Non era un furto

Quartiere residenziale di sonnacchiosa periferia  di  una città di provincia , tempo grigio di metà ottobre : atmosfera piatta.

Vecchia signora al computer , sulla destra la finestra mostra la strada tranquilla ,passano macchine veloci curvando in discesa..

Ad un  tratto uno sbattere di sportelli rompe il silenzio , si è fermato davanti alla casa di fronte un furgone anonimo blu , ne discendono veloci due uomini di mezz’età con semplici blusotti senza logo   .

Si muovono velocemente e salgono le scale esterne di uno dei tre appartamenti che fanno parte del condominio.

Spariscono dietro la porta , la signora non guarda più , riprende la sua attività di lettrice.

Passa una manciata di minuti e i due ometti escono portando uno strano sacco blu , deve essere abbastanza pesante ,uno davanti e l’altro dietro vengono giù per la scala lentamente , a fatica.

Un furto di tappeti ! pensa la signora che si mette a guardare con più attenzione la scena.

Arrivati in fondo alla scala , nascosta da una pianta che ne copre la vista i due armeggiano con qualcosa per terra .

Sempre più incuriosita la nostra protagonista si mette dietro il vetro ed ecco che passa una rarissima passante che sta evidentemente tornado a casa con un sacchetto della spesa.

Colpo di scena : la passante si fa il segno della croce e ops! Il sacco blu dei tappeti si rivela essere un cadavere , l’armeggiare in fondo alla scala evidentemente è l’atto di posizionarlo dentro uno di quei sarcofagi che si vedono in tv , quando portano via un morto ammazzato nei telefilm.

A quel punto i due necrofori in incognito caricano il presunto furto nel furgono , in effetti lo sportello posteriore era rimasto aperto fin dal momento del loro arrivo,

Rientrano velocemente a bordo e si allontanano , tutto è avvenuto in pochi minuti.

La vecchia signora dietro i vetri si accorge che è diventato buio e si accendono le luci in strada,

Il giorno dopo trova il coraggio di informarsi con la manicure che ha in comune con la proprietaria della casa di fronte di cui conosce il nome ma con la quale non ha mai scambiato neanche un saluto.

Viene così a sapere che in effetti il giorno prima era morta la mamma di quella signora , allettata da tanto tempo .

L’ultima curiosità riguarda l’età del misterioso sacco/ refurtiva :

la defunta aveva la bella età di 103 anni.

La spettatrice involontaria sono io e comunque non ci ho dormito la notte, quel modo veloce e tristissimo di uscire di casa mi ha lasciato una grande tristezza addosso.

Il caso Ca Foscari

La visione di un breve filmato ripreso dal telefono del mancato relatore pone molte domande e una sola risposta : i giovani pro-Pal che hanno manifestato contro Emanuele Fiano , un ex deputato PD arrivato a Ca’ Foscari per parlare di pace durante un convegno promosso dalla stessa prestigiosa università sono contemporaneamente la rappresentazione di una somma di luoghi comuni basati su una autentica mancanza di cultura storica e finiscono per dimostrare  l’esatto contrario di quello che vorrebbero rappresentare.

In realtà si rendono protagonisti , convinti di essere progressisti , di un pericoloso cortocircuito storico . 

La convinzione di essere a sinistra li porta ad avere atteggiamenti fascisti perché altrimenti non si può definire il gesto di impedire ad un cittadino , peraltro invitato apposta , di esprimere il proprio pensiero.

Si da però il caso che Emanuele Fiano sia ebreo , figlio di uno dei pochi sopravvissuti ad Auschwitz e uomo politico di sinistra .

Tutti noi siamo inorriditi dalla risposta feroce che il governo di Israele ha inflitto alla popolazione della striscia di Gaza  , tutti abbiamo sperato nella fine di quello che ha assunto la misura di un massacro orribile nei confronti di una popolazione inerme , ma contemporaneamente tutti dobbiamo ricordare che il governo di Israele non è l’espressione dell’intero popolo ebraico , anzi già prima del tragico pogroom del 7 ottobre intere fasce di popolazione si ribellavano alla gestione del presidente Netaniauh, sotto processo con accuse di corruzione.

Ai ragazzi di Ca Foscari si dovrebbe imporre lo studio del sionismo e la differenze abissale tra questo processo storico e l’antisemitismo strisciante che ancora cammina sottotraccia nella mente di tanti cittadini europei e non solo.

Il discorso troppo lungo per una piccola breve riflessione riesce però a mettere bene in evidenza una cosa sola : gli urlanti universitari che hanno impedito a Fiano di parlare  sono la plastica rappresentazione di quello che non vogliono rappresentare , sono fascisti nell’animo perché solo i nazisti e i fascisti impediscono di parlare a chi non la pensa come loro .

Si facciano un esame di coscienza e studino un po’ di più la storia dei popoli e le storture che nei secoli le hanno prodotte.

Un cardinale in bicicletta

La papalina rossa gli sta sempre un po’ di traverso , il sorriso è di quelli che sforano la schermo , il pensiero alto e la sua testimonianza di fede aiuta anche chi come me , fatica ogni giorno a ritrovarla dentro di sé.

Il Cardinale di Bologna , ma lui ama farsi chiamare don Matteo , giocando anche un po’ sul fatto di avere un omonimo prete popolare in una fiction di successo della RAI è un testimone di fede e cultura di quelli che bucano lo schermo.

Entrato papabile in Conclave , molti di noi l’avrebbero visto volentieri Papa  in autentico proseguimento del pensiero di papa Francesco , ne è uscito cardinale , credo molto contento di avere corso un rischio che lui ha sempre dichiarato di non voler correre.

Il suo aspetto semplice e bonario non inganni , nasce nella Roma bene , figlio di intellettuali e la sua scelta di dedicarsi al sacerdozio credo sia stata felicemente naturale.

Io lo scoprì in un triste giorno , durante il funerale di David Sassoli , un uomo prezioso che ci aveva resi orgogliosi della sua carriera presso la Comunità Europea.

Ascoltai quell’omelia davanti alla televisione con una commozione di cui ancora ricordo l’effetto , quel sacerdote parlava con semplicità , il suo ricordo personale per l’amico si intrecciava con una testimonianza di fede così forte e sincera ,  io mi segnai mentalmente il suo nome .

 A quel tempo non aveva ancora fatto quella carriera ecclesiastica che lo ha portato in giro per il mondo a predicare pace , a tentare di risolvere problemi , ad affrontare i cosiddetti grandi con la forza del suo sorriso.

Adesso , arcivescovo di Bologna e Presidente della Cei , continua la sua testimonianza di fede  attraverso il suo sorriso di prete semplice e io mi sento rappresentata come da nessun altro.

Gira in bicicletta e non è un vezzo , da uomo  pratico sa che così si muove meglio nel traffico cittadino .

Ha corso il rischio di diventare Papa , meglio di no , il Vaticano forse l’avrebbe ingabbiato nelle sue regole e diplomazie.

Lui , che diplomatico lo è con finezza e intelligenza si muove meglio senza la porpora , ne sono sicura.

Bambini

Sosta selvaggia e caos nelle strade , così titolava il giornale locale ,detto confidenzialmente Bugiardò ( versione dialettale del gran bugiardo.)

L’articolo a tutta pagina spiegava come è diventato difficile portare i bambini a scuola e poi andare a riprenderli per gli ingorghi pazzeschi che si verificano in doppia e terza fila nei momenti di punta dell’uscita di scuola dei bambini.

Problema quasi irrisolvibile secondo lo zelante cronista ma a me è venuto in mente un pensiero lontano quando i miei figli a  scuola ci andavano a piedi , era la stessa vecchia scuola e semmai c’era un piccolo aiuto con i bambini più  grandi che abitavano nelle vicinanze  e si offrivano come guida ai bambini più piccoli.

Non c’erano meno pericoli di oggi , c’erano gli stessi attraversamenti da fare , lo stesso clima ma non gli stessi genitori evidentemente .

Si era portati a responsabilizzare i bambini , a dare loro l’importanza di gestirsi e a farsi i compiti da soli .

Non esistevano i gruppi whats’up delle mamme che mi dicono essere strumenti infernali e i bambini nelle famiglie non erano tesori unici ma parte di gruppi familiari più o meno numerosi.

Oggi i bambini sono sempre meno , in compenso molto spesso i loro nomi sono più esotici come il colore della pelle che per me è motivo di allegria e di speranza .

Infatti i pargoli meno accompagnati in SUV sono quelli più colorati e spesso hanno anche dei fratellini più piccoli al seguito .

Con tutti i problemi sociali che questo cambiamento epocale comporta.

Ore ballerine

Credo di averne già scritto , gli anziani tendono a ripetersi.

Ma quando ho letto che il premier spagnolo Pedro Sanchez, uno di quelli che avrebbe dovuto tenere la linea dei paesi del sud Europa che non avevano votato a favore del mantenimento della stessa ora tutto l’anno  come  invece avevano votato i paesi del Nord , bloccando di fatto una legge europea passata a maggioranza per il mantenimento della stessa ora tutto l’anno solare , ho pensato che come al solito la Spagna di questi tempi fosse più avanti di noi.

Non mi ricordo se volevano sempre l’ora solare o se preferivano l’ora legale  ma il fatto importante era ed è a mio avviso che sia inutile dovere cambiare l’ora ogni sei mesi tanto la coperta se la tiri da un lato si scopre dall’altro e quindi il buio al mattino o il buio alla sera comunque arriva e il famoso risparmio energetico che ne risulta è del tutto ininfluente rispetto ai consumi dei cittadini europei.

Il piccolo disagio non consiste tanto nel dovere fare il giro di casa , ricordarsi come si cambia l’ora in macchina o mandare qualche accidente ai meravigliosi orologiai svizzeri che hanno inventato diabolici chiodini per muovere le lancette avanti o indietro.

Il disagio lo provano i bambini piccoli , gli animali e i vecchi che hanno il loro orologio biologico probabilmente tarato su meccanismi difficili da cambiare spesso.

Lo so che i giovani amano l’ora legale per tirare tardi con la luce le sere d’estate , io però amo il mattino che si tinge di rosa nel tempo naturale dell’alba senza dovere aspettare il fittizio cambio che , a detta del premier spagnolo , non porta nessun vantaggio economico reale.

Visto che la legge era stata già votata dai paesi del Nord perché resistere ancora nella mezza bufala del risparmio energetico?

Intanto la prossima domenica sbuffando come al solito ripeterò l’odioso rito.

Ogni volta mi sento Luigi XVI , quel re al quale piacevano tanto gli orologi e si divertiva a controllarli personalmente in tutta Versailles.

Ma poi , non per questo ,gli hanno tagliato la testa.

Invidia

Non mi capita molto spesso ma quando ho letto il post di un ammiratore di Asmik Gregorian suk suo concerto della Scala ho avuto una vera botta d’invidia,

Avevo sperato di potere andare a Milano per quel concerto poi una serie di concause e soprattutto un banale appuntamento dal dentista mi hanno fatto rinunciare a quello che sono sicura sarebbe stato un momento di gratificazione per la mia anima triste di questi giorni.

L’elegante signore bergamasco che ha descritto l’evento ( chissà perché non ci siamo mai incontrati pur frequentando gli stessi luoghi musicali) mi ha fatto rimpiangere gli anni in cui saltavo sul treno anche all’ultimo momento se il richiamo era pari a quello che mi avrebbe  spinto  ad andare alla Scala per Asmik.

Il colpo di grazia me lo ha dato la lettura del programma : l’idea di essermi persa Morgen e soprattutto Alerseelen mi ha provocato una specie di perdita speciale , il non avere colto l’attimo per confortare la mia anima stanca .

Avevo incontrato la Grigorian tanti anni fa a Roma , era nel secondo cast di un Trittico che il mio amico Mattioli mi aveva detto imperdibile e andai all’ultima replica , lei era Suor Angelica nel secondo cast , non la conosceva nessuno e volendole dire tutta la  mia ammirazione cercai di avvicinarla all’uscita degli artisti .

Non parlava una parola di italiano e forse neppure di inglese ma mi fece capire di essere in attesa di un figlio e questo mi disse tanto di lei , della sua bellissima anima d’artista.

La sua Rusalka , vista in perlomeno tre versioni è sublime ,ma l’ho amata anche nella Dama di Picche e ovunque riesca a sentirla , anche in video.

Però mi sono persa il suo concerto milanese e questa volta l’invidia l’ho conosciuta davvero.

Lamentazione

E’ un meccanismo mentale inevitabile che i vecchi rimpiangano i loro bei tempi andati .

L’ovvia combinazione tra la nostalgia e il rifiuto di capire il mondo che cambia ha sempre condizionato la valutazione del ricordo : un mix di nostalgia e di rimpianto fa si che arrivati a un certo momento della propria vita ci si accorga  anche senza volerlo  di entrare nella piagnucolosa sfera del “ come eravamo”.

Ma adesso ho l’impressione che il cambiamento sia davvero esagerato .

L’orrore delle guerre c’è sempre stato , l’orrore della fame e delle carestie pure : leggendo ieri la lettura dal libro dell’Esodo si legge che vinti gli egizi di Amalek gli ebrei uccisero l’esercito nemico passando tutti a fil di spada. E’ nella Bibbia .

Ma quel vecchio libro sacro contiene anche tanta saggezza e valori che ci hanno permesso di crescere nei secoli ,soprattutto attraverso il riscatto d’amore del Vangelo cosi che oggi tutti credevamo di essere un po’ migliori .

Non è così , i costumi degenerano , i potenti arroganti vincono ovunque e anche nella nostra vecchia Europa siamo minacciati da un rigurgito di violenza e mancanza di valori che si traduce anche nei piccoli gesti di un popolo che non ha più riferimenti basati sugli antichi valori .

Lettura del giornale di lunedì mattina : ucciso con una pietra lanciata da ultras contro un bus di  sostenitori della squadra avversaria un povero autista di pulmann, si indaga sulla morte di un giovane pugnalato a morte durante una rissa nella quale era intervenuto per difendere il fratello, fiaccolata silente in memoria dell’ennesima vitta di femminicidio , praticamente sotto gli occhi inorriditi dei vicini di casa.

Intanto però edonisticamente per la chirurgia estetica si tirano le palpebre per avere gli occhi di gatto e si rompono le costole per ottenere il vitino di vespa : edonismo al cubo.

La nostra ineffabile prima ministra che di femminile ha solo l’anagrafe rinnegata si accanisce contro chi osa smentire la sua narrazione fatta di bugie e distorsioni della realtà quotidiana.

Il silenzio con cui si vuole cancellare la libera informazione porta a mettere le bombe ( ma non avevamo smesso ?) sotto la macchina di un giornalista che magari gli scandali li andava a cercare con troppa tenacia.

Se si vuole cercare un filo di speranza bisogna comunque guardare ai giovani che sembrano essersi risvegliati dal torpore qualunquista del loro privato anche se la motivazione del loro impegno è solo emotiva e spesso non affonda radici nella consapevolezza storica del loro indignarsi.

Comunque , meglio di niente.

Non nel mio nome

foto ricordo

Ci sono dei momenti in cui mi farebbe piacere vivere altrove , mi spiego meglio : nacqui in terra di Toscana , a Firenze e della mia città natale ho tutto l’orgoglio e la felicità dell’appartenenza .

Ciò non toglie che ami anche questa terra dolce che mi accolse nel secolo scorso e nella quale ho trascorso quasi tutta la mia vita , ma le radici sono altrove e quando qui , perennemente in minoranza, mi accorgo che la mentalità e la storia ne fanno uno stato vassallo della Chiesa , una realtà dolce ma piccola , ecco che in questi momenti preferirei essere in Toscana , terra di origine e della quale ho la storia dentro di me.

Allo stesso modo non verrei essere italiana se a rappresentarmi c’è una donna che non mi rappresenta in nessuno dei suoi atteggiamenti : una specie di omino Lego rosa , un pupetto messo lì tanto per esserci , pur di farsi vedere accetta di stare quasi fuori inquadratura e soprattutto con una faccia di tolla accetta complimenti sessisti e bugiardi pur di essere in mezzo a quelli che lei giudica , col suo metro , i potenti della terra.

Le mancano venti centimetri di dignità e molto di più di consapevolezza per essere un capo di stato e in questi momenti io vorrei non essere rappresentata da lei perché un po’ mi vergogno davanti alla Storia che un giorno racconterà questa parabola politica del mio paese e un po’ perché sono convinta che l’Italia merita di meglio per tradizione e per memoria di questa patetica che si crede potente solo perché il giro del Tempo l’ha messa nella condizione di rappresentare  ( male ) tutti noi italiani.

Una pace senza i contendenti , un mondo in cui pesa solo il dio denaro in cui non ci sono India , Cina , Russia ; un mondo in cui l’Europa fa da contorno come il coro nelle opere.

Intanto i palestinesi proseguono nel loro sport preferito , continuano ad ammazzarsi fra di  loro.

Due Avatar

Un servizio delle news, l’inviato del presidente Trump a Gerusalemme parla dalla piazza degli ostaggi .

La folla applaude , è la premessa di quell’accordo detto “ di pace” che dovrebbe sancire perlomeno una tregua nella terribile guerra di Israele contro Hamas.

Alle spalle dell’inviato del presidente due figure quasi aliene attirano la mia attenzione : sono i coniugi Jared Kushner e Ivana Tramp, so che lui in particolare è un vero protagonista delle trattative che da mesi , sottotraccia , preparano questo risultato che sembra umanitario ma che in realtà è solo un cinico accordo economico tra potenti che si divideranno le ricchezze nascoste nel mare davanti a Gaza. 

“Vero da parer finto” , come recitava un poeta amico mio , lo guardo affascinata , nel volto senza espressione , tirato a lucido come una statua di cera si cela uno dei veri artefici dell’accordo falsamente umanitario che stanno per celebrare un governo colpevole e un gruppo terroristico , in mezzo il pogroom israeliano più crudele della storia da quando esiste lo stato di Israele e la feroce carneficina di un popolo povero quale sono i gazawi.

Non cerco dietrologia , so bene che tutta la storia non nasce il 7 ottobre di due anni fa ma tanto lontana nel tempo , anche se non vogliamo rileggere le storie lontane basta fermarsi al 1948. Già da quell’anno le colpe sono state tante e da tutt’e due le parti.

Si fa fatica a pensare che possa riuscire la nascita di uno stato con due parti così lontane tra di loro: la Cisgiordania e la striscia  di Gaza.

Non basta lo sventolare di bandiere nel mondo per nascondere la verità di odio reciproco e di interessi giganteschi che nascono in un altrove dove soltanto “ follow the money “ è la chiave di tutto.

Forse la chiave di tutto questo la si trova in quei due volti di cera , due icone del dio danaro che simbolicamente stanno nello sfondo di una storia del tutto differente da quella che con enfasi retorica ci viene raccontata.

Il Trovatore ad Ancona

La stagione lirica del teatro delle Muse di Ancona si è aperta nel nome di Verdi , non so quanto per caso ,nel giorno della sua nascita il 10 di Ottobre,

Un omaggio ,portando in scena un suo grandissimo titolo : quel Trovatore impossibile da raccontare , meraviglioso da cantare.

Ci vogliono grandi voci verdiane e con solito miracolo di conoscenza e cultura il nostro direttore artistico  Vincenzo De Vivo è riuscito ancora una volta nel miracolo.

Teatro pieno e nel foyer prima della prima il  pubblico tirato a lucido e orgoglioso di partecipare .

La città meriterebbe un po’ più di lirica e la bravissima assessora Marta Paraventi , attenta e ben preparata mi diceva convinta : ci vorrebbe un terzo titolo per chiamarci una stagione degna di questo nome.

So che lei è ben determinata , io confido nella sua buona volontà.

Intanto è riuscita a fare aprire un varco nel rifacimento della pavimentazione della piazza antistante il teatro e so , per antica esperienza politica quanto questi piccoli miracoli sono spesso figli della tenacia di chi vuole conseguire lo scopo.

 L’opera , al solito cercando di raccontare la storia a chi mi chiedeva lumi mi sono intrecciata e ho pensato ancora una volta quanto deve essere difficile per un regista metterci le mani.

Giuseppe Dipasquale non ha cercato strane strade e un risultato degno di essere visto lo ha ottenuto : chi non ha mai visto l’opera perlomeno ha capito qualcosa , ed è già rilevante .

Con i pochi mezzi , ahimè difficile se non impossibile tenere il passo con le grandi produzioni e con un tentativo delle proiezioni in stile Echer ha ricreato l’atmosfera plumbea della terribile storia di fuoco e di sangue.

I cantanti , tutti giovani e in gran parte sconosciuti , ma da Ancona sono partiti nomi che ormai girano nel grande circuito internazionale , ho visto brillare una nuova stella : Valentina Pernozzoli , un’Azucena di appena ventotto anni , segnatevi il nome, questa simpaticissima napoletana entrerà nel gotha molto presto .

Mentre le arie , una più bella e più nota dell’altra ripensavo alle mie molte , forse troppe rappresentazioni del Trovatore ascoltate nel mondo con i grandi nomi di ieri , ma anche di oggi e devo dire che tutto il cast è stato all’altezza della difficilissima impresa.

Certo , certi legati mancano , difficilissimi i pianissimi verdiani e pretendere interpretazione da qualcuno sarebbe stato troppo , ci dobbiamo accontentare.

Il coraggio di rappresentarla in forma di concerto avrebbe sicuramente scontentato il pubblico che all’opera vuole vedere i costumi e i colori delle scene e pare che all’anteprima delle scuole i ragazzi fossero appagati dall’aprirsi del sipario sulla scena del campo degli zingari.

Personalmente ho un  amore personalissimo per una frase chiave che in tempi lontani vidi mettere centralmente nella storia :

d’una zingara è costume . muovere senza disegno il passo vagabondo , ed è suo tetto il ciel , sua patria il mondo.

In  un tempo di chiusure e di emarginazioni un pensiero di libertà fa sempre bene per ricordare il diritto di essere diversi.

Con moderazione

Un’ottobrata , con moderazione. Così ieri mattina ha chiuso il suo spazio di previsioni meteo sulla Sette il meteorologo Paolo Sottocorona.

Una previsione abbastanza tranquillizzante , un saluto di questo garbato signore che mi spiegava ogni mattina da anni l’evoluzione del tempo .

Come ogni persona sola e abitudinaria il suo viso era diventato talmente familiare per me che ogni tanto gli rispondevo pure : grazie e arrivederci.

Poi nel pomeriggio , stranamente riaprendo il telefono per fare una telefonata ho letto la notizia della sua scomparsa e ovviamente ho pensato a un fake e addirittura a un fake di cattivo gusto.

Perché prendersela con questo elegante anziano , garbato di modi e competente nelle previsioni ,per fare uno scherzo?

Invece era vero e piano piano ho capito che quel saluto di ieri mattina , nel suo stile dai toni pacati era davvero stato la sua ultima apparizione sul teleschermo.

Penso che la sua scomparsa , così improvvisa , gli abbia fatto risparmiare le lunghezze della malattia e questo mi conforta , mi conforta molto meno l’idea che un’altra persona che in qualche modo faceva parte del ritmo abitudinario della mia vita non ci sia più.

Da fiorentina ormai marchigiana da decenni ho ancora il gusto di scoprire il suono della mia terra e quando sento parlare con garbo mi fa piacere capire che l’origine di quel parlato in qualche modo appartenga alla mia terra lontana.

E’ un giochino che faccio con quasi tutte le presenze televisive con con le quali ormai ho un rapporto familiare : giornalisti e giornaliste ormai entrati nella mia vita dallo schermo e quando i volti familiari scompaiono dalla mia vista mi preoccupo per loro.

Così oggi mi tocca di fare un ennesimo necrologio , che pare quest’anno siano parte di una fila lunga e abbondante.

Ci siamo visti solo ieri per l’ultima volta , mi mancherà davvero il volto rassicurante del meteorologo  del mattino della Sette. 

Un viaggio a Praga

Fu attraverso la lettura di un libro straordinario : Praga magica di 

Angelo Maria Repellino che volli fare un bellissimo viaggio nella “città d’oro” come era stata chiamata in un film UFA del secolo scorso .

Furono giorni incantati , avevo con me anche una straordinaria guida divisa per itinerari e l’immersione lenta nell’incanto della città me lo ricordo ancora con nostalgia.

La città era ancora sotto la cappa di piombo del regime totalitario, si aveva l’impressione di tornare indietro nel tempo ma in pochi  giorni riuscii ad ascoltare anche tanta buona musica .

Mi è ritornato in mente oggi il ricordo leggendo che domani a Roma si inaugura una mostra sulle opere di Mucha , credo che però la visione dei suoi affreschi mentre ascoltavo un concerto alla Smetana Hall sia stata per me la migliore scoperta di questo raffinato elegantissimo pittore , il modo di apprezzarlo  nel modo perfetto per cogliere tutto il fascino dei suoi elegantissimi affreschi.

Ascoltai Mozart nella chiesa dove aveva suonato il compositore , vidi un’opera buffa al Teatro dell’Opera : dovrei ricercare nei miei appunti di viaggio il titolo ; sicuramente c’entrava il diavolo  che usciva fumante e tradizionalissimo tra sbuffi di fumo e soprattutto ascoltai il concerto alla Smetana Hall dove conobbi l’eleganza degli affreschi di Mucha.

Avevo giurato a me stessa che sarei ritornata a Praga , la città incantata nella sua vita fermata nella memoria di un tempo con l’orologio indietro  ( lo stesso effetto che mi fece Berlino la prima volta che attraversai il Checkpoint Charlie immediatamente dopo la caduta del Muro) , ma poi cominciai a vedere foto della via Venceslao con la pubblicità Benetton  e capiì che l’atmosfera del vecchio ristorante Adler con i camerieri che parevano usciti da un film anni Trenta non l’avrei rivissuta più e non ci sono più tornata .

Con tutti i suoi difetti di paese satellite povero ero riuscita a vedere una Praga magica che le orde di turisti che arrivarono dopo non avrebbero potuto cogliere mai più.