Cena senza delitto

Sarà perché ormai negli USA tutto sembra uno spettacolo , sarà perché non si capisce più se la realtà ispira i film o se i film poi ispirano la realtà ma questa serie di attentati , tutti per fortuna sua finiti male per gli attentatori e molto meno per la vittima Trump , il protetto di Dio , che qualche idea comincia a serpeggiare anche nella testa dei più ingenui e meno inclini alle teorie complottiste.

Anche io avevo trovato quella simbolica immagine del candidato ferito all’orecchio , il sangue sulla guancia , il pugno alzato e  faith , faith , grido di ribellione un viatico positivo per la presidenza.

Mi aveva un  po’ stupito che dopo il cerottone tenuto il minimo indispensabile poi non ci fosse neppure una crosticina sull’orecchio ferito , ma si sa , ci sono medici bravissimi alla Casa Bianca.

Il ventenne attentatore fu ucciso subito e velocemente cremato , nessuno ne seppe più niente .
Trump fu eletto e ci fu l’episodio dell’infrattato tra le siepi di Mar a Lago: fu beccato dopo , pare , più di dodici ore di appostamento ,crepe nella sicurezza , e di nuovo silenzio.

Adesso , il gradimento del presidente va a picco anche con il popolo MAGA , è duro pagare la benzina 4 galloni e anche più , così ecco di nuovo spunta un attentatore : assassino gentile si definisce lui , sicuramente un matto ma che riesce a prendere una camera all’Hilton portandosi dietro una specie di Santabarbara ,in barba a tutti i controlli.

Le scene della cena per la stampa sono un po’ drammatiche e molto comiche : c’è il tranquillo che seguita a mangiare l’insalata fra tutti i colleghi nascosti sotto i i tavoli , c’è la veloce approfittatrice della bottiglia di champagne , c’è soprattutto l’incongruenza della messa in sicurezza di Vance prima del presidente , c’è che sembra davvero una scena di un film di Tarantino.

Io non faccio la complottista di mestiere , io scrivo dalla lontanissima Europa nel  mio piccolo blog i miei piccoli pensieri , ma ho trovato alquanto ridicolo l’affettuosissimo messaggio ella nostra presidente del consiglio , unica in Europa a usare frasi patetiche e affettuose per il povero presidente illeso.

Pensa forse con questo lungo tweet di riallacciare il famoso ponte che ci ha raccontato di avere costruito con il presidente che pure la maltratta pubblicamente ?

PS: ovviamente la cosa che conta di più è la costruzione della mega sala da ballo che di fatto impedirebbe il ripetersi di certi incresciosi eventi.

Chiome al vento

Ho fatto in tempo a ordinare la spilletta simbolo che mi arriverà attraverso gli Amici della musica di Ancona quando ho letto  la lieta notizia che una volta tanto la serietà e la cultura hanno vinto.

La spilletta la metterò comunque quando riprenderanno i concerti , bisogna tenere alto il principio che quando la prepotenza e l’ignoranza vogliono prevalere si deve lottare per mantenere il valore della qualità e della preparazione musicale .

In tempi non sospetti , si vada a rivedere il mio blog , avevo scritto che quella bionda lungochiomata  avevo creduto essere una modella ingaggiata per fingere di dirigere onde  pubblicizzare un prodotto utile alla protezione di chiome lussuriose.

Mai avrei pensato di leggere in seguito che , grazie alle sue splendide amicizie politiche la bionda bioscalin sarebbe stata indicata come direttore artistico addirittura della Fenice di Venezia.

Al tempo scrissi semplicemente che non ce l’avevo con lei , semplicemente che non era all’altezza della nomina.

Lunghe battaglie civili dell’orchestra e del pubblico veneziano sembravano sbattere contro un muro di prepotenza ma ci ha pensato da sola , la direttrice Venezi a scavarsi con un solco di affermazioni provocatorie  e offensive la giusta reazione di una città offesa nella sua prestigiosa tradizione.

Non ce l’hanno fatta a difenderla oltre il difendibile , ora che poi soffia un’aria leggermente meno incline alla destra prepotente.

Non gridiamo VITTORIA! Soltanto per avere vinto una battaglia , ancora ne avremo da vedere di storture vista la nomina dell’ineffabile Mazzi al ministero del turismo ( quello che vuole accorciare le opere e che ha cominciato con i tagli ai prestigiosi festival operistici ) che insieme al dandy Giuli possono ancora fare altri danni a tutti i settori dello spettacolo e della cultura.

Non abbassiamo la guardia , la spilletta che mi arriverà seguiterò a metterla a futura memoria.

Diplomazia americana

Col fiato sospeso si attende ogni giorno il tweet del losco presidente degli Stati Uniti : il suo ultimatum che diventa sempre più una minaccia globale ma che nasconde il neanche tanto nascosto gioco dell’insider trading dei suoi giochi di Borsa  mentre il  mondo subisce questa truffa globale basata sul terrore di un folle.

In tutto questo tragico gioco , una farsa planetaria,  ci sono due personaggi emblematici che viaggiano in coppia e che sembrano usciti da una pièce di fantapolitica .

I due Gatto e Volpe , vale a dire il tozzo Steve Witkoff e il pallido e lungo Jared Kushner viaggiano d’ensemble , non si capisce se è per controllarsi a vicenda o per  servire da bravi servi diligenti il loro padrone e Capo brigante.

Le loro capacità diplomatiche non sembrano essere la specialità della casa e se poi si aggiunge quel genio del vice presidente: l’ex marine neocattolico mi pare che la possibilità di arrivare attraverso le loro abilità ad un qualche successo diplomatico siano pari allo zero.-

Penso che siano guardati con sublime disprezzo dagli iraniani , ai quali sicuramente non va la mia simpatia , sono esperesione di un regime crudele e basato sul terrore ma sono persiani e questo li rende sicuramente molto più abili nella missione diplomatica.

Puntavano al nucleare e si sono trovati nello stretto di Hormuz il vero tesoro che li fa essere padroni del mondo , ci tengono , loro sì tutti in sospeso , piaccia o non piaccia agli americani convinti della loro potenza planetaria e adesso costretti a prolungare sine die i  loro minacciosi ultimatum sempre più inutili.

L’inaugurazione del Maggio

Non è facile vedere  un’opera in televisione ed emozionarsi come è successo a me domenica vedendo l’inaugurazione del Maggio Musicale Fiorentino.

L’opera di Adams con la regia di Guadagnino  mi ha fatto ritornare col ricordo alle emozione dei Maggi  musicali di una volta . L’altissima qualità della ripresa televisiva  mi ha fatto venire la tentazione di prendere il treno per andarlo a vedere dal vivo.

Poi ha prevalso in me quella brutta pigrizia che prende ai vecchi e il terrore del cambio di treno a Bologna ( la terribile stazione sotterranea con le scale mobili che mi mettono tanto pensiero ) e ho deciso di rivedere l’opera grazie a RaiPlay.

Ho fatto bene perché la visione attenta e emotivamente meno forte mi ha fatto apprezzare la qualità , una volta tanto , della ripresa in qualche modo cinematografica  tanto che  la regia televisiva diventa valore aggiunto alla messinscena.

Premetto che l’amore per la Musica di John Adams mi viene proprio da Guadagnino , lo avevo scoperto nella colonna sonora di Io sono l’amore e da quella prima conoscenza ho cercato di approfondire la mia conoscenza dell’autore americano.

Questa opera “oratorio” contiene un grande messaggio di pietas , la rappresentazione quasi sacra accentuata dalla ieratica disposizione dei cori , il commento dei mimi danzatori splendido nei primi piani e la qualità di tutti gli interpreti mi ha fatto apprezzare il livello altissimo della qualità dell’insieme.

Anche se è vero che l’opera la si deve vedere dal vivo , come diceva Patrice Chèreau, penso che in questo rarissimo caso la regia quasi cinematografica serva ad entrare nella storia con una evidenza oserei dire quasi più elevata.

L’ho rivista con la stessa emozione della prima volta , anzi ne ho apprezzato di più l’eleganza formale e la bravura di tutti gli interpreti.

Altri , più paludati di me , faranno recensioni dettagliate , io dico solo che vale la pena di vedere The Death of Klinghoffer anche in tv , perlomeno fino a ché sarà disponibile , ne vale la pena.

La macchina del fango.

Visto da destra o visto da sinistra esiste un maccanismo perverso praticato da una certa stampa che si vorrebbe definire d’inchiesta ma che in realtà si basa solo su illazioni che comunque feriscono e fanno male anche a coloro che in qualche modo inciampano in beghe lontane ma che hanno qualche fondamento in azioni parallele anche si se totalmente divergenti.

Può bastare un titolo messo in grande , anche se nell’articolo tutto si diminuisce a un “ chiariranno “ o dimostreranno l’assoluta  buona fede quando addirittura l’estraneità ai fatti.

Dispiace però che l’illustre autore dello scoop non si renda conto di andare a sfiorare degli autentici miti della cultura mondiale le cui conseguenze potrebbero comunque essere dannose per il futuro di alcune importanti collaborazioni.

Non è un bel momento per certe prestigiose istituzioni nazionali , persone inadeguate ricoprono incarichi nazionali ben al di sopra delle loro reali conoscenze culturali e dispiace soprattutto che gli echi di certe beghe un tempo interne trovino eco all’estero , facendoci fare l’ennesima figura di disinvolti arruffoni.

Non avevamo bisogno di altre brutte figure , bastava Shakespeare per raccontarci.

Contrappunti

 

Ultimo concerto degli Amici della musica di Ancona e un ultimo prezioso regalo per i fortunati presenti all’evento.

Enrico Dindo , un famoso e grande violoncellista ci ha regalato un prezioso programma , inedito per molti e comunque prezioso per tutti.

In collaborazione con la FORM , ottima iniziativa che rafforza le sinergie regionali si è avuto un concerto elegante e condensato nel breve tempo senza intervallo , su precisa richiesta dell’artista che ha valorizzato la varietà del programma .

Un primo pezzo di una bellezza struggente e di una  carica evocativa notevole : concertino d’archi op.43bis di Miecyslaw Weinberg ,un autore polacco ahimè sconosciuto ai non addetti ai lavori .

La melodia lamentosa e triste , al tempo slava ed ebraica ha molte assonanze con tanta altra musica dello stesso periodo .

Il grande violoncellista  che suona un prezioso strumento Pietro Paolo Ruggeri del 1717 ci ha regalato uno struggente ricordo di una vittima dello stalinismo assassinato nel 1948.

Il pezzo rimase inedito fino agli anni 50 del secolo scorso .  E’ avvenimento prezioso e giusto poterlo ascoltare adesso.

Ugualmente interessante un brano di Tchajkowski , variazioni su un tema rococò che comunque ci rivela la grande vena lirica del romantico compositore.

A chiusura dell’intenso programma la sinfonia  di Haydn n°103, curiosamente intitolata Mit dem Paukenwirben, ( col rullo di timpanii)

Peccato non avere apprezzato appieno l’incipit dal nulla del tamburo che , come dice la dotta spiegazione di Cristiano Veroli anticipa addirittura in qualche modo il mi bemolle grave che apre dal nulla il silenzio dell’Oro del Reno.

Una delle ultime fatiche  del grande compositore , si sente già l’arrivo della grande stagione beethoveniana.

Nell’insieme della serata un evento rimarchevole , mi è capitato di pensare a un tempo lontano nel quale avevo ascoltato dal vivo  Mstislav Rostropovich , non per caso citato nelle note al programma. 

Le basi della conoscenza

La geografia ,questa sconosciuta : così accadde anche dalle nostre parti e un  giorno fu deciso che a scuola la materia non era più utile.  Il risultato è sotto gli occhi di tutti : provate a chiedere ai giovani dove si trovano luoghi importanti per la storia e la politica si vedono sguardi smarriti , ipotesi orecchiate , vaghe informazioni.

Vero è che le conoscenze oggi si fanno sui device ,un click e sappiamo dove è Danzica , perché è importante quel piccolo sbocco sul mar Baltico che si chiama Kaliningrad , perché oggi la crisi mondiale passa da un piccolo stretto naturale che divide la penisola araba dall’Iran e che si chiama Hormuz.

La storia dei popoli spesso dipende dalla geografia : guardando le mappe si scopre che due strettoie naturali dividono i passaggi strategici da dove passano tutte le merci del mondo : da un lato Bab al Mandab e dall’altro l’attuale notissimo stretto.

La natura si è divertita a segnare il destino dei popoli con queste ed altre curiosità geografiche , la storia e la geografia si intrecciano e determinano l’andamento della pace e della guerra nel mondo .

Se da un lato è vero che la terra sia diventata un luogo tanto più piccolo e alla portata di tutti contemporaneamente però la conoscenza approfondita dei problemi che derivano dalla scarsa conoscenza geografica dei problemi che ne derivano può provocare danni  planetari.

Non è un caso che il folle   presidente americano si sbagli l’Iran con l’Irak e che ignori  da buon americano che quella terra tra il Tigri e l’Eufrate sia la culla delle nostre civiltà indo europee.

Così falliscono i tentativi di accordo affidati ad un marine e a due affaristi maneggioni , non studiano la storia , ignorano la geografia e tornano a casa con le pive nel sacco.

Poi fortunatamente esistono ancora i diplomatici ,  quelli che studiano e che piano piano lavorano nell’ombra , loro hanno studiato e sanno che quel paese cattivo nasconde un antico nome e un’antica civiltà che si chiama Persia , forse non tutto è perduto.

Tornando al nostro piccolo orticello nazionale un suggerimento ce l’avrei per la politica , accanto alla tanto  osannata informatica rimetterei un  po’ di geografia basica , così si potrebbe tornare a ragionare più consapevolmente dei problemi che ci circondano,

Luci sul Danubio

Forse per spiegare il successo clamoroso dell’ex collaboratore di Orban alle elezioni politiche serve fare un passo indietro : torniamo al !956 , ai carrarmati russi che entravano a Budapest , molti di quelli che hanno votato per il cambiamento probabilmente non erano ancora nati , ma la memoria sedimentata nel ricordo è ancora viva .

Si può cercare uno strano equilibrio fra l’Europa e la Russia ma alla fine i nodi vengono al pettine.

D’altra parte la lusinga americana , affidata ad un vice presidente mandato , forse malignamente ,a difendere un’amicizia  non ha convinto tutti coloro che desiderano essere europei e non colpevolizzati economicamente dalle sanzioni legittime che l’unione  europea ha inflitto  al problematico dissidente antidemocratico Orban e non ha  fermato  l’onda di rinnovamento che attraversa il paese.

Bellissima visione il Parlamento illuminato alle spalle dei vincitori , il Danubio vestito a festa , l’Europa tutta tira un respiro di sollievo.

Non è una vittoria di sinistra , sappiamo benissimo che la storia è tutta nell’ala conservatrice di destra , ma ben diversa è la volontà di questi nuovi arrivati che vogliono ritornare ad essere a pieno titolo il ventisettesimo paese europeo , quello che aveva aderito al PPE in tempi non lontani.

Intanto anche Starmer studia una vecchia legge che consenta perlomeno di metterci una pezza al disastroso esito della Brexit, non  è ancora un rientro e forse non lo sarà mai , ma il riconoscimento che anche divisi dalla Manica e da tante vecchie storie , anche la Gran Bretagna in fondo si sente europea.

Qua e la comincia a soffiare un vento diverso , ancora è appena un refolo , ma la speranza è nelle mani dei giovani , quelli che armati da una sola matita possono rivoluzionare il loro futuro purchè si dia loro la fiducia che meritano.

Una voce 

Non è stato facile decidere di vedere il film La voce di Hind Rajab, sicuramente l’impatto emotivo che ne avrei avuto sarebbe stato forte ma ho pensato fosse un dovere affrontare la dura realtà di quella voce vera e capire anche come siano riusciti a farne  un film anzi addirittura un bellissimo  film visto che ha avuto il Leone d’argento a Venezia e onestamente devo dire che avendo visto anche il film al quale è stato dato il Leone d’oro questo stringatissimo film coraggioso ne sarebbe stato sicuramente più degno.

Credo sia stato difficile  trovare il modo di affrontare la realtà di quella registrazione straziante , quella vocina nascosta nella macchina fra tutti i parenti morti e che all’inizio lei  pensa che stiano addirittura dormendo , 

La prima telefonata arriva alla Mezzaluna palestinese addirittura dalla  Germania , da uno zio lontano che ha ricevuto la prima chiamata dalla bambina.

Comincia con la routine di un volontario che lavora al call center e piano piano entriamo nell’angoscia di chi è impotente davanti al disperato appello che arriva da una bambina di sei anni di cui piano piano conosceremo anche il visino allegro nelle foto familiari , conosceremo il dramma burocratico che rallenta il soccorso e finiremo con cuore stretto nel silenzio finale , quando la voce di Hind tacerà per sempre.

Ho letto nei titoli di coda che il film è stato prodotto anche da Brad Pitt , onore a chi avendone le possibilità si sente in dovere da americano di partecipare alla realizazione di un simile straziante documento che non è solo contro una guerra , lo è contro tutte le guerre del mondo.

Ne ho parlato con amici e molti mi dicono che no , non ce la fanno a vederlo.

Io penso invece che abbiamo il dovere di ricordare , il dovere di ribellarci all’orrore , il dovere di partecipare sempre e ovunque ci potrà essere l’occasione di dire no , di giudicare e condannare un mondo nel quale tutti viviamo senza girarci dall’altra parte per non vedere e non sentire una piccola voce che grida alle nostre coscienze.

I morti non sono numeri , i morti bambini numeri anche più pesanti ,l’unico momento di pace del film è quello nel quale Hind ripete con la straziata operarice la preghiera del Corano , col cuore stretto mi sono trovata a pregare anch’io davanti allo schermo , ci vuole coraggio per vedere il film ma penso sia un coraggio necessario.

The dark side

Ora conosciamo il lato oscuro della luna , ma ancora resta incomprensibile il lato oscuro della mente umana.

Pensavo questo quando ieri sera ogni tanto riaprivo la tv sulle news 

Come molti cittadini del mondo ero in attesa della fatidica ora in cui Donald Trump aveva fissato lo scadere di un ultimo delirante messaggio contro l’Iran perché ormai non esistono confini alla follia che avrebbe comunque coinvolto tutti , sia in Europa che nel resto del mondo.

Non conta più dove ci troviamo , siamo letteralmente tutti sulla stessa barca planetaria , la nostra Terra si è fatta piccolissima , proprio come la guardavano i quattro astronauti in missione sull’’Artemis 1 e questo mi dava un’angoscia sottile e al tempo viscerale.

Non per me , ormai il mio ciclo naturale di vita è ampliamente concluso ma tutti coloro che dopo di me questo pianeta avranno ancora il diritto di abitarlo in pace e libertà.

Siamo tutti condizionati da un Re Lear senza la tragica nobiltà di una follia dolorosa e sofferta , il nostro tragicomico Lear ritratto accanto al coniglio pasquale è l’esatta rappresentazione di una fine annunciata.

Quel coniglio mi fa paura come mi faceva paura il coniglio di quello straordinario film di culto che terrorizzava il ragazzino su cui pendeva la profezia mortale del motore dell’aereo che si sarebbe sganciato sulla sua casa un certo giorno a una certa ora .

Ve lo ricordate ? Si chiamava Donnie Darko e il coniglio era Frankie. Un film strano come è strana la vicenda che raccontava.

Ecco , ieri vedendo Trump con il coniglione accanto ho provato lo stesso brivido del vecchio film, poi nella notte ho saputo della tregua pakistana , ho tirato un respiro di sollievo , andiamo avanti e chissà se il canale di Hormuz riaprirà davvero.

Verso Emmaus

E’  calda la sabbia del sentiero al tramonto , si insinua nei miei sandali , la luce diffusa distende per  un attimo l’angoscia del cuore.

Mi pare utile parlare con il mio compagno di viaggio , sottovoce .Ci conosciamo appena ma siamo accumunati dal bisogno di non sentirsi soli , proprio adesso , qui per la strada di Emmaus.

Dove è questo villaggio ? “traccia dodici chilometri intorno a Gerusalemme e lo troverai “, anche se non è in nessuna mappa conosciuta .

Sto andando  verso una meta vaga , ho paura e il peso di un lutto recente mi accompagna al senso di sgomento che pervade l’animo davanti alla dimensione inattesa del dolore.

Sto andando ed ecco questo strano viandante che si è affiancato a noi . 

Ci ascolta nel nostro affabulare affannato che contrasta col silenzio del cammino , parliamo ,parliamo di quello che è successo e lui ci ascolta , anzi ci aiuta a spiegare tutta l’angoscia dei nostri cuori.

Fa vaghi riferimenti all’inerurrabilità dei destini umani , dei disegni divini , ma non sembra partecipare della nostra paura .

Poi , nel momento in cui crediamo di essere arrivati fa il gesto di lasciarci.

E lì mi scatta  dentro una emozione strana : resta con noi , dai, si sta facendo buio , resta con noi ,mangiamo insieme . Cenando si allontanerà da noi questa paura , quest’angoscia sottile che ci pare davvero la prova evidente della nostra sensazione di solitudine.

C’è una locanda ? oppure stendiamo la nostra misera tovaglia sotto un riparo qualunque ? 

C’è forse una tavola alla locanda , ce la hanno raccontata tanto i pittori e può anche essere davvero così.

Ed ecco lo sconosciuto fa il gesto antichissimo di spezzare il  pane , lo benedice con quella solennità che comunque accompagna la condivisione dei nostri dolori , delle nostre paure .

Perché ad un tratto lo abbiamo conosciuto , perché i nostri cuori tremanti si sono illuminati in quel gesto ?

Non lo saprò mai , come non saprò mai se davvero ho trovato la pace , la serenità in quel momento di condivisione.

Lo sconosciuto non c’era , non c’è mai stato o soltanto attraverso la sua serena presenza ho capito di avere bisogno di qualcosa che non fosse il semplice gesto di condividere il mio dolore , le mie paure , il mio bisogno di non essere solo nel momento della sofferenza?

Riflessione di un anonimo

Viva Verdi

Per la prima volta ho sentito le amatissime note del Requiem di Verdi al teatro delle Muse di Ancona.

Con un notevole sforzo organizzativo la FORM è riuscita nell’impresa tutt’altro che facile di rinforzare l’organico orchestrale con allievi dei conservatori marchigiani e di organizzare  il coro attraverso la formazione di un coro regionale che ha messo insieme varie corali sotto un unico mega organico.

L’operazione complessa è riuscita perfettamente e devo dire che tutte le mie perplessità circa la qualità della riuscita della impegnativa operazione sono sfumate vista la chiarissima bontà del risultato.

Splendide le voci dei soli tra le quale per me primeggia il tenore Davide Giusti , il suo Ingemisco è degno di altissima prestazione e lo dice una che ha nelle orecchie una prediletta  voce perfetta .

Ottima anche la soprano Yulia Tkachenko , meno incisiva , comunque ben intonata il contralto Mariangela Marini che aspettavo sullo stupendo Lacrimosa , una melodia che Verdi aveva già inserito nel Don Carlo.

Seppure fuori forma anche il basso Alessandro Abis mi è sembrato ben degno del completamento della compagine solistica.

La somma delle corali , forse un po’ squilibrata per l’abbondanza di voci femminili  ( l’equilibrio delle voci ne risulta un po’ sminuito) era percepito forse solo da una come me che di Requiem verdiani ne ha sentiti in abbondanza nella vita anche perché , e non voglio dire un’eresia resta la mia composizione preferita del cigno di Busseto.

Sotto la sicura bacchetta del maestro Manlio Benzi l’orchestra con i dovuti rinforzi giovanili ha dato veramente il meglio di se e il prezioso attimo di silenzio ottenuto alla fine del Libera me è stato come una benedizione culturale del quale gli sono grata.

Come sono grata al  caro amico Cristiano Veroli per le note del programma , sempre colte e al tempo essenziali per tutti coloro ed erano tanti , con mio grande stupore anche tra gli appassionati musicofli ,che ammettevano essere quella la prima volta che ascoltavano il Requiem .

Francamente mi sembrava impossibile e anche solo qui vicino al Macerata opera il  titolo è spesso in calendario.

Anzi , ne ricordo uno in particolare durante il quale Pierluigi Pizzi aveva posto sul grande muro dello Sferisterio un enorme crocifisso che si inclinava , quasi una minaccia sulla platea durante il Dies Irae , un effetto scenico indimenticabile,

Chiudo con una nota quasi affettuosa : dalla mia posizione vedere il tenore rapito dalla musica e cantarsi interiormente tutto il Requiem mi aveva fatto venire la voglia di andarlo ad abbracciare dietro le quinte . poi ho pensato che se campo ancora , in qualche teatro in giro per l’Europa spero davvero di poterlo risentire e dirgli quanto mi sia piaciuta la sua voce.