La memoria

Sabato 9 maggio , come di consueto verso l’una guardo l’Almanacco di Classica .I due intelligenti affabulatori mi fanno compagnia ormai da qualche anno .Se perdo la puntata magari la recupero la sera , specie quando parlano di storia ,d’arte e di musica li seguo con attenzione massima .

Ieri , anniversario della nascita di Giovanni Paisiello  (Taranto 9 maggio 1740 ) sto seguendo distrattamente .

So già che si parlerà della Serva padrona e di Nina pazza per amore , mi dicono riscoperta da Riccardo Muti .

Io invece ne avevo in mente un’altra , vista e rivista tante volte dall’’Operhaus di Zurigo , quella per intenderci con la straordinaria Cecilia Bartoli e Lazlo Pocar  più un ragazzo bellissimo dalla voce squillante.

Ed ecco che sullo schermo bello grande vedo il volto giovanissimo di un Jonas Kaufmann smagliante ,di una splendida voce e di una sfacciata bellezza.

Mi ha fatto tenerezza , fatti due calcoli , era il 2002 capisco che era davvero un ragazzo sul quale l’allora sovrintendente Alexander Pereira aveva giustamente puntato come investimento.

Niente da dire , mi sono quasi commossa e la sbiadita riproduzione che tengo gelosamente nella pennetta mi ha fatto quasi desiderare di comprare il vecchio Cd per riascoltare degnamente il capolavoro della scuola napoletana.

Chi va adesso ad ascoltare lo startenor , magari entusiasmandosi delle performance operettistiche attuali non sa cosa è stato il meraviglioso incontro che poche di noi facemmo scoprendo quel giovane tenore di belle speranze.

La vita è crudele , gli anni passano per tutti.

A quel tempo Kaufmann ancora non sapeva tanto recitare ma aveva già un italiano splendido , frutto delle sue estati di bambino sulla riviera romagnola e soprattutto aveva già quella mirabile voce che lo fece volare da quelle prime esperienze ai teatri di tutto il mondo.

Ricordarlo  è stato un vero tuffo al cuore.