Memoria preziosa

Aspettava al cancello della Torre di Portonovo , elegante e diritto nella sua veste di padrone di casa l’ambasciatore Alessandro Cortese De Bosis, così  riceveva gli ospiti con eleganza e orgoglio.

La torre di Portonovo era il suo luogo dell’anima , lui che girava il mondo rappresentando l’Italia nelle più prestigiose ambasciate poi tornava sempre tra queste vecchie mura in riva al mare dove si sommavano orgogliosi ricordi di famiglia : dal poeta Alfonso De Bosis fino al glorioso Lauro De Bosis  , quello del volo sopra Roma , quello che sì era inabissato alla fine della sua missione in quel mare che ne aveva inghiottito le speranze di un paese liberale , proprio come il titolo del suo poema Icaro nel quale aveva narrato la romantica epica del volo.

Se ne è andato alla soglia del secolo  , rimangono i suoi libri dei quali mi faceva generoso dono , insieme al prezioso gesto della sua amicizia : dal prezioso Romanzo della Torre di Portonovo fino allo storico Sono entrati a Roma  ( dai Galli di Brenno agli americani di Clarks).

Ricercando nelle mie memorie ho ritrovato un piccolo frammento che scrissi qualche anno fa e ho deciso di condividerlo qui , come ultima piccola personale testimonianza.

Alla Torre

Chi non ha visto il mare dalla piccola finestra sulle scale della Torre di Portonovo non sa cosa più essere la magia di un attimo.

E’ un raro privilegio il mio , sono stata tante volte ospite dei miei cari amici Alessandro e Marina De Bosis , in tante diverse occasioni , per lo più sempre incantate.

Ma è di una particolare di cui voglio parlare  anche perché appartiene ad un ricordo molto personale ed è un omaggio alla grande pianista che mi ha onorato della sua amicizia.

Un mio nipote studente di pianoforte  che purtroppo adesso per i suoi studi di ingegneria a Parigi non ha più messo molto le mani sulla tastiera.

Ma a quel tempo volevo che Marina lo sentisse , così siamo andati in un giorno piovoso di settembre alla Torre.

Marina si è seduta accanto al ragazzo , lui credo abbia suonato qualcosa di Chopin , Marina è stata dolcemente in ascolto e poi gli ha parlato con tanta grazia dandogli i suoi preziosi e rari consigli.

L’ambasciatore Alessandro ascoltava nella sua solita poltrona all’angolo.

Il ragazzo timido e impettito al piano , Marina dolcemente gli teneva il braccio e gli indicava come non dovesse essere teso con le mani sulla tastiera.

Fuori il mare era tanto presente con il suo sottofondo continuo .

Prima di andarmene ho voluto rivedere quel quadro incredibile che nessun pittore riuscirebbe mai ad eguagliare.

Dei tanti ricordi alla Torre , di tante suggestioni , di tanta amicizia questo ho voluto ricordare . L’atmosfera di un attimo che solo in quelle mura cariche di cultura e di amore mi è stato possibile vivere.

Questo è il mio piccolo omaggio alla memoria e lo dedico all’amica Adriana De Bosis , quella ragazza in bicicletta che nei miei verdi anni pedalava con le chiavi in mano per aprire la preziosa chiesetta in fondo alla baia.

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