Ultimo giorno dell’anno 2025.

C’è il sole e fa freddo , ma è un freddo buono , di quelli che ci fanno sentire bene nell’animo.

Il mare è calmo e la città sarebbe bellissima se non fosse morta dentro .

Ovviamente il concerto di fine anno , quello vero , con le musiche tradizionali si fa in quasi tutte le Marche , meno che nella città capoluogo  e vorrebbe aspirare ad essere capitale della cultura!

Ogni giorno chiude un negozio , ogni giorno si tira giù una serranda , la città muore nelle sue memorie artigianali e commerciali; basta fare trenta chilometri più a Nord e trovi più vita a Senigallia , lo stesso verso Sud a Civitanova .

Eppure la posizione geografica aveva gratificato questo porto naturale già nell’antichità e un Patriarca di Aquileia aveva critto : Ancona per sua positura meriterebbe di essere costrutta tutta de oro massiccio.

Città di pendolari e di uffici : si riempie ogni giorno di gente che poi la sera torna a casa , tanto qui non c’è niente da fare e da vedere.

Ed è forse per questo che la città risponde poco e male ai richiami culturali , occorrono generazioni per ricostruire una memoria e questa memoria qui è sotterranea , corre nelle piccole associazioni che sopravvivono di ricordi , in un tessuto sottotraccia tutto da riportare alla luce.

Oggi la foto di ordinanza del mio blog è la mia postazione al pc.

Tanti quadri e ne inquadro solo una parte: un giorno avevo deciso di scrivere le mie memorie raccontando quello che significano i quadri , le foto e i disegni attaccati sul muro.

Da qualche parte ho questo “incipit “, lasciato in sospeso perché stava diventando un romanzo solo la prima mezza parete.

Non è detto che non lo riprenda , per quel che vale la memoria di una anonima vecchia signora.

Poi prevale il senso della misura e mi ritiro nel modesto spazio del mio quotidiano , quando mi piace ancora mettere un messaggio nella bottiglia del mare magnum del web.

Brigiti  bardò bardò

Festival del cinema al Lido di Venezia , anni sessanta del secolo scorso.

Ci andavo volentieri , erano le mie vacanze importanti e da giovane curiosa innamorata del cinema amavo la mondanità veneziana che in quegli anni era veramente fantastica.

Fu così che una sera mi vidi passare davanti un angelo del Botticelli

col broncio  , sottile e leggera . Una visione bellissima , molto più alta di quanto immaginassi dalle sue apparizioni nei film , mi colpì soprattutto in suo incedere da danzatrice , forse la parola giusta era eterea.

Questo il mio piccolissimo ricordo personale di B.B., piano piano tutte le mie coetanee se ne vanno , ormai non tengo più neanche il conto, mi sembra una battaglia navale col tempo : colpito , affondato.

Tutti a quel tempo ballavamo la canzone brasiliana che si ispirava al suo nome , tutti sapevamo che a Saint Tropez si aggirava con la capretta , che ogni tanto cambiava il compagno e poi piano piano l’abbiamo vista nelle rare foto rubate invecchiata senza botox , naturale e arrabbiata con chi osava rubarle l’immagine.

Francese che più francese non si può, di destra gollista , ma chi se ne frega.

B.B. ha amato gli animali più che gli uomini e in una rara intervista risponde al questionario di Proust , vale la pena rivederlo .

Amava lo champagne , odiava il rumore delle armi dei cacciatori e il suo rumore preferito era quello dell’orologio nella cucina di campagna.

Mi sarebbe piaciuto conoscerla , mi viene da dire “formidable!”

Strano paese

Vivo in uno strano paese nel quale a ondate arrivano animali terrorizzanti che riempiono le stampa locale e ci rendono simili a poveri umani accerchiati dal mondo di fuori.

Cominciarono i cinghiali : probabilmente importati dalla Slovenia i primi cominciarono a moltiplicarsi sul Monte Conero fino a diventare una presenza preoccupante per chi camminava per le nostre strade specialmente al tramonto .

Un mio figlio ne fece fuori uno tornado a casa e fece fuori anche la sua macchina; peggio; andò ad una giovane parente che se ne trovò una famiglia davanti su una piccola strada sterrata e le costò una bella frattura ad una gamba.

Adesso gli ungulati camminano tranquillamente per le strade del centro e sono stati fotografati modello Beatles attraversanti sulle strisce pedonali.

Poi arrivarono i lupi : orrore orrore , mangiano le galline , fanno sparire i poveri gattini , comunque ci guardano da lontano e non è escluso che qualche ecologista sospetto non metta loro qualche esca topicida intorno casa .

In centro ancora  li abbiamo visti  poco , forse evitano gli ingorghi natalizi, soprattutto anche se va più di moda dire “viva il lupo” che attenti al lupo qui non è una buona accoglienza per il povero cane selvatico. San Francesco non abita qui.

Ultimo, e finalmente una lieta novella , la vigilia di Natale una foca monaca si è messa a prendere il sole sulla spiaggia di Numana , purtroppo la smania fotografica dei “Selfisti “l’ha fatta tornare in mare  con una certa sollecitudine.

Hanno subito transennato la spiaggia , sperando che la meraviglia marina voglia ritornare da noi e infatti in giorno di Santo Stefano è tornata , questa volta a Portonovo , ma seguitano a non lasciarla in pace .

Urlano gli esperti che finalmente si faccia un’area protetta marina da queste parti !

In un mondo che parla di guerre , di droni e distruzioni varie ,nelle Marche la stampa apre in prima pagina con il nostro zoo quotidiano.

Non ci possiamo lamentare.

Un bellissimo dicembre 

Sono arrivati tutti , alla spicciolata , durante questo mese del Natale ho visto finalmente tutti i nipoti .

Ha cominciato Leonardo ,il primo adoratissimo nipote , arrivato all’inizio del mese perché in seguito avrebbe avuto tutte le cene aziendali e il programma ambizioso di un bel viaggio in terre lontanissime.

A seguire  Tommaso ,lo svizzero “geniale” , che spera di portarsi a Ginevra il pianoforte che nonna gli regalò , unico nipote che mi ha dato la soddisfazione di suonare uno strumento , poi abbandonato per la sua strada di ricercatore informatico .

Poi in blocco i tre :Maria Giovanni e Giulio , ma loro per fortuna ancora li vedo spesso  , ancora studiano e stanno nelle Marche , anche se li sento parlare di progetti lontani , più o meno legati alle loro fortune professionali.

La vigilia di Natale un regalo inatteso : è arrivato pure Stefanino , il numero otto , elegante nella sua tuta griffata e con la faccetta ironica di chi è nell’età del furbetto delle medie.

Infine “ last but not least” Beatrice e Riccardo , i lavoratori milanesi che insieme mi hanno portato la semplicità di un pranzo informale, si muovevano per la  cucina con la naturalezza di chi si sente a casa , e nonna molto felice per questo.

Mi comunicano che il vero panettone buono di mangia a Milano , capisco che le Marche per loro sono una specie di luogo dell’anima , ma niente di più.

E difficile spiegare a chi vive solo come me collezionare questa specie di  regali immateriali e importantissimi.

 Davanti a loro , quasi tutti ormai sono tanto più alti di me  o forse sono io che invecchiando mi ripiego su me stessa  ,non porto più i tacchi e anche se mi ricordo ogni tanto di stare dritta mi sento come accartocciata , unica cosa che mi irrita se e quando per affetto mi chiamano “nonnina”, il riduttivo ancora non mi piace. 

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Una pubblicità

Un equivoco  intelligente , la pubblicità si riferisce allo smaltimento dei telefoni cellulari , sono miliardi nel  mondo e ci sono dei sistemi validi per smaltirli in modo ecologicamente valido.

Ma a primo acchito si legge l’immagine e si pensa alla fine che faranno tutti quei giovani persi nei loro schermi , ciechi a tutto quelli che li circonda .

Per strada mi succede di vederli venire avanti rischiando di sbattere su di me o quando va loro peggio su qualche palo della luce che si frappone sul loro cammino.

Pensare che quando mi trovai tra le mani il primo cellulare ( enorme e pesante ) mi sembrò un bellissimo modo per viaggiare sicura : lo chiesi in prestito a mio marito e quando partivo in macchina per la montagna mi sentivo protetta e collegata con la famiglia.

Mi aveva affascinato l’idea che Romeo non si sarebbe ucciso sul corpo di Giulietta , che un numero notevole di drammi raccontati nei secoli si sarebbero potuti risolvere con una chiamata  o addirittura con un waths’up.

Non avevo capito che stavamo entrando in una macchina infernale , solo che noi vecchi non ne saremmo stati risucchiati come invece è successo a chi è arrivato dopo.

E questo è ancora il lato giocoso della rivoluzione , poi vennero gli haters e l’ignoranza di ogni sapere perduto nei libri e nei codici antichi.

Oggi siamo ad una ulteriore svolta : l’AI ci racconta un vero che non è vero , influenza le guerre , le crea e le risolve secondo i desiderata dei potenti del web.

In dio mammona ha vinto e si è servito di un  apparentemente innoquo per vincere sul mondo di ieri.

Allora ci si domanda davvero che ne sarà di loro….

Verso il Natale

Nebbia sull’Adriatico , un dicembre mite che si vergogna del suo tempo . La città scompare , forse per pudore, mentre si accendono le luci sulla collina ,festoni palpitanti e cineserie  intermittenti.

Un lusso un po’ triste di un paese comunque sottotono , in una città che vede spegnersi più di una vetrina al giorno.

Da casa mia vedo il lato pacchiano del borghese impoverito che non rinuncia al natale ostentato .

Il blog tace da tanto tempo , ci sarebbe da scrivere troppo ma non sarebbe divertente per l’evidente crollo di speranze nel futuro che ormai sembra una cifra fissa del pensiero quotidiano.

Stamani guardavo fuori della finestra del mio studio e paragonavo la vista a quella uguale , ma bianca di neve di tanti anni fa .

Ma da quando non nevica da queste parti ?

Rileggo la frase di Resy  nel Cavaliere della rosa.  “si , cerco  la neve dell’anno passato “e sorrido al pensiero che la Marescialla si sentiva vecchia e non aveva ancora quarant’anni.  

Comunque il Natale arriva e la casa si è automaticamente messa in moto .

Come un riflesso condizionato si è fatta l’albero e il presepe , non scatta neppure più il pensiero “ anche quest’anno l’abbiamo passato” perché anche questo è un automatismo banale.

Chi ci sarà al pranzo di Natale e chi avrà per motivi validi la licenza di non essere presente : siamo ancora una bel pò di famiglia  e questo dovrebbe farmi felice , a rate più o meno ci vedremo tutti lo stesso.

Follia delle follie ho programmato un inizio d’anno con un viaggio , il blog si racconterà di nuovo e di nuovo i miei seguaci faranno salire la colonnetta dei Like , ma sarà per poco , calano le forze e le voglie , restano invece tante memorie che sembrano sfumare come i miei pensieri stanchi.

Vorrei dedicare un pensiero ai giovani della mia famiglia , sono tanti e bravi , lavorano e studiano ma non vedo per loro un futuro roseo da queste parti : qualche anno fa ero orgogliosa del loro andare lontano , adesso cominciano ad essere troppi e capisco che questa fuga giovanile così accentuata è un segno di fallimento per il nostro paese : chissà se qualcuno ,un giorno che non vedrò, tornerà nelle Marche?

Una serata in tv

Mi piaceva il Benigni dissacrante di Berlinguer ti voglio bene ,il Benigni assurdo critico cinematografico dell’Altra domenica e ho continuato ad amarlo anche in Johnny Stecchino fino al meno apprezzato La tigre e la luna.

Poi sono cominciati i grandi monologhi  con la lettura dantesca  fino a quelli di impegno sociale come la spiegazione della Costituzione e già mi sembrava un po’ troppo sopra le righe.

Comunque , ieri sera mi sono doverosamente sintonizzata su Rai1 , cosa che non faccio più da tempo perché la Rai è inguardabile , ma per Benigni si può fare un’eccezione,

Dopo la prima mezz’ora in cui ha girato un po’ intorno al sepolcro di Pietro ,( proprio lì sotto, eccezionale veramente! ) è cominciato il vero racconto ed era ne più ne meno un’omelia domenicale sul Vangelo .

Per una che a Messa ci va regolarmente sapevo dove andava a parare appena accennava al capitolo : ha cominciato con la chiamata dl pescatore sul lago di Tiberiade , poi ha citato l’emorroissa , altri passaggi evangelici notissimi ,poi non ne so più niente , mi sono addormentata.

Un colpo di sonno bello lungo e mi sono risvegliata in tempo per il Quo vadis finale .

Francamente due ore di retorica ed enfatica narrazione evangelica di cui fortunatamente me ne sono persa una metà abbondante.

E’ triste misurare le fine di una parabola artistica , tutti i comici , detto in senso lato dove comico sta per teatrante ,hanno più o meno un periodo d’oro che spesso non è verso la fine , ma questa enfasi inutile sul grande successo del fu Roberto menestrello toscano , mi ha messo tristezza.

La stessa sera , un magistrale Vito Mancuso rispondeva a Lilli Gruber con parole difficili e grande umiltà sui grandi temi della fede.

Le sue pacate parole , pochi minuti interrotti dalla paura della conduttrice che si andasse troppo sul difficile mi hanno confermato che la vera grande cultura non nasce a orecchio da chi arriva superficialmente a toccare i grandi messaggi dell’umano pensiero.

Forse senza volerlo la  TV7 ha vinto anche ieri sera sulla qualità dell’offerta culturale.

Il gatto

C’è un protagonista occulto nella foto dell’abbraccio Starmer Zelewsky davanti alla porta del numero 10 di Downing Street , il gatto in attesa di entrare a casa.

Non sono una gattofila praticante ma quel gattino che si mangia l’immagine è la poesia che entra clandestinamente nella triste vicenda della storia dei nostri giorni.

Il povero premier ukraino , con la faccia stanca del morto che cammina e il premier inglese che farebbe carte false per tornare in quell’Europa alla quale appartiene per scelta e storia e nella quale sciaguratamente il suo popolo l’ha momentaneamente allontanato si abbracciano a favore di obbiettivo  per ribadire con forza una posizione europea testardamente confermata alla faccia delle deliranti posizioni americane e di quello psicopatico di  Elon Musk .

La forza tranquilla del gattino che aspetta il riaprirsi di una porta sembra tutti noi europeisti convinti che alla fine ce la dovremmo fare a dimostrare che l’Europa c’è ancora nonostante le difficoltà , le ripicche sovraniste , le incidenze dei detrattori.

Il video prosegue mentre i due entrano in casa , dove sicuramente sono anche i “volenterosi” Macron e Merz , assente l’Italia che seguita a barcamenarsi tra l’Europa liberale e il sovranismo americano di Trump e questo francamente mi fa sentire a disagio , di noi non si fidano proprio e in ultima analisi hanno anche ragione.

La porta si apre ma il gattino , momentaneamente , si allontana.

Non è un buon segno per noi europei.

La Prima in Tv

Quando l’avevano programmata per l’inaugurazione della Scala per un provocatorio sant’Ambreus forse non immaginavano che questa strana coincidenza con i tempi che corrono avrebbe reso l’evento pieno di significati moltiplicati dal tempo storico.

L’opera di Shostakowich nasce nel 1934 , si ferma dopo il successo immediato e si capisce perché

: a Stalin non va giù la rappresentazione plastica di una polizia corrotta , infatti si  si trincera dietro lo scandalo sessuale per bloccare il percorso positivo della storia di lussuria e peccato . L’autore si ritira e poi tenta pure di rifare l’opera  meno scandalosa , inutilmente , perché alla fine il tempo gli darà ragione.

Io l’avevo vista a Firenze tanti anni fa e mi era piaciuta molto ,  ovviamente non si parlava di femminismo e men che meno si parlava di ostracismo alla Russia , Putin non era ancora il nuovo Zar.

Adesso che tutti questi elementi vengono a galla  la storia diventa altro da sé , è un effetto distopico , mi sembra di vedere un’altra opera  e soprattutto fa molto “ provocatorio” il fatto di aprire la stagione scaligera con un’opera russa quando la Russia è ritornata a essere il cattivo di turno nel giro della Storia che tutto ricicla e riporta all’oggi.

Quindi mentre mi accingo a vedere qualcosa di sconvolgente mi accorgo che di sconvolgente non c’è più niente , gli stupri pudicissimi , i tromboni meno squillanti di come li ricordavo io , nessuna braga calata e poi non mi fa nemmeno vedere il lago ghiacciato dell’ultimo delitto che fa tanto Wozzeck , l’effetto speciale del rogo è un surrogato da film horror, non agghiaccia per niente.

Comunque un bello spettacolo , meno banale dei tanti inutili eventi degli anni scorsi , viene la voglia di prendere il treno per vedere davvero l’opera come si deve , cioè a teatro.

Tornado alla ripresa tv : horror davvero la coppia Vespa Carlucci e super horror le orribili comparse, davvero la Scala merita di meglio di certe carampane che occhieggiano sul fondo in cerca di un selfie da riciclare sui profili istagrammatici.

Penosi i commenti di chi non sa niente e comunque parla : la perla alla signora che voleva un altro titolo , non trovando Shakespeare  si è molto offesa.

Da Siviglia con amore

Secondo e purtroppo ultimo titolo dells stagione lirica del teatro delle Muse di Ancona.

Barbiere di Siviglia , una produzione giovanile di Damiano Michieletto , un’ideuzza e ne avrebbe avute di più sconvolgenti in seguito.

Quello era un viaggio da Siviglia a Firenze e ritorno , qui si arriva e si riparte da Ancona.

Mancando la scenografia devo dire che non tutti hanno capito il perché dell’annuncio ferroviario !

Belli e allusivi i costumi di Carla Teti ,i  ragazzi delle varie accademie di provenienza se la cavano abbastanza bene con Rossini:
Figaro coreano , Rosina , molto avvenente , russa , bravi tutti nelle rispettive caratterizzazioni  e una certa aria di recita scolastica che comunque non disperdeva la meravigliosa creazione musicale rossiniana.

Ma al riprendere dello spettacolo molto poltrone vuote in platea dichiaravano che il pubblico non aveva evidentemente apprezzato il tutto.

Meglio era andata alla Primina per i ragazzi , in fondo a loro che certe vocalità fossero un po’ modeste non importava molto e in ultima analisi anche la meritoria intenzione del direttore artistico De Vivo di dare una occasione utile ai cantanti in erba di fare una vera esperienza di palcoscenico ha comunque un suo perché.

Dal mio posto di abbonata  vecchia strega mi sono divertita a fulminare l’incauta vicina quando ha osato tirare fuori il famigerato telefonino mentre avevo pazientato quando prima dell’inizio avevo tollerato il panino nel sacchetto treno che le due sostitute dell’abbonato si erano vistosamente mangiato , poverine evidentemente venivano dal lavoro.

Pare che ai ragazzi era stato detto di non portarsi beveraggi e cibo in sala , l’avviso è mancato con gli adulti , necessita riprendere la buona abitudine.

Ormai il nostro pubblico non è più aduso alla lirica , si nota infatti una certa differenza con gli amici frequentatori dei concerti , specie quelli degli Amici della musica , evidentemente una vecchia tradizione mai interrotta produce ancora buoni frutti.

La velocità della luce

Mentre ieri  le prime pagine dei giornali mettevano  in evidenza in prima pagina l’arresto di tre persone di un certo rilievo nei piani alti di Bruxelles aprendo il tablet leggevo  che nella notte i tre sospettati erano stati rilasciati dalla polizia belga.

Non entro nel merito della questione , non ne avrei gli elementi minimi necessari , mi colpisce però la velocità con la quale la stampa ( e la tv ieri sera ) hanno dato amplissimo risalto alla vicenda ingarbugliata che riguarda l’alta scuola di formazione diplomatica della UE.

Non so come si svolgerà il seguito dell’inchiesta che riguarda , guarda caso , tre italiani , e il sospetto relativo a un certo accanimento nei nostri confronti si fa sempre più evidente.

Anche  tre anni fa ci fu uno scandalo , al solito ci furono di mezzo gli italiani , ma mi restò il sospetto che avessero scelto un europarlamentare ex- sindacalista che neanche parlava inglese per metterlo al centro di una vicenda di soldi arabi .

Detto per inciso, ancora il Quatargate non è arrivato a nessuna conclusione, in compenso hanno rimosso l’immunità parlamentare ad una eurodeputata PD , per una strana ripicca politica che niente ha a che vedere coll’indagine .

Non vorrei che i belgi pensassero sempre che dalle nostre parti ci siano solo truffatori e rubagalline.

In compenso però già si è attivata la portavoce di Putin a stigmatizzare la corruzione dilagante nell’Unione Europea.

Per quanto riguarda i nostri connazionali indagati per lo più  più si tratta di persone , nella quasi totalità , che fanno riferimento alla sinistra o meglio all’ala progressista in generale-

Dato che nessuno si può dire colpevole finché non sia provata la colpa e finché si guarda sempre con un certo strabismo agli imbrogli , vorrei ricordare che purtroppo non ci sono buoni e cattivi , ci sono scandali e corruzione in molti ambiti europei, mi sembra comunque perlomeno strano l’accanimento con cui si persegue la componente italiana , io resto vigili in attesa degli sviluppi della vicenda.

La musica dal vivo

Per molto tempo non ho più frequentato i concerti deli Amici della musica di Ancona e pochi anche quelli dell’Orchestra filarmonica marchigiana,

Ero spesso in viaggio e poi con una certa supponenza pensavo che andando in giro per i grandi teatri , ascoltando grandi prestazioni e grandi interpreti non valesse la pena tornare alle mie abitudini casalinghe ascoltando  anche tanta musica di qualità sul canale Classica e pensavo mi bastasse.

Mi sono accorta invece recentemente che la musica dal vivo rappresenta qualcosa di diverso e molto gratificante sul piano emotivo.

Ho già parlato di un bel concerto pianistico al quale aggiungo la mia esperienza di domenica : un delizioso quartetto di giovani , un programma intelligente e un violinista intrattenitore garbato hanno reso il mio pomeriggio che poteva essere noioso in qualcosa di sereno e di gratificante per lo spirito.

Il Quartetto Goldberg : un programma stimolante :

Da Haydn a Mendelssohn con in mezzo un curioso pezzo di Stravinsky, tutto spiegato e commentato dal giovane secondo violino , un vero affabulatore.

I ragazzi suonavano sorridendo e noi sorridevamo con loro.

Leggo poi  che hanno già vinto un premio Abbiati e vantano pregevoli residenze , la lista delle loro esperienze è già  abbastanza lunga.

Per noi resta grave il problema del parcheggio : il vecchio Teatro sperimentale imbucato tra le case di un quartiere residenziale ci fa fare capriole immaginifiche per inventarci i parcheggi!