
Forse per spiegare il successo clamoroso dell’ex collaboratore di Orban alle elezioni politiche serve fare un passo indietro : torniamo al !956 , ai carrarmati russi che entravano a Budapest , molti di quelli che hanno votato per il cambiamento probabilmente non erano ancora nati , ma la memoria sedimentata nel ricordo è ancora viva .
Si può cercare uno strano equilibrio fra l’Europa e la Russia ma alla fine i nodi vengono al pettine.
D’altra parte la lusinga americana , affidata ad un vice presidente mandato , forse malignamente ,a difendere un’amicizia non ha convinto tutti coloro che desiderano essere europei e non colpevolizzati economicamente dalle sanzioni legittime che l’unione europea ha inflitto al problematico dissidente antidemocratico Orban e non ha fermato l’onda di rinnovamento che attraversa il paese.
Bellissima visione il Parlamento illuminato alle spalle dei vincitori , il Danubio vestito a festa , l’Europa tutta tira un respiro di sollievo.
Non è una vittoria di sinistra , sappiamo benissimo che la storia è tutta nell’ala conservatrice di destra , ma ben diversa è la volontà di questi nuovi arrivati che vogliono ritornare ad essere a pieno titolo il ventisettesimo paese europeo , quello che aveva aderito al PPE in tempi non lontani.
Intanto anche Starmer studia una vecchia legge che consenta perlomeno di metterci una pezza al disastroso esito della Brexit, non è ancora un rientro e forse non lo sarà mai , ma il riconoscimento che anche divisi dalla Manica e da tante vecchie storie , anche la Gran Bretagna in fondo si sente europea.
Qua e la comincia a soffiare un vento diverso , ancora è appena un refolo , ma la speranza è nelle mani dei giovani , quelli che armati da una sola matita possono rivoluzionare il loro futuro purchè si dia loro la fiducia che meritano.