volare oh oh

Volare oh oh..

Ci voleva questa tragica circostanza , questa guerra regionale che riguarda tutto il Medio oriente per scoprire quanti sono gli italiani in vacanza in giro per il mondo anche in un periodo nel quale generalmente si lavora .

Cerca sessantamila , sono dati della Farnesina , i nostri connazionali in qualche modo interessati nel loro programma di viaggio e tutto a un tratto stupiti dal fatto di trovarsi in un teatro di guerra con tutti i problemi che riguardano le scadenze dei voli , gli aeroporti bloccati , la prospettiva di lunghe attese nella speranza di trovare il percorso giusto per ritrovare la via di casa.

Poi quando piano piano ritornano a casa , all’inizio anche  poco assistiti sul piano diplomatico dalle nostre rappresentanze all’estero si sono arrangiati spendendo cifre da capogiro per traversare il deserto e arrivare in Oman oppure  addirittura passare dalla Cina per tornare dalla Tailandia.

Evidentemente siamo un popolo di vacanzieri  e spesso mi sono domandata se tanti connazionali affascinati dalle mete esotiche conoscano abbastanza il nostro paese da privilegiare le mete lontane , effetto piccolo borghese di chi magari non è mai stato in luoghi straordinari in Calabria o nel Cilento.

Dopo cinque giorni di guerra sulle tv stanno  finendo  le interviste ai reduci : non tornano dalla guerra ma hanno tutti da raccontare le ore passate con la paura , quella vera di chi partendo per Dubai pensava solo di farsi una vacanza tipo Disneyland e si è trovato in mezzo a qualcosa di imprevedibile , le loro dichiarazioni contengono una dose di stupore e nessuna considerazione politica vera.

Confesso  a mio disdoro che in anni lontani anche io ho fatto un giro negli Emirati Arabi , in realtà perché la crociera costava poco e avevo una curiosità specifica : volevo vedere i fantastici grattaceli che le grandi firme mondiali innalzavano ai confini del deserto.

Ne ritornai abbastanza sconvolta : trovai Dubai orribile  e gli altri Emirati in ordine inverso come interesse : quello che mi piacque di più fu il piccolo Fujairah , il meno contaminato dalla ricchezza petrolifera.

Comunque pare che ormai al Mall di Dubai sia ritornata la gente assuefatta ai droni e ancora curiosa di vedere le grandi firme sfavillare nelle boutiques allineate come in un qualsiasi suk popolare.

La guerra si allarga , lo stretto di Ormuz strozzerà le economie di mezzo mondo ma i vacanzieri italiani sono tornati a casa :
penso che abbiano anche battuto le mani all’atterraggio , così è la vita.

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