Una orribile novella

Quella specie di Gatto e la Volpe che sono Witkoff e Kitchner vanno a Mosca a parlare d’affari per il loro datore di lavoro , il terribile immobiliarista che ahimè è ancora il presidente degli Stati uniti, incuranti della scia di orrore che i loro accordi economici in realtà passano sopra  orribili stragi provocate dalle guerre che il loro capo insieme al delirante Zar russo stanno provocando in tutto il mondo.

Il mondo di Pinocchio descriveva i due laidi personaggi con toscana ironia ,i  due cialtroni affamati che ingannavano il povero burattino ingenuo  erano in qualche modo divertenti, non così la strana coppia di cui dubito fortemente le qualità diplomatiche.

Intanto in  realtà il Mangiafuoco americano non contento dei suoi ambasciatori ladroni telefona direttamente al nemico/amico Putin perché evidentemente gli affari correnti se li sbriga meglio da solo con una telefonata.

C’è di mezzo il petrolio russo , ci sono le elezioni di midterm , c’è da dare una scossa anche al destino della guerra ukraina che non gli va abbastanza avanti , c’è ’l’ Iran , il brutto affare nel quale si è infilato per colpa di quell’altro delinquente israeliano allora combatte a ritmo forsennato i tweet dettando l’agenda dei destini del mondo.

Cosa possiamo fare noi poveri cittadini europei ? ben poco .

Persino il premio Nobel per la pace alla grandissima Navi Pillay provoca l’ira del burattinaio  che vorrebbe addirittura distruggere anche la Corte penale internazionale di giustizia dell’ONU .

Cerchiamo di resistere , non tutte le fiabe finiscono con la vittoria dei maligni e delle streghe cattive.

Una esclamazione

Sono una vecchia melomane e da qualche giorno mi ronza in testa una esclamazione : abbiamo il terzo stato! Frase che qualcuno esclama in un  opera anche se inizialmente non riesco a sistemare la frase in una precisa casella di memoria .

Mi suona in testa perché in queste ultime ore , approvata una orribile legge elettorale funzionale alla destra al comando in questo momento in  Italia i rappresentanti che hanno produtto questo inverecondo risultato continuano a dire che siamo” in una terza repubblica “ con toni trionfalistici.

Intanto mi dovrebbero spiegare come si fa con una legge ordinaria a cambiare addirittura l’ordinamento politico totale , anche se so benissimo che questa manovra , approvata a tamburo battente e dalla sola maggioranza nasconde all’interno il disegno di passare all’elezione diretta del premier, sogno e meta della fatina bionda che ci governa.

Intanto in Spagna sono scesi in piazza i cittadini per ricordare Maricarmen Abascal , una signora di 87 anni portava via per sfratto dalla casa in cui era vissuta per settanta anni. La protesta poi si è allargata al naturale bisogno di una casa per tutti i giovani che non trovano più un affitto decente e  tardivamente il governo , ultimo baluardo socialista in Europa è caduto dopo avere approvato un decreto che avrebbe riportato a casa la vecchia combattente e ora si va a elezioni in cui pare sia tragicamente avanti la destra estrema di Vox.

Contemporaneamente in Francia migliaia di giovani seguitano a riempire le strade dell’intero paese , la rivolta nasce nei licei e si allarga a macchia d’olio in tutto il mondo studentesco , anche qui , pericolosamente, si voterà e c’è il rischio che quella destra sempre trattenuta nel paese baluardo della civiltà europea ridicolmente contrapposta a una sinistra estrema e arcaica arrivi all’Eliseo .

Segnali allarmanti ci erano già venuti dai risultati tedeschi di AfD,

l’onda nera arriva anche nei paesi baltici e fino alla Finlandia.

Povera patria europea indebolita dalla  dissennata politica trampiana che attraverso le demenziale guerra contro l’IIran ha prodotto l’unico risultato di farci sentire più poveri nei nostri paesi cosi ché le destre abbiano il loro gioco a soffiare sul fuoco dello scontento sociale largamente diffuso.

Stretti tra le difficoltà economiche , il terrore di fare il pieno al distributore ,di andare al supermercato , di cercarsi un alloggio decente gli europei si affidano alla protesta cercando vanamente risposte positive laddove c’è solo demagogia e violenza.

Intanto in America ci prepariamo allo streaming della fucilazione in diretta e non ho voluto allargarmi a pensare alla guerra in Ukraina , alla desolata vergogna di Gaza .. ne avrei da piangere oggi di lacrime sulla nostra perduta civiltà.

Ah !  però mi sono ricordata chi diceva la frase : un vecchio abate nel primo atto dell’Andrea Chenier, avvilito e preoccupato della piega che sta prendendo la  storia del suo paese.

Infatti poi ci fu la Rivoluzione francese.

Una storia semplice

C’è un frame di Due spicci di Zerocalcare meravigliosamente realistico : la mamma chiede un aiuto per ritrovare le notifiche sul telefono che non trova più.

Una scena che negli anni ho vissuto più di una volta , poi piano piano mi sono digitalmente acculturata , ormai le scene della mamma piangente che chiede al figlio : dai , ci metti un minuto .. come hai fatto?

E  mio figlio  ( uno a caso) in modalità Zerocalcare zen che tenta di spiegare alla mamma quello che lei non comunque continua a non eseguire  è una storia che non  ho più vissuta.

Mi era rimasto però un mistero eleusino circa l’uso del Cloud ma tutto sommato non mi creava grandi problemi anche se ogni tanto misteriosamente mi ritrovavo con una personalità diversa , addirittura con una diversa icona.

E stato così che con una semplice parola una mia nipote mi ha risolto il mistero : ma nonna , quella è l’icona di Facebook! 

Così ho finalmente risolto l’ultimo mistero , quello delle icone differenti , quello per cui pago una piccola tassa mensile :

In realtà la mia identità base non è quella di Fb, io sono una e trina , infatti ho anche un profilo Youtube che credevo di avere perso nei meandri del web.

Detto semplicemente : ho un paio di account e una identità di base verso la quale confluisce tutto quello che scrivo , che salvo e che resta nella mia memoria. Così che quando un addetto di un negozio mi ha richiesto il mio id Apple avrei dovuto saper rispondere invece di perdermi negando la mia unica identità che invece era bel visibile Bastava che aprissi le impostazioni !

Per non parlare della trappola psicologica del labirinto delle password….. ma quando i geni dell’informatica troveranno il modo per farci sopravvivere senza cadere nel panico ?

Del leggere

Mi accorgo di essere noiosa , cerco di spiegare ai bravi nipoti in ascolto che non si deve perdere tempo per leggere libri inutili , se ne stampano troppo e poi c’è pure la pubblicità che reclamizza i vincitori nei vari Premi più o meno affidabili.

Mentre parlo ho la  strana consapevolezza  di inutilità nella voce e ad un tratto mi sembra di avere trovato una chiave per convincerli: leggete i classici russi , si deve cominciare da li!

Mentre lo dico mi accorgo che anche a me alcuni di questi libri mi furono di difficile approccio , tutti quei nomi , i patronimici , i nomi accorciati: Alioscia a per esempio su tutti.

Poi da quale cominciare ?

Mi sembra facile dire I Karamazov, poi a Maria metto in mano i Demoni , tanto ne ho addirittura due copie in libreria.

Lei lo prende in mano soppesandolo ed esclama . ma saranno ottocento pagine…

In effetti per loro un libro di duecento pagine è già lungo , anche se è difficile spiegare che i libri non si giudicano a peso  in fondo anche a me piacciono di più i film di una volta , quelli di novanta minuti e non amo i film di tre ore che ci propinano adesso.

La vita adesso è scandita dallo sguardo veloce allo smartphone , anche li mi trovo a scrollare come una scema e così a perdere tempo , poi magari accendo la televisione perché è l’ora delle news  ( che se poi le perdessi ci guadagnerei in salute) , come pretendere dai ragazzi la costanza della lettura attenta a come si scriveva nell’Ottocento.

Ma ieri ho visto il risultato di un viaggio di mio nipote raccontato dalla sua telecamerina e capisco che davvero loro vivono con occhi diversi il tempo della narrazione.

Io comunque ho ripreso in mano L’idiota e mi sono immersa nel mondo lontano di Pietroburgo ,gli uomini e le donne che animano la storia mi stanno già nella mente , niente è così bello come immergersi nella lettura .

Mando un messaggino in bottiglia , navigherà nel mare del blog?

Storie di costume

Stamani mentre ero ferma al semaforo ho visto attraverso il cruscotto una ragazza carina avanzare veloce sul lato opposto della strada sventolante in una lunga sottana lunga fino a i piedi .

Mi sono trovata a sorridere dentro di me pensando a quel politico perbenista che pensa di misurare la moralità di una donna dalla lunghezza della gonna .
Magari quelle stessa snella figurina che mi veniva incontro danzante nelle sue lunghe vesti stasera in vertiginosa minigonna andrò in discoteca per poi rimettersi in pantaloni d’ordinanza come ormai facciamo tutte , pratica forma di abbigliamento generalizzato.

Tanto che una cara amica di quelle che fanno le parole crociate mi ha chiesto di una parola corta che non riusciva a trovare : le portavano le donne :
Le gonne le ho detto io tranquillamente e lei – già ,non ci avevo pensato.

Costume che cambia :in una foto del mio matrimonio le due madri  consuocere erano vestite praticamente nello stesso modo : sopra un non meglio identificato abito ambedue portavano uno spolverino “ da madre” ovviamente di una lunghezza tragica a mezzo polpaccio con scarpe a mezzo tacco e in testa un cappello a forma di frittata , ovviamente ambedue ampliamente sovrappeso anche se avevano tutt’e due soltanto quarantotto anni.

Oggi a quella età le donne vanno in palestra , hanno un aspetto giovane anche se molte di loro per vezzo sbarazzino non si tingono più i capelli , sanno benissimo che qualche filo grigio può addirittura essere più divertente delle improbabili tinture color menopausa.

Mi mettono allegria le bengalesi nelle loro vesti colorate ( ce ne sono molte qui perché hanno compagni che lavorano alla Fincantieri ) anche se penso debbano aver sofferto molto il caldo questa estate con le loro teste fasciate , quelle che invece mi mettono tristezza sono le poche nerovestite delle quali vedo solo gli occhi dietro le loro tendine :

per loro trovo sia giusto applicare la legge che vieta il mascheramento del volto , in fondo è come se girassero con il casco integrale da motociclista in testa .

Ovviamente è vietato e  farei rispettare la norma , sono per l’apertura verso ogni tradizione ma se vivono qui devono rispettare le leggi del paese che le ospita.

Una dedica

Oggi ho ricevuto un regalo o meglio , il ricordo di un regalo.

Ho ripreso dalla libreria il bellissimo Viaggio in Italia di Giudo Piovene .

Un elegante libro rilegato e chiuso in un cofanetto nato da un servizio radiofonico che Piovene fece dal 1953 al ‘56 e che veniva trasmesso settimanalmente alla radio .

Ricordo la sigla di apertura : era tratta dal Capriccio italiano di Tchaikovski, lo seguivo con interesse e quando poi usci il libro che raccoglieva tutte le puntate espressi in famiglia il desiderio di comprarlo.

Ebbene oggi aprendo il libro alla prima pagina ho ritrovato una bellissima dedica scritta con la elegante calligrafia di un uomo colto.

Era il regalo di mio suocero che mi scriveva : alla carissima Adriana con immenso affetto paterno , Giovanni . Venezia 8 gennaio 1958

non mi ricordavo affatto di avere ricevuto quel libro in regalo  e il ricordo mi ha particolarmente intenerita . 

Mio suocero era un uomo severo , di poche parole e quella dedica mi ha toccato il cuore .

Bei tempi quando si scrivevano le dediche nei libri ! 

Anzi allargando il concetto direi bei tempi quando il regalo di un libro veniva impreziosito anche dalla dedica .

Le pagine del libro di Piovene in cui si parla di Ancona in particolare e delle Marche in generale non sono per niente invecchiate . anzi stupiscono ancora per un certo sguardo acuto che le rende ancora interessanti.

Era quello che avevo cercato riprendendo il libro dalla libreria dello studio , non sapevo che ci avrei trovato anche un regalo dimenticato.

Un servizio pubblico

Quando a mezzanotte ho spento la televisione dopo avere visto Una giornata particolare di Aldo Cazzullo sull’otto settembre 1943 sono rimasta qualche minuto in silenzio , incapace di rilassarmi .

Avevo ripercorso la storia di un giorno nel mio paese di cui in realtà sapevo già molto anche perché per quanto bambina in quell’anno c’ero già  ed ero capace di ricordare anche se ancora incapace di comprendere in pieno quello che era accaduto.

Ma la spietata e lucida ricostruzione della nostra vergogna nazionale : un Re che scappa e un governo che fugge mi hanno raccontato la vergogna di un tradimento e l’incapacità di decidere coraggiosamente da che parte stare definitivamente mentre un intero esercito di soldati italiani sbandati dalla Russia alla Grecia non sapeva come compontarsi.

Avevamo sì tradito l’immondo alleato nazista ma avevamo anche pasticciato incredibilmente con gli anglo-americani che chiedevano chiarezza nel nostro comportamento.

Tutta la vergogna nazionale  in realtà era stata ,secondo la tesi di Cazzullo , l’occasione per la rinascita di un popolo anche se sappiamo che dobbiamo all’eroismo di pochi la spinta che ci ha portato attraverso  la guerra partigiana al riscatto e alla liberazione dell’intero paese.

Una pagina di televisione più utile di un libro di storia da far vedere e rivedere a tutti quelli che la nostra storia non la sanno più o che peggio ancora non l’hanno mai saputa.

Non siamo quel popolo di santi, naviganti ed eroi che la retorica ci regala , siamo molto di più un popolo che non è mai diventato una patria comune nei secoli ; siamo bravi nelle arti , nella musica e nelle lettere ma siamo anche quei compagni infedeli pronti solo a sentirsi molto più vicini al particulare gucciardiniano invece che al Principe machiavellico che conteneva in sé l’astuzia e il coraggio della determinazione nelle scelte.

Ovviamente non è la RAI che ha mandato in onda una così preziosa pagina di storia , lo dobbiamo alla 7 , un canale tv commerciale che in questi tempi con tutte le dovute perplessità circa alcune trasmissioni più o meno condivisibili resta un ottimo modo per restare informati. E per le News rivolgersi a Sky.

Per Davide Sassoli

Mi piaceva il viso intelligente di Davide Sassoli quando leggeva le notizie del TG1 , che un tempo lontano guardavo.

Mi piaceva il suo bell’italiano che tradiva la sua origine fiorentina , un valore aggiunto per me fiorentina lontana  e  lo ascoltavo volentieri.

Credo di averlo votato con entusiasmo quando si candidò per il Partito Democratico al Parlamento Europeo e poi ne divenne addirittura Presidente .

Ne avevo anche ascoltato qualche intervento politico , mi trovavo d’accordo con lui praticamente su tutto e quando due giorni fa ho saputo che al Parlamento a  Bruxelles gli hanno intestato addirittura un edificio che porterà il suo nome ne sono stata particolarmente felice.

La sua visione dell’Europa , nella quale credeva con la fiducia di una mente progressista cementata con le sue convinzioni cattoliche era l’espressione alta di un modo abbastanza raro di fare politica ai giorni nostri.

Se ne è andato troppo presto e la sua morte mi colpì in modo speciale e ,cosa che non faccio abitudinariamente, mi misi davanti alla tv quando fu celebrato in diretta il suo funerale.

Fu in quella occasione che ascoltati per la prima volta l’omelia di uno straordinario sacerdote che non conoscevo , era venuto  apposta per ricordare un amico e fu così che attraverso la forza delle sue parole ascoltai  per la prima volta con commozione quello che ancora non era il cardinale Matteo Zuppi.

Le sue parole mi stupirono per la bellezza del pensiero e la semplicità fraterna con cui accompagnò la funzione per l ‘amico  scomparso.

Evidentemente le anime belle si riconoscono tra loro e attraverso le loro testimonianze qualche volta troviamo la necessaria speranza per credere in un mondo migliore.

Storie di angeli

Il 29 settembre è la festa degli arcangeli Michele Gabriele e Raffaele , ma per me è una giornata dura da attraversare.

Lo è ormai da un numero grandissimo di anni anche se cerco in  tutti i modi di farla sembrare una giornata normale.

Ho attraversato tante volte il dolore della separazione ma quel giorno resta per me come una cicatrice indelebile.

Basta un nulla e la pelle si rompe.

Comunque oggi è il trenta , il mese sta finendo e mi sono trovata a studiare un episodio della Bibbia che non avevo mai approfondito ciò che riguarda la scala di Giacobbe, beata ignoranza.

Avevo trovato la scala di Giacobbe tra le opere d’arte ( bellissima una scala di Kiefer) , avevo ascoltato la musica di Schoenberg Die Jakobsleiter , un oratorio difficile per me che non amo la dodecafonia , ma non avevo mai approfondito davvero il significato di quella scala ed è vero che non si finisce mai di studiare !

Una citazione che riguardava i tre Arcangeli e il riferimento alla scala di Giacobbe ed eccomi con la Bibbia in mano .

Per quanto riguarda il significato religioso di quel sogno con gli angeli che vanno in su e in giù non sono riuscita a capire il significato , però ho passato una mattinata a leggermi la Genesi , 

Forse la storia di Giacobbe me la ricordavo di più attraverso la lettura di Giuseppe e i suoi fratelli di Thomas Mann , anche questo è un libro da riprendere in mano , me lo riprometto.

Comunque la lettura della Bibbia è anche un racconto avvincente dal punto di vista delle vicende umane , senza esagerare devo dire che comunque è una lettura accattivante.

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Un paese ridicolo

Per preservare l’identità alimentare degli antichi borghi nelle Marche la regione Marche ha pensato bene di introdurre una norma abbastanza assurda  che vorrebbe ottenere il risultato di riportare i borghi marchigiani agli antichi sapori ,  praticamente è stata  semplicemente  definita come norma anti-kebab.

Dato che ormai nelle nostre città e borghi i ragazzi quando si incontrato fuori casa. mangiano la pizza , ma la pizza non è autoctona o addirittura orrore ! vanno dal kebabbaro.

Ebbene le fertili menti in Regione si sono  accorte della orribile piega che hanno preso le giovani generazioni e per rimediare al costume diffuso hanno pensato di ricorrere addirittura ad una legge regionale , praticamente inapplicabile perché ormai il costume sociale va in direzione diversa ( in realtà i ragazzi mangiano quello che costa meno e che è di veloce consumo ), e le città e i paesi infatti sono invasi dai nefasti profumi non autoctoni che offendono l’olfatto dei sensibili difensori dell’antico .

Non si potranno rilasciare nuove licenze , ovviamente non si possono chiudere i locali già esistenti sul territorio , quindi la norma diventa di difficile applicazione perché lede principi fondamentali di libertà anche nella ristorazione e inoltre perché è di difficile definizione l’individuazione di “antichi sapori locali “.

Tanto però è bastato a questo governo di destra -destra si inserirla immediatamente nell’ultimo consiglio dei ministri come norma nazionale.

Non per caso le Marche sono state il primo vero successo di questo governo attuale e ovviamente diventa un prezioso invito ad assecondarne le iniziative.

Facciamo così seguito alla norme anti-burqua anche se sfido chiunque a testimoniare di avere visto in giro donne coperte dal bourqa in Italia , la norma ad effetto colpisce sempre le menti deboli.

In compenso però ci troviamo anche la vergogna di un aeroporto internazionale intestato ad un condannato definitivamente  per frode fiscale , un miliardario che aveva alle dipendenze un giardiniere mafioso ,un capo partito inventato per proteggere i suoi personali affari , uno che ha fatto votare i suoi che una diciassettenne marocchina sorpresa a rubare fosse la nipote di Mubarak, uno che ha fatto scuola anche a Trump.

Per riconoscenza gli hanno intestato l’aeroporto di Malpensa. 

Stagioni confuse

E’ duro fare il cambio di stagione se la stagione non ha ancora deciso di cambiare.

C’era un tempo nel quale verso la metà di settembre  , certe domeniche in settembre cantava Guccini  cominciavano a fare tristezza i colori squillanti dei vestiti estivi e una certa voglia d’autunno ci spingeva verso quei colori del sottobosco che cominciava ad arrossire.

 Anche il mare prendeva quel perlaceo sfumato d’autunno caro ai nostri pittori rinascimentali , era dolce la stagione che senza violenza procedeva verso il riposo della natura.

Niente di tutto questo avviene ora , violente nottate di lampi e scrosci urlanti d’acqua monsonica  poi sfacciate giornate di sole , si guardano le previsioni del tempo con timore e al tempo stesso sappiamo che ci azzeccano fino a un certo punto.

Non ci sono più le mezze stagioni signora mia ! con grande disdori dei poveri commercianti di abbigliamento già duramente colpiti nei loro affari da un diminuito benessere , dalla paura della bolletta che arriverà e che spinge tutti a comprare sempre meno quello che non è strettamente necessario .

Peraltro i giovani ormai si vestono nello stesso modo tutto l’anno , il jeans unica risorsa multiuso , a tutte le latitudini e in tutti i paesi .

Uniti nelle proteste  e nelle battaglie civili , forse l’unico vero modo che li distingue da quelli tutti neri , quelli che rincorrono con il loro abbigliamento i tristi fantasmi di un passato che non vorremmo più vedere ritornare pericolosamente nel nostro mondo civilizzato.

.Pare persino ridicolo pensare alle frivolezze d’antan , un lungo periodo di pace ci aveva abituato al ciclo naturale delle stagioni .

Ci hanno pensato i cosiddetti grandi della terra , quelli che regolano le vite sotto tutti i nostri cieli a riportarci verso la barbarie perenne .

Quelli che oltretutto negano anche la banale evidenza del climate change , così che noi non sappiamo più neanche fare il famoso cambio dell’armadio.

Si, viaggiare 

C’è stato un tempo lontanissimo nel quale viaggiare in aereo sembrava rappresentare un segno di signorilità.

Mi ricordo le foto delle belle signore in visone sulla scaletta che salutavano con la manina mentre eleganti hostess alte e generalmente bionde aspettavano accanto al portellone.

In aeroporto  si facevano rapidi check in , gli aerei erano in orario e all’arrivo le valigie arrivavano sul nastro trasportatore senza rotture e strappi.

Poi piano piano , quasi impercettibilmente , le file al check in sono diventate più lunghe , ci si è messo di mezzo il terrorismo e i controlli sono diventati  più lenti e complicati.

C’è stato il momento in cui ci siamo dovuti levare le scarpe restando in precario equilibrio su un piede solo , le cinture slacciate mentre pignolissime vigilanti buttavano via i dentifrici mezzo strizzati e se era inverno si usciva dal controllo praticamente con mezzo abbigliamento in braccio.

Poi per fortuna , specie nei grandi Hub si sono attrezzati meglio e le procedure si sono di nuovo snellite ma poi l’’ultima botta l’ha data la pandemia  e viaggiare è diventato sempre meno elegante , la rincorsa alla connection un game sempre meno divertente .

I passeggeri sempre più truppe cammellate , addio ai bei bagagli in arrivo su regolati nastri trasportatori , per prudenza si viaggia solo con il trolley ,l’abbigliamento più comune è quello realisticamente uguale a quello della palestra .

Le compagnie low cost hanno offerto prezzi più bassi a fronte però di disagi pazzeschi , con orari sadicamente scomodi ,sedili scomodi e la noia di subire anche le vendite promozionali durante il volo .

Senza considerare che sappiamo benissimo di rischiare che l’aereo resti senza carburante perché volano al risparmio oltre al fatto che pagando pochissimo i piloti rischiamo di aspettare ore prima che ne trovino uno per farci partire.

Insomma , con tutti i difetti che la scelta comporta , per quel poco che ancora viaggerò ,ho deciso di ritornare al vecchio treno , perlomeno non devo fare tutti quei noioso controlli per salirci.