Fine agosto

Il cielo è lattiginoso , l’afa toglie il respiro e io che speravo nella classica rottura del clima dopo ferragosto avevo ripreso la via del mare.

Sarà che sto leggendo Dissipatio H.G: di Morselli che sicuramente non porta  all’ottimismo circa le sorti del genere umano , guidando guardo la fila ininterrotta di macchine sulla strada che sarebbe bellissima se facesse vedere la bellissima campagna marchigiana con il declivio delle colline e lo sfondo del mare che invece , ahimè, è nascoso dalla bianca polvere di umidità che lo sovrasta,.

Vedo nero perché comunque le macchine allineate anche a rischio di multa lungo tutta la strada brillano sotto questa luce abbagliante come enormi insetti post era atomica.

Ieri ho fatto il pieno Diesel della mia vecchia Panda e ho battuto il record storico : 50 euro non li avevo spesi mai .

Evidentemente però questa impennata del costo del carburante non ferma i vacanzieri di fine agosto : tutti ancora usano il mezzo privato per muoversi anche se in teoria ci sarebbero dei bus navetta che stranamente  viaggiano ancora mezzi vuoti.

Mi sento in colpa per non usarli anch’io ma a mia discolpa posso dire che avendo pagato una più che congrua cifra sono in possesso di un pass stagionale che mi consente di scendere alla baia ( non sono più una pimpante ragazza) anche se devo dire che durante tutta l’estate non c’è mai stata una volta in cui mi avessero fermato per controllare il mio permesso.

Forse per questo poi ci sono troppe macchine anche nei parcheggi più o meno abusivi .

Anzi no , una volta i carabinieri mi hanno fermato : un giovane milite ha alzato la paletta invitandomi ad accostare per controllare i miei documenti.

Poi , con mia grande delusione quando mi sono fermata e ho abbassato il finestrino il carabiniere mi ha guardato e ha detto sorridendo : vada pure signora !   allora gli ho detto _”peccato ero contenta di farle vedere i documenti !”

Ha sorriso con lo sguardo affettuoso da nipote , una vera tenerezza dell’Arma nei miei confronti.

Intanto il bollettino meteo dice 36° , percepita 39, praticamente abbiamo tutti la febbre e siamo al tramonto di questo strano giorno nel quale sudo anche solo battendo i tasti per scrivere.

Si, guidare

Leggo di una proposta di legge che prevederebbe alcune limitazioni per chi guida la macchina superata una certa soglia d’età.

Ho sorriso perché certe regole me le sono già imposte da tempo , non  vado in autostrada con la macchina già da diversi anni e il limite dei cento chilometri entro cui seguitare a guidare l’ho ridotto istintivamente già da tanti mesi.

Resta per me la libertà guidando di andare al supermercato in autonomia , di andare in farmacia e quando il caldo non è eccessivo anche di andare al mare , sono dodici chilometri di una relativamente tranquilla strada panoramica provinciale.

Sui controlli medici per i rinnovi ho i miei dubbi , fino ad ora mi sono sembrati sufficienti e mi pare eccessivo dovere andare dal geriatra ,  credo che potrebbe bastare un controllo del medico di base che conosce ( o dovrebbe conoscere bene ) i limiti dei propri assistiti.

Come al solito la legge rincorre la realtà delle regole  e non le precede , ma questo succede per molti ambiti del nostro vivere sociale .

Non so che fine farà la proposta di legge , qualche volta mi sembra di leggere tra le righe del giornalista che ha scritto l’articolo quasi una minaccia più che una ipotesi che serva a evitare che degli sprovveduti vecchietti si mettano al volante senza avere più la capacità e la sensibilità di auto- imporsi dei limiti.

Intanto l’anno prossimo , vita permettendo , mi devo ricordare di rinnovare la patente , ovviamente augurando alla mia vecchia Panda rossa di continuare a fare il suo dovere di fedele compagna delle mie modeste avventure al volante .

A Palermo

Oggi è un mese esatto che non vado al mare : Mi dispiace per il mio lettino vuoto , per l’ombrellone e il parcheggio che continuo a pagare inutilmente  ma dopo il pesante viaggio In Toscana dal quale sono tornata stanchissima ho deciso che per difendermi dal clima dovevo chiudermi in casa.

Mi accorgo che è stata una difesa non programmata , avvenuta giorno dopo giorno ma che mi ha aiutato a sopravvivere , forse la prudenza di vegliarda mi ha aiutato.

Nel vuoto quasi totale anche dei programmi televisivi che mi facevano compagnia mi sono rifugiata sui social , evidentemente anche senza volerlo finiscono per essere di compagnia per i vecchi.

Qualche giorno fa il post di un caro amico che vive in una lontana isola mi ha ricordato un episodio quasi tenero dei miei viaggi lontani.

Ero al bellissimo museo di Palermo con il FAI e davanti alla Madonna di Antonello da Messina avevo avuto quasi una sindome di Stendhal , la perfezione di quel velo piegato sulla fronte , il volto tenero e pensoso della fanciulla ritratta mi avevano colpito al cuore.

Poi proseguendo il giro del museo ho continuato a ripensare a quel ritratto e scendendo le scale davanti al Trionfo della Morte ho avuto come uno strano richiamo , ho lasciato il gruppo in uscita e sono corsa indietro per rivedere un attimo il quadro che mi era rimasto così violentemente impresso.

Fu così che arrivata di corsa davanti alla Madonna ci ho trovato con lo stesso mio atteggiamento uno dei componenti del gruppo , un elegante signore , un magistrato importante che evidentemente  aveva avuto il mio stesso  impulso , non volevamo lasciare la Madonna di Antonello senza un ultimo sguardo.

Ci siamo guardati in silenzio , colpiti dalla stessa necessità  , quasi complici di una piccola fuga :

la nostra compagnia doveva rispettare gli orari e noi avevamo disobbedito.

Quella complicità me la sono portata dentro per anni , poi quell’importante magistrato è morto improvvisamente portandosi via quel ricordo fuggevole di una strana affinità .

Il post del mio amico Renzo mi ha riportato vivacissimo quel momento , la Madonna di Antonello ( nel silenzio composto del suo sguardo  come direbbe la Zimborska ) mi sorride da lontano e mi ha riportato un ricordo dell’incontro di due anime che si erano sorrise davanti al prezioso capolavoro.

Grazie Almanacco

Se non ci fossero quei due fantastici personaggi che ogni giorno mi divertono con il loro Almanacco di bellezza forse non avrei ripreso in mano il primo dei cinque libri di Guido Morseli che ingialliti dal tempo stanno sulla mia libreria . proprio nello scaffale accanto al pc.

Ieri ho allungato il braccio e ho preso in mano il primo che mi capitava : Divertimento 1889 .

Ho smesso di sorridere solo dopo averlo divorato in poche ore : la leggerezza di una operetta di Franz Lehar o forse la musica di Offenbach , un mondo incredibilmente perfetto usciva dalla penna di un  prezioso autore incompreso.

Li avevo letti tutti negli anni settanta del secolo scorso , uno dopo l’altro o forse mi ero appassionata a uno strano autore tragicamente scomparso e che mi veniva restituito grazie alla preziosa opera di un editore raffinato : Adelphi era già una garanzia.

Forse la chiave per comprendere appieno Morselli sta nelle poche righe che chiudono il libro nel quale l’autore si scusa se non ha divertito abbastanza il lettore , sicuramente si è divertito lui a scrivere il delizioso libro.

La storia di una vacanza svizzera del re Umberto primo di Savoia per un affare che riguarda la vendita di una tenuta ad una ricca e avvenente cugina di Gugliemo primo è scritta con tale ironia e leggerezza che a un certo punto ho smesso di leggere per paura di finire il divertimento  troppo presto.

Quell’albergo svizzero , quei personaggi da operetta , le gustose avventure galanti raccontate con una penna leggerissima mi hanno riportato ad esperienze vissute anche recentemente in ambiente alpino un po’ fuori stagione.

Mi pareva di esserci davvero nella Gasthaus con il padrone sull’uscio , con i turisti dotati di corde e alpenstock, con le dame più o meno tutte disponibili all’avventura galante nella fresca aria delle Alpi galeotte.

No so se il libro sia ancora di facile reperibilità , lo consiglio caldamente a tutti i miei affezionati lettori  e vorrei che arrivasse anche e in modo particolare a quel raffinato FMC del quale ieri ho colto un’ironica perla : “è come una Madeleine” come dicono quelli che non hanno letto Proust.

Ferragosto

Ci può essere anche una strana forma di nostalgia pensando al Ferragosto di tanti anni fa .

Le strade vuote , un silenzio sonnacchioso , luci tagliate  attraverso persiane che filtravano la luce violenta d’agosto .Come quando vediamo film in bianco e nero , poche macchine in giro  e avevamo la sensazione di pace annoiata del riposo meritato.

Frinivano le cicale , le giornate leggermente accorciate nei tramonti infuocati e nessuno augurava buon ferragosto , la festa non si festeggiava , si passava attraverso i riti religioso e i riti pagani senza nascondere una certa noia per tutte quelle serrande chiuse , quell’attimo che quasi sempre portava con sé la rottura dell’estate che in qualche modo virava verso la calma che preludeva l’autunno.

Non c’era la calca negli aeroporti  e un posto a tavola nelle osterie lo si trovava sempre  senza tante prenotazioni .

 Adesso invece sulle strade come formiche impazzite sfrecciano auto in tutte le direzioni , il carburante costa sempre di più ma evidentemente non basta a fermare quel continuo lavorio incessante dei motori che inquinano il nostro pianeta già ammorbato e riscaldato dai milioni di mefitici scarichi , bisogna prenotare per tempo anche le lasagne da asporto, negli aeroporti bivaccano i troppi turisti che il sistema non riesce a inghiottire visto la mole mostruosa di gente in movimento.

Il mondo è cambiato , non so se in meglio o in peggio ; certo mi è difficile accettare la realtà di  un mondo che non mi appartiene più .

Domani non escono i giornali , un piccolo vantaggio che conserva la tradizione , perlomeno avrò meno modo per misurare la follia di questo mondo impazzito che non mi appartiene più.

Due eclissi

15 febbraio 1961. Era mattino presto , prima delle otto ci eravamo arrampicati sulle rupi del Passetto , un gruppetto di amici giovani e prestanti ed eravamo saliti dietro il ristorante , la collina era abbastanza scoscesa.
Me lo ricordo perfettamente , muniti di radiografie , non c’erano ancora gli occhialini adatti ci siamo messi in silenzio ad aspettare il fenomeno naturale , ad Ancona durava addirittura più di due minuti .Il cielo che si faceva grigio  , un brivido di silenzio , solo i cani in lontananza si erano messi tutti ad abbaiare , ci era sembrato che si fossero  anche fermate le foglie sugli alberi , il sole nero.Scendendo felici  verso casa avevamo ripreso a ridere e Marta che ripeteva come un disco rotto : “ho visto l’eclisse del sessantuno “simulando uno strano accento emiliano.

Non ci sono fotografie , a quel tempo ci sarebbe sembrato esagerato portarsi la macchina fotografica , il ricordo era nettissimo nei nostri occhi.

11 agosto 1999. Isola greca di Nisi Kos nelle Cicladi o forse era Dodecanneso , , verso mezzogiorno.Ne giravamo tante ogni anno di isole in barca che è già cosa preziosa avere ritrovato l’agenda con scritto “eclisse.”

Fu impressionante passare dalla luce abbacinante dell’isola greca ad un livore grigio che appiattiva tutte le cose .

Capimmo l’effetto che poteva fare sugli abitanti primitivi di quelle isole sperdute quel sole che diventava nero , c’era ancora sgomento negli occhi degli isolani , noi dotati di occhialetti portati da casa guardammo il fenomeno naturale con interesse quasi scientifico.

Ovviamente se facemmo delle foto , non sono neppure andata a cercarle ,di sicuro fotografammo l’isola . la barca , ma l’eclisse no. I telefonini erano ancora da venire.

Ieri sera non sono uscita di casa , dal mio terrazzo girato a est il tramonto non si vede ; ho pensato che oggi il mio pc. mi avrebbe inondato di video e di foto di tutte le fasi dell’eclisse , da quelle spagnole a quelle parziali e  suggestive delle nostre parti.

Ovviamente la memoria esatta della memoria delle due eclissi lontane che ho vissuto le ho ricavate da una semplice domanda su Chatgbt , mi ha chiesto pure se mi ritenevo soddisfatta delle risposte .Ci ha messo meno di un minuto per darmele.

PS. solo per l’isoletta greca mi è stata utile l’agenda / diario e gli occhialini ce li ho ancora.

San Lorenzo

Sono entrata in una strana nuova era sconosciuta , mi sembra di avere davanti una realtà nuova da affrontare , con ritmi diversi , con lentezze per me un tempo sconosciute .

Devo accettarmi con le limitazioni legittime che il mio corpo richiede.

Forse è un guaio che comunque ancora la testa funzioni come in passato , un po’ di coglioneria da vecchia mi servirebbe per arrabbiarmi di meno davanti alle follie di questa estate di svolta.

E’ ormai evidente il cambio meteorologico : quando ho visto il termostato nel punto più fresco della mia casa super-ventilata segnare 32 gradi ho capito che forse dovrei arrendermi all’aria condizionata  anche se ancora mi difendo con i ventilatori sul soffitto che fanno tanto anni Trenta e film d’epoca con i racconti del mondo coloniale d’antan.

Abbiamo un governo di idioti che non è capace di pensare in proprio , mi verrebbe da dire agli incompetenti di destra che forse si sarebbero dovuti attrezzare culturalmente un po’ di più per non portarci di fronte al ridicolo di un’Europa  ( che peraltro non gode di molta capacità governativa ) , siamo delle barzellette che non fanno ridere .

Mentre i giovani che vanno in piazza a piangere e cantare i versi preziosi di quell’aedo che è stato la guida spirituale di intere generazioni che risponde al nome di Francesco Guccini  che appoggiate le chitarre si ricordino del diritto-dovere di cittadini che si esprime nel voto , in un paese disilluso nel quale ci siamo ricordati di esistere solo quando volevano attaccare la Costituzione  e che la stessa si difende anche esprimendo la propria rabbia non solo attraverso l’astenzione , ma con ricerca ponderata correre al seggio quando sarà il momento per esprimere il proprio pensiero.

Cronache musicali non ne ho , inutilmente l’algoritmo del mio blog mi chiede di scrivere , l’era dei viaggi è finita e la visione in tv della Carmen di Salisburgo mi ha consolato del fatto che comunque sarebbero stato decisamente soldi buttati.

Aspetto la recensione del Pomo d’oro , so che quello sarebbe stato un momento importante per prendere il treno , ma mi accontenterò dei racconti degli amici più giovani che ci andranno .

E chi mi dice che la vecchiaia è bella lo picchio , come ha detto il mio amato cantautore  di riferimento.

La locomotiva

Primi anni settanta del secolo scorso . Al palaVeneto una sera c’era Francesco Guccini e noi eravamo già un po’ più grandi di tutti quei ragazzi che affollavano le gradinate ma non ci pareva  contassero le minime differenze d’età e d’abbigliamento; si perchè in quegli anni lontani noi eravamo vestiti “ da grandi” , non come adesso che i sessantenni si vestono da ragazzini.

Eravamo arrivati leggermente imbarazzati , ma amavamo tanto le ballate di quello strano personaggio seduto su una seggiola , solo in mezzo alla pedana  ( non  usavano gli effetti speciali degli eventi musicali che vennero dopo ) ma tutti cantavamo insieme le canzoni già nostre , già entrate nel cuore  e nella memoria collettiva.

Ogni tanto Guccini si fermava , aveva il fiasco di vino accanto a sé e buttava giù un sorso prima di ricominciare .

Fu una serata bellissima e quando alla fine cantammo tutti in coro La locomotiva mi sembrò davvero di potere credere in un mondo di eguali che prima o poi sarebbe arrivato per tutti.

Quando andammo a salutare lo scorbutico poeta mi guardò con curiosità e affetto , in fondo io avevo solo quattro anni più di lui.

Poi nel tempo l’ho visto spesso in tv invecchiare nella sua Pavana , ho letto le sue storie preziose , siamo praticamente invecchiati insieme.

Solo che io sono ancora qui , il mio compagno di quella sera se ne è andato da un pezzo , mi trovo ancora una volta a scrivere di ricordi , di emozioni lontane e mi trovo a ricercare i miei vecchi dischi impolverati che non sento più, tanto orami basta cliccare youtube e trovi tutto.

Ma l’emozione di quella serata lontana , quando ancora c’era l’idea di un mondo che avrebbe potuto essere migliore e non è stato mi è ritornata nitida e vivissima.

Non è per niente bello invecchiare in questo mondo ci valori persi e di guerre asimmetriche e crudeli.

Ti penso caro Francesco , ormai siamo coetanei , con il tuo vecchio eskimo addosso allontanarti sorridendo , ci lasci  il dono prezioso della la tua voce roca e le tue canzoni che resteranno sempre nei nostri cuori.

Pensiero d’agosto

Oggi è il due agosto e a Bologna si celebra un ricordo pesante della nostra storia repubblicana.

Quello squarcio nella sala di attesa della stazione è bene infisso nella mia mente , non ci passo mai senza provare un brivido , come se

quel caldo mattino nel quale si mischiarono la polvere dello scoppio e il sangue delle vittime innocenti continui a far  parte della storia della nostra Repubblica.

Intanto da due giorni le immagini di Ceuta e la incredibile reazione del nostro governo mi martellano dentro : mi vergogno di appartenere a un paese nel quale un governo sciacallo riesce ad approfittare di una vicenda dai contorni molto oscuri che ha portato orde di disperati marocchini a gettarsi in mare credendo ad una strana fake , creata sicuramente per mettere in difficoltà l’unico governo con la schiena dritta che ha osato opporsi alle richieste del MAGA buffone di accogliere nel suo territorio le basi per una guerra idiota nella quale  uscirà con le ossa rotte e con il risultato tragico di cui tutti stiamo pagando le conseguenze economiche  pesantissime.

La squallida reazione italiana , davvero la Meloni ha superato se stessa in questo bieco rigurgito , con la faccia di bronzo che le viene fuori  nonostante i ritocchini estetici al bel visino e i tanti troppi vestiti che comunque non riescono a farla essere anche minimamente elegante , si è buttata a capofitto nella sua più becera  propaganda perché  solo quello sa fare : spaventare le menti deboli di chi abbrutito da vent’anni di sottocultura televisiva beve ancora la storia dell’invasione dei migranti che portano  delinquenza e terrore nelle nostre vite.

Ho visto le immagini dei poliziotti imbarazzati a Fiumicino costretti a fermare gli increduli viaggiatori di ritorno dalla Spagna costretti a fare un lavoro inutile quando in realtà di loro ci sarebbe bisogno sulle strade , ma la ricerca del governo non è la difesa dei cittadini piuttosto quella di cercare il fatto crudele che permetta a questa destra sfacciata di cercare ogni occasione per approfittare della paura di chi giustamente  teme le azioni tragiche di persone più o meno malate nella testa che comunque terrorizzano la nostra vita.

Eppure sappiamo bene che con l’inverno demografico siamo un paese che ha disperato bisogno di nuova linfa vitale , serve una forza lavoro da accogliere e da acculturare , serve una gente nuova che non solo raccolga i nostri prodotti della terra ma  che mandi avanti le macchine della nostra industria e che in ultima analisi pagherà le pensioni dei pochi nostri  lavoratori,.

Ci hanno mai pensato , i nostri bempensanti che ancora votano questa destra che i successi sportivi dei quali ci vantiamo in quasi tutti gli sport hanno maglie azzurre , volti sorridenti e facce scure di ragazzi italianissimi la cui potenza atletica ha radici lontane ?