà se il discorso se le è scritto da solo , comunque lo legge benissimo.

Si guarda la carta dello stretto di Hormuz con tutti i pallini rossi delle navi ammassate all’interno del golfo Persico , un capolavoro di Trump, e penso che una quindicina di anni fa lo avevo attraversato  in una notte serena mentre la nave da crociera dormiva sonni tranquilli.

Meglio non guardare il saldo in banca anche se la spesa che faccio settimanalmente è sempre uguale quando arrivo alla cassa mi accorgo di avere speso sempre un po’ di più.

La mia collaboratrice domestica romena arrivando a casa la mattina sembra essere un bollettino di guerra : sono tutte dell’est le donne che salgono in collina e sull’autobus si raccontando di scaffali vuoti al supermercato ma non è ancora vero , per ora io ci trovo quasi tutto.

Sono venuti a trovarmi un  nipote affettuoso con la sua ragazza , mi sono trovata a raccontargli dei miei ricordi di bambina a Firenze , del periodo dell’Emergenza , di quando andavo a giocare a Boboli e del divertimento di vedere il reggimento scozzese con le cornamuse in Piazza Signoria mentre io stavo a cavalcioni sui leoni della Loggia dei Lanzi.

Ogni volta che apro il piccolo vaso di Pandora dei miei ricordi c’à sempre qualche nipote che mi dice : scrivi nonna le tue memorie.

Io so che pezzi e stralci di vita ci sono nei miei cassetti ma che non ho voglia di incollare il tutto , chissà se un giorno decida di farlo.

Per adesso ho scritto una piccola memoria del teatro scuola , una fettina di vita  a sé.

Per la prima volta quest’anno sono scesa al mare a Portonovo , c’era già la gente abbronzata.

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