
L’avvicinamento al personaggio goethiano di Werther partita da molto lontano attraverso la letteratura e contemporaneamente con una solidissima preparazione musicale aveva permesso a Jonas Kaufmann di arrivare alla totale immedesimazione del ruolo nell’ormai lontano 2010 a Parigi.
Fu un trionfo assoluto , lui era Wether:
Quattro anni dopo al Metropolitan di New York si confermò di essere un grande attore , oltre che musicista dall’intonazione perfetta e questi sono i documenti preziosi che la memoria ci ha regalato .
Ci fu sicuramente una edizione tedesca , di cui ci rimangono piccoli spezzoni e siamo arrivati a Napoli e devo dire che il personaggio è ancora completamente suo.
La sua rigorosa analisi sulla maniacale passione che porta alla ineluttabile fine , la finezza psicologica con cui ha affrontato in età decisamente matura una simile magnifica prova confermano ,se ce ne fosse ancora bisogno ,che Kaufmann è ancora il grande tenore , unico al mondo, appartenente ai nostri giorni:
l’opera di Massenet che peraltro aveva avuto un grande interprete in Alfredo Krauss ( sentito a Firenze nei miei lontani verdi anni ) non mi aveva turbato , ci voleva Jonas per regalare al mondo un personaggio indimenticabile e in qualche modo rendere a Massenet tutta la preziosa qualità musicale dell’opera.
Con intelligenza culturale e con una miracola capacità interpretativa Kaufmann è rientrato nei panni del suo personaggio , piccoli slittamenti gestuali , piccole aggiunte ( una risatina su “ qui ne vous amerait pas? ) e Werter si muove sul palcoscenico del San Carlo regalando ai fortunati spettatori una grande interpretazione.
Gli anni , tanti , sono passati e forse qualcuno aveva pensato che fosse rischioso vestire un’altra volta i panni del tormentato giovane.
Si dovranno ricredere , l’età matura e l’esperienza musicale hanno premesso al grande interprete di superare ogni dubbio anche nei più sospettosi .
Una messinscena minimale (produzione dell’Oper di Frankfurt ) come accade raramente , ha permesso di valorizzare anche i due infernali personaggi amanti del vino che possono intralciare la regia e un cast di altissima qualità ha centrato in pieno la lodevole operazione napoletana.
Ottima Charlotte Caterina Piva , una grande sicura amplia voce e deliziosa Sophie ,Désirè Giove un autentico usignolo.
Nell’ingrato ruolo di Albert un bravo Ludovico Filippo Ravizza comunque all’altezza tutti gli interpreti perfetti nei rispettivi ruoli.
Bravissimi i piccoli cantori del SanCarlo , complimenti i alla maestra Stefania Rinaldi.
Il fluire musicale del compositore è stato ben evidenziato dalla direzione molto partecipata di Lorenzo Passerini .
Posso ben dire di essere stata gratificata dalla follia di un viaggio decisamente faticoso , avevo comunque una preziosa compagnia .
What a delight for you to have found Jonas in such good form. I hope you got to speak with him after the performance. Xx
Grazie!
Je suis Jonas Kaufmann depuis 2009. Il m’a réconciliée avec la voix de ténor…que j’avais un peu délaissée il faut bien l’avouer avec Pavarotti. Mais j’ai découvert ce formidable chanteur-acteur dans le Werther de Bastille avec Sophie Koch. Et dans un sublime Parsifal que je regarde encore souvent, avec René Pape et l’excellent Peter Mattéi. Moments de grâce extrême… Je n’ai plus cessé depuis de “suivre” monsieur Kaufmann dans ses opéras (je pense pouvoir utiliser le possessif tant il “entre” entièrement dans ses rôles au point de devenir le personnage… C’est époustoufflant… Je l’ai revu à Erl à Pâques 2025…Emotion et …communion…Puis dans Tosca à Paris et également à Paris pour une interprétation quasi mystique des Lieder de Strauss et de Malher…Merci à lui…