Il processo di Atene

Certe volte capita di riaprire lo sportello di un mobile che contiene tanti video e tante foto dei molti spettacoli che in anni passati ho realizzato con il Centro teatrale del Liceo della mia città,

Con una classica operazione nostalgia ho voluto rivedere un testo che avevamo messo in scena nel 2011 , tratto dall’Orestiade di Eschilo e che avevamo intitolato Il processo di Atene .

Condensando le trilogia nel tempo canonico del teatro scuola i ragazzi avevano dato vita ad un testo unico che passando da Agamennone , Elettra ed Eumenidi finiva nell’idea iniziale che in realtà è il discorso di Atena la quale attraverso l’Assemblea dona ai cittadini la libertà e il dovere di compiere attraverso un processo un atto di libertà.

Aiutati dalla splendida traduzione di Pier Paolo Pasolini mi sono emozionata nel rivedere una rappresentazione che mi apparteneva e che ho trovato straordinariamente attuale-

Sono giorni particolari , con un occhio alla tv per vedere lo strano dilatarsi di una guerra che a macchia d’olio si espande su tutto il  mondo , con altro occhio seguiamo un dibattito tutto italiano che riguarda un referendum sulla giustizia al quale i cittadini dovranno rispondere fra dieci giorni.

L’attuale compagine politica che ci governa propone alcune modifiche alla Costituzione attraverso le quali si dovrebbero migliorare alcune modalità che riguardano i magistrati e in ultima analisi la gestione della giustizia  stessa.

Ebbene , molte teorie  banali , molte elocubrazioni odierne impallidiscono leggendo il testo antico.

Stranamente nei versi di Eschilo attraverso le parole di Atena ho  ritrovato molte più motivazioni relative alla gestione della giustizia di quelle che circolano adesso nei nostri dibattiti televisivi.

Nel regalare agli uomini la giustizia la dea dall’Aeropago dichiara… Su questo colle regneranno insieme la pietà e il timore            , tenendo lontani dal peccato gli uomini . A meno che essi non rovescini ancora le norme civili.  Nessuno fa il suo dovere senza qualche timore.

Chi infanga una fonte non potrà più dissetarsi con acqua pulita.

Ne l’anarchia  né la dittatura vi stiano mai di fronte  , ma l’autorità non sia del tutto bandita…la verità  non ferisce.

Qualche anno fa , durante la stagione teatrale dell’INDA una voce di donna lesse dagli spalti il discorso di Atena :era la sorella di Giovanni Falcone nel giorno anniversario della strage di Capaci. Rispettiamo il lavoro dei magistrati  e la Costituzione , votiamo NO.

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