
Sabato pomeriggio , un ottobre dolcissimo, verso le cinque del pomeriggio sono uscita di casa per andare al teatro delle Muse per ascoltare la presentazione della prossima stagione degli Amici delle Musica.
Usufruisco di un bene straordinario avendo il lusso di un posto macchina in centro in un parcheggio privato , in realtà è una eredità di mio marito , era il posto vicino al suo studio di avvocato.
Tra il parcheggio e il teatro c’è un solo lungo percorso in zona pedonale che un tempo facevo in cinque minuti , attualmente diventa un po’ più lungo perché ho imparato a camminare più lentamente e soprattutto perché la strada del ritorno è leggermente in salita per cui mi sono dotata di un bastone che uso raramente perchè mi fa un po’ tristezza usarlo , anche se la prudenza mi dice che faccio bene a servirmene.
Arrivata a metà percorso mi sono imbattuta in una ventina di ragazzini , a occhio erano tutti allievi delle medie ma qualcosa mi ha turbato vedendoli , tutti vestiti uguali e tutti stretti tra di loro come un piccolo drappello militare.
Ci sono passata in mezzo con un certo timore e ho addirittura pensato che per fortuna avendo il bastone anche se mi urtavano non avrei perso l’equilibrio.
Perché quei ragazzini mi hanno procurato un certo sgomento? non lo so ma certo quando tornando a casa ho visto nel telegiornale i fatti violenti di Milano ho pensato che in realtà avevo incontrato quello che probabilmente in un contesto più drammatico ( la grande città è sicuramente più esposta a queste incursioni) avrei potuto incontrare anch’io quella strana forma di violenza indiscriminata che accomuna i ragazzini delle periferie che escono in massa dalla metro in piazza Duomo a Milano e che si riversano senza un perché verso i negozi delle grandi firme del consumismo .
La mia è una città di provincia , il gruppo mi ha trapassato ignorandomi, la loro marcia non ha degenerato , i negozi del lusso non ci sono e le poche firme semmai chiudono per la spietata concorrenza dei Centri commerciali lontani dal centro , la macchina della Polizia parcheggiata in piazza aveva i due poliziotti pigramente appoggiati al cofano ed è rimasta tranquillamente ferma , in realtà non stavano proprio vigilando un bel niente.
E niente è successo, i ragazzini parlavano tutti italiano anche se erano variamente colorati , ma quelle loro strane divise mi hanno procurato un attimo di sgomento, ho pensato forse sarebbe stato meglio se il sabato pomeriggio avessero qualcosa di più utile da fare :un impegno sportivo , una attività di quartiere , qualcosa che non li spingesse a diventare una specie di gang riversata per noia verso il centro cittadino , per loro comunque una terra di conquista.
Ovviamente il lunedì mattina sarebbero andati tutti nelle loro scuole lontane , il mondo del consumismo vuoto non offre loro niente che possa arricchirli.
