Storie di angeli

Il 29 settembre è la festa degli arcangeli Michele Gabriele e Raffaele , ma per me è una giornata dura da attraversare.

Lo è ormai da un numero grandissimo di anni anche se cerco in  tutti i modi di farla sembrare una giornata normale.

Ho attraversato tante volte il dolore della separazione ma quel giorno resta per me come una cicatrice indelebile.

Basta un nulla e la pelle si rompe.

Comunque oggi è il trenta , il mese sta finendo e mi sono trovata a studiare un episodio della Bibbia che non avevo mai approfondito ciò che riguarda la scala di Giacobbe, beata ignoranza.

Avevo trovato la scala di Giacobbe tra le opere d’arte ( bellissima una scala di Kiefer) , avevo ascoltato la musica di Schoenberg Die Jakobsleiter , un oratorio difficile per me che non amo la dodecafonia , ma non avevo mai approfondito davvero il significato di quella scala ed è vero che non si finisce mai di studiare !

Una citazione che riguardava i tre Arcangeli e il riferimento alla scala di Giacobbe ed eccomi con la Bibbia in mano .

Per quanto riguarda il significato religioso di quel sogno con gli angeli che vanno in su e in giù non sono riuscita a capire il significato , però ho passato una mattinata a leggermi la Genesi , 

Forse la storia di Giacobbe me la ricordavo di più attraverso la lettura di Giuseppe e i suoi fratelli di Thomas Mann , anche questo è un libro da riprendere in mano , me lo riprometto.

Comunque la lettura della Bibbia è anche un racconto avvincente dal punto di vista delle vicende umane , senza esagerare devo dire che comunque è una lettura accattivante.

.

Un paese ridicolo

Per preservare l’identità alimentare degli antichi borghi nelle Marche la regione Marche ha pensato bene di introdurre una norma abbastanza assurda  che vorrebbe ottenere il risultato di riportare i borghi marchigiani agli antichi sapori ,  praticamente è stata  semplicemente  definita come norma anti-kebab.

Dato che ormai nelle nostre città e borghi i ragazzi quando si incontrato fuori casa. mangiano la pizza , ma la pizza non è autoctona o addirittura orrore ! vanno dal kebabbaro.

Ebbene le fertili menti in Regione si sono  accorte della orribile piega che hanno preso le giovani generazioni e per rimediare al costume diffuso hanno pensato di ricorrere addirittura ad una legge regionale , praticamente inapplicabile perché ormai il costume sociale va in direzione diversa ( in realtà i ragazzi mangiano quello che costa meno e che è di veloce consumo ), e le città e i paesi infatti sono invasi dai nefasti profumi non autoctoni che offendono l’olfatto dei sensibili difensori dell’antico .

Non si potranno rilasciare nuove licenze , ovviamente non si possono chiudere i locali già esistenti sul territorio , quindi la norma diventa di difficile applicazione perché lede principi fondamentali di libertà anche nella ristorazione e inoltre perché è di difficile definizione l’individuazione di “antichi sapori locali “.

Tanto però è bastato a questo governo di destra -destra si inserirla immediatamente nell’ultimo consiglio dei ministri come norma nazionale.

Non per caso le Marche sono state il primo vero successo di questo governo attuale e ovviamente diventa un prezioso invito ad assecondarne le iniziative.

Facciamo così seguito alla norme anti-burqua anche se sfido chiunque a testimoniare di avere visto in giro donne coperte dal bourqa in Italia , la norma ad effetto colpisce sempre le menti deboli.

In compenso però ci troviamo anche la vergogna di un aeroporto internazionale intestato ad un condannato definitivamente  per frode fiscale , un miliardario che aveva alle dipendenze un giardiniere mafioso ,un capo partito inventato per proteggere i suoi personali affari , uno che ha fatto votare i suoi che una diciassettenne marocchina sorpresa a rubare fosse la nipote di Mubarak, uno che ha fatto scuola anche a Trump.

Per riconoscenza gli hanno intestato l’aeroporto di Malpensa. 

Stagioni confuse

E’ duro fare il cambio di stagione se la stagione non ha ancora deciso di cambiare.

C’era un tempo nel quale verso la metà di settembre  , certe domeniche in settembre cantava Guccini  cominciavano a fare tristezza i colori squillanti dei vestiti estivi e una certa voglia d’autunno ci spingeva verso quei colori del sottobosco che cominciava ad arrossire.

 Anche il mare prendeva quel perlaceo sfumato d’autunno caro ai nostri pittori rinascimentali , era dolce la stagione che senza violenza procedeva verso il riposo della natura.

Niente di tutto questo avviene ora , violente nottate di lampi e scrosci urlanti d’acqua monsonica  poi sfacciate giornate di sole , si guardano le previsioni del tempo con timore e al tempo stesso sappiamo che ci azzeccano fino a un certo punto.

Non ci sono più le mezze stagioni signora mia ! con grande disdori dei poveri commercianti di abbigliamento già duramente colpiti nei loro affari da un diminuito benessere , dalla paura della bolletta che arriverà e che spinge tutti a comprare sempre meno quello che non è strettamente necessario .

Peraltro i giovani ormai si vestono nello stesso modo tutto l’anno , il jeans unica risorsa multiuso , a tutte le latitudini e in tutti i paesi .

Uniti nelle proteste  e nelle battaglie civili , forse l’unico vero modo che li distingue da quelli tutti neri , quelli che rincorrono con il loro abbigliamento i tristi fantasmi di un passato che non vorremmo più vedere ritornare pericolosamente nel nostro mondo civilizzato.

.Pare persino ridicolo pensare alle frivolezze d’antan , un lungo periodo di pace ci aveva abituato al ciclo naturale delle stagioni .

Ci hanno pensato i cosiddetti grandi della terra , quelli che regolano le vite sotto tutti i nostri cieli a riportarci verso la barbarie perenne .

Quelli che oltretutto negano anche la banale evidenza del climate change , così che noi non sappiamo più neanche fare il famoso cambio dell’armadio.

Si, viaggiare 

C’è stato un tempo lontanissimo nel quale viaggiare in aereo sembrava rappresentare un segno di signorilità.

Mi ricordo le foto delle belle signore in visone sulla scaletta che salutavano con la manina mentre eleganti hostess alte e generalmente bionde aspettavano accanto al portellone.

In aeroporto  si facevano rapidi check in , gli aerei erano in orario e all’arrivo le valigie arrivavano sul nastro trasportatore senza rotture e strappi.

Poi piano piano , quasi impercettibilmente , le file al check in sono diventate più lunghe , ci si è messo di mezzo il terrorismo e i controlli sono diventati  più lenti e complicati.

C’è stato il momento in cui ci siamo dovuti levare le scarpe restando in precario equilibrio su un piede solo , le cinture slacciate mentre pignolissime vigilanti buttavano via i dentifrici mezzo strizzati e se era inverno si usciva dal controllo praticamente con mezzo abbigliamento in braccio.

Poi per fortuna , specie nei grandi Hub si sono attrezzati meglio e le procedure si sono di nuovo snellite ma poi l’’ultima botta l’ha data la pandemia  e viaggiare è diventato sempre meno elegante , la rincorsa alla connection un game sempre meno divertente .

I passeggeri sempre più truppe cammellate , addio ai bei bagagli in arrivo su regolati nastri trasportatori , per prudenza si viaggia solo con il trolley ,l’abbigliamento più comune è quello realisticamente uguale a quello della palestra .

Le compagnie low cost hanno offerto prezzi più bassi a fronte però di disagi pazzeschi , con orari sadicamente scomodi ,sedili scomodi e la noia di subire anche le vendite promozionali durante il volo .

Senza considerare che sappiamo benissimo di rischiare che l’aereo resti senza carburante perché volano al risparmio oltre al fatto che pagando pochissimo i piloti rischiamo di aspettare ore prima che ne trovino uno per farci partire.

Insomma , con tutti i difetti che la scelta comporta , per quel poco che ancora viaggerò ,ho deciso di ritornare al vecchio treno , perlomeno non devo fare tutti quei noioso controlli per salirci.

Sottili razzismi

Quando pensiamo alla diffidenza verso il diverso , verso lo straniero banalmente ci riferiamo all’atteggiamento razzista nei confronti di tutti coloro che hanno un colore diverso della pelle , tipico atteggiamento diffuso nel nostro paese verso coloro che hanno la pelle scura .

Poi invece nella vita reale scopriamo che la forme di razzismo sono tante e diverse : per esempio la mia collaboratrice domestica che viene da un paese comunitario dell’Est ha un atteggiamento di ostentata superiorità nei confronti dei suoi vicini di casa che vengono dal Bangladesch.

Li chiama “bengalini “ e non è un complimento , non le piace l’odore delle loro cucine , li trova rumorosi e si stupisce quando si vestono a festa per le loro feste che considera ridicole.

Ostentatamente si ostina a dirmi che le sue colleghe ucraine , anche se  vengono insieme al mattino sul pulmann che le porta sul luogo di lavoro   per  sua valutazione sono molto meno affidabili delle sue conterranee e molto peggio pensa addirittura delle  colleghe albanesi.

Quando le faccio notare che trovo il suo atteggiamento un po’ troppo superficiale lei mi risponde con orgoglio di sentirsi diversa .

Poi se allargo il discorso , cerco di capire la logica che guida il suo sistema di valori basati su idee abbastanza superficiali  scopro che ha pure una specie di graduatoria anche all’interno del suo paese.

Così le risulterebbe che le lavoratrici della Transilvania siano meno affidabili di quelle della Valacchia .

Nei confronti degli operai che finiscono il turno di lavoro quando lei torna a casa mi ha confidato serenamente che preferisce fare la strada a piedi piuttosto che salire sul bus con quegli uomini puzzolenti e non c’è verso di farle capire che dopo una giornata di lavoro al cantiere forse è normale non essere profumati alla lavanda.

Dogmaticamente ha nella testa tutta una scala di valori basata sulla consapevolezza della sua identità anche se poi so che convive con un amato compagno che viene da un altro paese balcanico , che è di una religione diversa dalla sua , che scrive in cirillico  e anche se da anni stanno insieme  tra di loro si parlano in italiano.

Vive in qui da vent’anni , ha una figlia in Inghilterra , una sorella in Romania e cugine sparse per mezza Europa ma capisco che nella sua testa c’è sempre quella patria perduta anche se  ammette  tranquillamente che non ci tornerebbe mai ,ormai si è  abituata alla vita italiana.

Mi fa tenerezza quando mi racconta che la sera si cucina la sua adorata çorba . 

I drammi dello sradicamento sono una parte della realtà di questo nostro mondo  a cui non avevo mai pensato in passato e che invece adesso ho cominciato a conoscere.

Gita al faro

L'immagine attuale non ha un testo alternativo. Il nome del file è: images-6.jpeg

C’è stato un tempo felice della mia vita “ d’artista “ nella quale ho vissuto da privilegiata nel Parco del Cardeto .

Era un po’ casa mia , ci facevo teatro in quello spazio finale sotto il faro che sembrava fatto apposta per sembrare un piccolo anfiteatro .Avevo la chiave del cancello perché salivo con la macchina a portare le attrezzature teatrali e avevo preziosissima e segreta anche la chiave del faro.

Era  il mio momento magico quando salivo dentro fino in alto e facevo il giro sul marciaronda .

Il più bello spettacolo di Ancona ,da lassù vedevo le onde del mare frangersi in basso e lo sguardo spaziava su tutto l’orizzonte fino al monte di Pesaro e dall’altra parte verso il mare aperto e qualche volta scorgevo i Velebiti , i monti della Croazia.

I cocali , quelli che in italiano si chiamano gabbiani mi volavano sotto , aprivano le ali sul mare e sembravano stampe giapponesi.

In memoria di Franco Scataglini  avevo con i miei studenti attori organizzato un percorso poetico : dalla Polveriera Castelfidardo al cimitero degli ebrei , dal passaggio verso i meandri del forte del Sangallo fino al  Sasso della Volpe con vista mirabile su San Ciriaco.

il Cardeto per me non ha segreti , so che in fondo al forte esiste un cimitero acattolico , che dietro un muro ancora chiuso si nasconde un cimitero di frati , so che al semaforo a scacchi bianchi e neri avevamo sognato di farci un ristorante panoramico , so che 

l’ex convento dei Cappuccini ovvero la Caserma Stamura era ancora abbastanza intera una ventina di anni fa e che ogni anno un pezzo del tetto scoperchiava i locali che avrebbero potuto essere gestiti dall’Università. 

Davanti all’ingresso  che porta nei meandri del forte ci sono due orribili manufatti in cemento : uno della Polizia e uno dell’Università , sono costruiti sulle mura del Sangallo

So che il parco doveva essere la naturale propaggine del parco del Conero :

so che gli spettacoli lassù  e ne ho fatti tanti che nessuna ambientazione era altrettanto suggestiva per le rappresentazioni classiche del Centro teatrale del Rinaldini.

Non posso pensare adesso alla ferita che ha lacerato il faro e devo dire che il rumore del tuono che ha preceduto la folgore era stato fortissimo anche da casa mia , mi ha rimbombato dentro il cuore.

. Ancona è una misteriosa città bellissima che merita di essere una cenerentola perché non ha mai rispettato l’infinito misterioso patrimonio che raccoglie nelle sue segrete parti occultate da tanta distrazione dei suoi cittadini.

Riusciranno gli addetti ai lavori per questo Anno della Cultura che ci aspetta a ricordarsi di questa nostra misteriosa ricchezza ?

Miscellanea 

L'immagine attuale non ha un testo alternativo. Il nome del file è: images-5.jpeg

Una dolce domenica di settembre qualche folletto ha invaso la mente di politici nostrani : abbiamo sentito raccontare dalla scatenata guitta da avanspettacolo di scolaresche col burqua  che hanno invaso addirittura le  nostre scuole primarie , abbiamo visto bambini italiani reietti e abbandonati in un angolo in classi coloratissime nelle quali i loro pallidi visi sembravano addirittura assumere un aspetto spettrale , abbiamo visto un padre uscire da un sepolcro dei primi anni dieci del secolo scorso raccomandare al figlio ( forse è ancora Enrico del libro Cuore) di scegliere con oculatezza la futura sposa facendo attenzione che abbia gonne lunghe abbastanza da tranquillizzare la famiglia.

Intanto in  Lombardia un politico bollito e osteggiato dai suoi che ormai vedono l’abisso da quando il genio alla rovescia si è portato in casa un generale con tendenze italiote al tradimento soffiargli praticamente tutto l’elettorato e come risposta rispolverare  una scenetta da cabaret anni venti : “quattro soubrettine quattro” fare il numero guittissimo di presentarsi con lo Jiab e poi toglierselo in contemporanea , di nuovo avanspettacolo puro! 

Salvo poi mettersi una ciambella di salvataggio e indire tamburo battente un congresso à la carte sperando di salvarsi l’ultima possibilità di sopravvivenza : Vedremo se i ribelli si lasceranno abbindolare.

Un po’ più in la a Milano un avvocato di poche speranze che si aggirava per la bella Firenze sperando in un posticino in lista grazie alla sua quasità è riuscito ad arrivare ( benedetta per lui fu la grave emergenza mondiale del  Covid ) ad essere premier per caso , non importa con quali compagni di merende e adesso rivendica come un successo il prestito ( che comunque l’Italia dovrà restituire all’Europa ) come il grande colpo dello statista con la pochette che è diventato.

Davanti a tanta spudoratezza il mondo del cacadubbi si sta ancora arrovellando sul modo per riuscire a perdere un risultato elettorale già vinto grazie a un referendum e che vede un popolo stanco e oberato da una crisi economica mondiale che si ripercuote anche nei nostri poveri portafogli sguarniti aspettare a decidere la piega da dare alla spinosa questione “primarie si , primarie no.”

Intanto mi pare di potere affermare con certezza che c’è ancora un giudice a Berlino.

Un barlume di civiltà

Non tutto  è perduto nel nostro paese se ci sono ancora persone come il medico che ha il coraggio di affermare che c’è  troppa disinvoltura nell’esaminare le pratiche mediche necessarie per spedire nei centri di reimpatrio  gli immigrati irregolari che spesso vengono analizzati sotto il profilo sanitario con disinvolti accertamenti basati su moduli precompilati.

Quel dottore sa cosa sono quei Centri di permanenza e rimpatrio   : lager nei quali si ammalano anche i sani e trovo civilissimo il suo impegno nei confronti dei colleghi perché non si limitino a certificare sulla base di superficiali e velocissime analisi.

Imputato per questo ? 

Certo è pericoloso  usare la propria coscienza e per questo sfidare un sistema che per semplificare oserei dire perlomeno disinvolto nel condannare dei poveri cristi ad una sorta di carcere , anche se vengono elegantemente definiti con formula elegante luoghi nei quali attendere per un non meglio specificato periodo di permanenza.

Adesso quel medico è indagato e con lui tutti quei medici che hanno accolto il suo invito a non essere frettolosi nella qualificazione medica degli immigrati da spedire in quei luoghi di detenzione .

Ho letto che si difende bene da solo e credo che sarà difficile incastrarlo , sappia intanto che ha la solidarietà di persone che hanno visti documenti terribili nei quali si denuncia la  squallida realtà di quei luoghi , prima o poi forse riusciremo a trovare soluzioni meno mortificanti per chi ci capita dentro e forse anche a chiuderli del tutto , snellendo le pratiche che possono essere giuste per il respingimento di chi non ha comunque le carte in regola per restare dove spesso è arrivato attraverso mille avventure e sopravvivendo a tragiche vicende , vere e proprie odissee.

Un buon pensionamento

Trovo giustissimo fare  alla professoressa Marsilio tutti gli auguri  per una pronto superamento del trauma subito ma trovo anche altrettanto giusto dire che mentre ci auguriamo che si rimetta presto in salute auspichiamo anche che non ritorni ad insegnare .

Sono  sorella ,figlia e nipote di insegnanti  e mi ribello all’idea che in una scuola italiana ci sia una insegnante che scrive sul suo profilo Fb : odio la scuola multietnica .

Trovo che questa affermazione sia gravissima e lesiva della nostra scuola nella quale grazie alla Costituzione repubblicana , nata dalla Resistenza, si devono insegnare i valori della tolleranza e della convivenza tra tutti gli esseri umani.

Prezioso a mio avviso leggere le dichiarazioni della professoressa , ovviamente pronta al perdono del ragazzino bianco , figlio di una buona famiglia , forse solo un po’ distratta nel non accorgersi che il bravo ragazzi comprava su Internet con la carta dei genitori tutto in armamentario che non definirei proprio normale.

Nel contempo la generosa prof ammette di dovere forse la vita ad  uno studente congolese , specificando tuttavia che si tratta di un ragazzino immigrato regolare, che peraltro vive in una casa famiglia.

Se metti come immagine sul tuo profilo la foto di Almirante ti dichiari sicuramente nostalgica di un tempo passato che non coincide con il dovere di insegnante di rappresentare un pensiero anche minimamente tollerante.

Liberi di essere conservatori , ci mancherebbe altro , ma tra il conservatorismo e il fascismo il passo è pericoloso ed essere d’accordo sulla remigrazione ne è la conferma.

Si rimetta la cara prof e vada in pensione , non credo che abbiamo bisogno nella nostra scuola multietnica di insegnanti nostalgici come lei.

Pensieri mattutini

Come spiegare il mio amore per la lingua tedesca e per la musica di area germanica senza sentirmi presa in giro adesso che sembra contare soprattutto l’avanzata di Alternative für Deutchland?

Me lo ha detto affettuosamente anche uno dei mei figli impensierito come tutti da questa onda nera che però attraversa tutta l’Europa .

Non tutto è così semplice e va letto con attenzione . Perr esempio la Sassonia non è una sola , ce ne sono tre non tutte così povere da votare massicciamente per AfD .

Rigurgiti di odio razziale ci sono anche nella ex civilissima Inghilterra , nella Spagna socialista e nella Francia un tempo esempio di civiltà.

La lunga mano della Russia di Putin crea una continua tensione che spaventa non soltanto i Baltici e la Polonia ,ma la lunga mano si protende anche verso i paesi più lontani , abbiamo anche noi i nostri russofili non solo di estrema destra.

Molta confusione sotto il cielo : l’estate finisce come era immaginabile : bombe d’acqua e repentino cale delle temperature tra follie politiche che nel nostro paese continuano a perdersi dietro regole bizantine per limare una legge elettorale nata male e che finirà peggio , un governo che leva una tassa scaricando il problema sulle Regioni le quali arrancano senza mezzi per correre dietro ai buchi della Sanità pubblica. 

La penisola arabica con quelle due strettoie naturali che condizionano il fluire del greggio : Hormuz diventano un’arma preziosa per l’Iran grazie alla sconsiderata guerra di Trump e adesso anche Bab er Mandeb con gli Huti , terroristi con gli infradito , che attaccano anche l’ingresso nel Mar Rosso.

Il clima folle di una estate fuori scala ha generato molta più follia di quanta normalmente se ne registrasse col caldo : una mattanza di donne senza eguali , violenza diffusa e spesso fine a se stessa ha generato una serie di aggressioni e di delitti , la paura dilaga tra le menti deboli ed ecco che torniamo all’inizio della mia riflessione .

La colpa è dell’immigrato , del diverso che è ormai tra noi e che in molti casi è utile per la gestione dell’economia  del sistema delle nostre vite.

In questa confusione generale è vero , io continuo ad amare la musica germanica e la lingua tedesca ( per me  oltretutto difficilissima ) ma se anche il Primo ministro canadese nel suo bellissimo discorso al Parlamento europeo ha citato tre volte Goethe, forse il seme culturale che si diffonde da quel pensiero è ancora una parte di quella speranza che comunque gli europei devono conservare per la loro sopravvivenza.

Ho scritto confusamente dei tanti temi che la lettura quotidiana dei giornali mi affolla la mente.

Apro il dibattito.

Un regalo

Oggi mi sono regalata un ricordo : cercavo un vecchio documento nel pc e per errore ho aperto la vecchia cartella che contiene le opere di tanti anni fa e attirata dal titolo  ho rivisto il Don Carlo di Monaco del 2013 , il primo dei miei Don Carlo/ Carlos con Kaufmann.

La qualità modesta del video però mi ha confermato la straordinaria intelligenza di quella messinscena .

Chiusi tutti in quella scatola claustrofobica con quell’enorme crocifisso incombente i personaggi si stagliano con tutta la  tragica evidenza che la meravigliosa musica verdiana accompagna con  una psicologia perfetta .

Lo avevo visto a teatro , poi rivisto tante volte da conoscerlo a memoria ma gli anni passano e oggi rivedere quella bellissima e giovane Elisabetta della Harteros mi ha fatto tenerezza .

Nel video non c’è Tezier che invece vidi a teatro ma Jonas è talmente dentro il personaggio che se avessi avuto in seguito qualche dubbio sulla sua prestigiosa immedesimazione ho avuto la conferma che quella specie di fascinazione che mi colpì allora non era frutto di momentaneo innamoramento ma di vera e profonda ammirazione per un grandissimo artista.

In questo periodo scrivo poco di musica , molte meno occasioni di viaggio ma la fortuna di avere preziose testimonianze mi ravviva le emozioni passate .

Grande anche la prestazione di Renè Pape , purtroppo perso in seguito nei suoi problemi , quel Re “solo nel  suo manto regal “ è il più vicino al pensiero verdiano di tanti che ne ho ascoltati.

Per non dire del magico duetto sulla morte di Posa che poi diventerà il Lacrimosa del Requiem, una pagina che ogni volta mi mette i brividi.

Bellissimi anche i costumi , la regina imprigionata nel suo manto rosso è più eloquente di tante faraginose scelte intellettualistiche e la presenza incombente del Monaco CarloV è forse la risposta più valida a quel dubbio verdiano su quel frate….che non lo convinceva del tutto.

S’è fatto buio , vado a chiudere le finestre.

Otto  Papi

Oggi forse non è più così ma nel tempo storico la figura del Pontefice ha segnato passaggi importanti non soltanto dal punto di vista di chi lo considera in quanto successore di Pietro il testimone del Divino nel presente umano ma anche un personaggio politico in senso lato.

Così avviene che nella vita di ognuno la figura di un Pontefice diventi più vicina alla propria idea di fede  , praticamente ci si accorge che un Papa parli al cuore in maniera più o meno diretta di un suo successore.

Con uno strano lapsus un sacerdote qualche tempo fa nel momento della Messa in cui si elencano i Memento  invece di nominare Papa Leone disse Papa Francesco e non ci fu nessuno in chiesa che si accorse dell’errore o quanto meno ebbe un sussulto.

Per un senso statistico della ricostruzione storica tornando a casa ho ripercorso la mia vita di fedele e ho enumerato i Papi che si sono succeduti durante la mia vita.

Con stupore ne ho contati otto e mi sono resa conto che di ciascuno avevo un ricordo diverso legato alla mia memoria.

Così ho ricordato il Papa della mia infanzia : lo ieratico e storicamente forse ambiguo Papa Pio XII , il drammatico Paolo VI e il suo disperato appello alle Brigate Rosse, il brevissimo pontificato di Papa Luciani poi la grande figura di Giovanni XXII e il suo bellissimo discorso della luna, il lungo pontificato del papa polacco Wojtyla Giovanni Paolo II e il suo contributo politico alla caduta non solo del muro di Berlino , il Papa teologo Benedetto XVI con il grande rifiuto che aveva ricalcato un gesto così lontano nel tempo, infine quel papa venuto dalla fine del mondo che si chiamò semplicemente Francesco , papa Bergoglio che è ancora rimasto nel cuore di molti Infine questo papa regnante , americano , che ha preso ll nome di Leone XIV e che ancora non mi entra in testa .

Evidente non solo a me se ancora un sacerdote ne sbaglia il nome all’altare ( vero è che c’è pure il detto “ sbaglia pure il prete all’altare!).

Non sono voluta ricorrere al’IA , la ricerca l’ho fatta sulla mia memoria, la offro per spunto ai miei pochi lettori .

Può essere un esercizio utile per rinfrescare la propria memoria di vita.