
Una fulminante intuizione del grande Massimo Troisi che diceva così : gli americani fanno le guerre perché poi ci fanno i film o anche più provocatorio: fanno i film perché poi ci fanno le guerre.
Come la giriamo in effetti pare che la questione americana riguardasse il modo semplicistico con cui venivano affrontate nel tempo le questioni internazionali .
Ripercorrendo la storia , senza distinzioni fra repubblicani e democratici ci accorgiamo quanto di hollywodiano ci sia nell’approccio falsamente moralistico di un grande paese che banalmente e con mezzi più o meno leciti sia stato causa e/o effetto di molte guerre in paesi più o meno sviluppati con l’intento apparente di portare pace e democrazia ma con la reale motivazione che riguarda l’interesse relativo al grande fonte ispiratore di tutto a partire dal secolo scorso : il petrolio.
Tutto era sembrato facile con un solo nemico , storicamente e politicamente ostile , l’ URSS , facile dividere il mondo in due.
Poi sono apparsi altri protagonisti sullo scenario politico mondiale , soprattutto la Cina e il facile equilibrio a due si è rotto .Aggiungiamo la sottovalutazione di quello che è nella trama mondiale il vero sottotesto : la grande divisione del mondo arabo tra sciti , integralisti e i sunniti , tendenzialmente proiettati verso una visione che , con le dovute e ovvie diversificazioni , fa riferimento ad una visione più laica della realtà .
Qui le cose si complicano perché in quell’area già di per sé complessa e confusa c’è un elemento di vero disturbo : lo stato d’Israele , spina nel fianco per la non appartenenza al mondo che lo circonda , un pezzo di occidente innaturalmente inserito geograficamente in un mondo che non gli appartiene-
Ovviamente non faccio riferimento al popolo d’Israele , inteso in senso religioso, quello è un ulteriore elemento di complesse visioni storiche.
In tutto questo noi europei , onusti di cultura e di vecchie glorie , capaci solo di incollare con l’oro ( come fanno i giapponesi con i loro vasi rotti) le nostre guerre secolari siamo nella difficile posizione di chi non conta più niente a meno di non essere capaci di recuperare un ruolo guida , perlomeno con quella parte di mondo dal quale nacque la grande democrazia americana , cercando di superare la terribile parentesi Trump , che storicamente ci ha messi tutti nella più grande crisi di questo nuovo millennio cominciato proprio male.