
E’ calda la sabbia del sentiero al tramonto , si insinua nei miei sandali , la luce diffusa distende per un attimo l’angoscia del cuore.
Mi pare utile parlare con il mio compagno di viaggio , sottovoce .Ci conosciamo appena ma siamo accumunati dal bisogno di non sentirsi soli , proprio adesso , qui per la strada di Emmaus.
Dove è questo villaggio ? “traccia dodici chilometri intorno a Gerusalemme e lo troverai “, anche se non è in nessuna mappa conosciuta .
Sto andando verso una meta vaga , ho paura e il peso di un lutto recente mi accompagna al senso di sgomento che pervade l’animo davanti alla dimensione inattesa del dolore.
Sto andando ed ecco questo strano viandante che si è affiancato a noi .
Ci ascolta nel nostro affabulare affannato che contrasta col silenzio del cammino , parliamo ,parliamo di quello che è successo e lui ci ascolta , anzi ci aiuta a spiegare tutta l’angoscia dei nostri cuori.
Fa vaghi riferimenti all’inerurrabilità dei destini umani , dei disegni divini , ma non sembra partecipare della nostra paura .
Poi , nel momento in cui crediamo di essere arrivati fa il gesto di lasciarci.
E lì mi scatta dentro una emozione strana : resta con noi , dai, si sta facendo buio , resta con noi ,mangiamo insieme . Cenando si allontanerà da noi questa paura , quest’angoscia sottile che ci pare davvero la prova evidente della nostra sensazione di solitudine.
C’è una locanda ? oppure stendiamo la nostra misera tovaglia sotto un riparo qualunque ?
C’è forse una tavola alla locanda , ce la hanno raccontata tanto i pittori e può anche essere davvero così.
Ed ecco lo sconosciuto fa il gesto antichissimo di spezzare il pane , lo benedice con quella solennità che comunque accompagna la condivisione dei nostri dolori , delle nostre paure .
Perché ad un tratto lo abbiamo conosciuto , perché i nostri cuori tremanti si sono illuminati in quel gesto ?
Non lo saprò mai , come non saprò mai se davvero ho trovato la pace , la serenità in quel momento di condivisione.
Lo sconosciuto non c’era , non c’è mai stato o soltanto attraverso la sua serena presenza ho capito di avere bisogno di qualcosa che non fosse il semplice gesto di condividere il mio dolore , le mie paure , il mio bisogno di non essere solo nel momento della sofferenza?
Riflessione di un anonimo