
Ultimo concerto degli Amici della musica di Ancona e un ultimo prezioso regalo per i fortunati presenti all’evento.
Enrico Dindo , un famoso e grande violoncellista ci ha regalato un prezioso programma , inedito per molti e comunque prezioso per tutti.
In collaborazione con la FORM , ottima iniziativa che rafforza le sinergie regionali si è avuto un concerto elegante e condensato nel breve tempo senza intervallo , su precisa richiesta dell’artista che ha valorizzato la varietà del programma .
Un primo pezzo di una bellezza struggente e di una carica evocativa notevole : concertino d’archi op.43bis di Miecyslaw Weinberg ,un autore polacco ahimè sconosciuto ai non addetti ai lavori .
La melodia lamentosa e triste , al tempo slava ed ebraica ha molte assonanze con tanta altra musica dello stesso periodo .
Il grande violoncellista che suona un prezioso strumento Pietro Paolo Ruggeri del 1717 ci ha regalato uno struggente ricordo di una vittima dello stalinismo assassinato nel 1948.
Il pezzo rimase inedito fino agli anni 50 del secolo scorso . E’ avvenimento prezioso e giusto poterlo ascoltare adesso.
Ugualmente interessante un brano di Tchajkowski , variazioni su un tema rococò che comunque ci rivela la grande vena lirica del romantico compositore.
A chiusura dell’intenso programma la sinfonia di Haydn n°103, curiosamente intitolata Mit dem Paukenwirben, ( col rullo di timpanii)
Peccato non avere apprezzato appieno l’incipit dal nulla del tamburo che , come dice la dotta spiegazione di Cristiano Veroli anticipa addirittura in qualche modo il mi bemolle grave che apre dal nulla il silenzio dell’Oro del Reno.
Una delle ultime fatiche del grande compositore , si sente già l’arrivo della grande stagione beethoveniana.
Nell’insieme della serata un evento rimarchevole , mi è capitato di pensare a un tempo lontano nel quale avevo ascoltato dal vivo Mstislav Rostropovich , non per caso citato nelle note al programma.