
Sono arrivati tutti , alla spicciolata , durante questo mese del Natale ho visto finalmente tutti i nipoti .
Ha cominciato Leonardo ,il primo adoratissimo nipote , arrivato all’inizio del mese perché in seguito avrebbe avuto tutte le cene aziendali e il programma ambizioso di un bel viaggio in terre lontanissime.
A seguire Tommaso ,lo svizzero “geniale” , che spera di portarsi a Ginevra il pianoforte che nonna gli regalò , unico nipote che mi ha dato la soddisfazione di suonare uno strumento , poi abbandonato per la sua strada di ricercatore informatico .
Poi in blocco i tre :Maria Giovanni e Giulio , ma loro per fortuna ancora li vedo spesso , ancora studiano e stanno nelle Marche , anche se li sento parlare di progetti lontani , più o meno legati alle loro fortune professionali.
La vigilia di Natale un regalo inatteso : è arrivato pure Stefanino , il numero otto , elegante nella sua tuta griffata e con la faccetta ironica di chi è nell’età del furbetto delle medie.
Infine “ last but not least” Beatrice e Riccardo , i lavoratori milanesi che insieme mi hanno portato la semplicità di un pranzo informale, si muovevano per la cucina con la naturalezza di chi si sente a casa , e nonna molto felice per questo.
Mi comunicano che il vero panettone buono di mangia a Milano , capisco che le Marche per loro sono una specie di luogo dell’anima , ma niente di più.
E difficile spiegare a chi vive solo come me collezionare questa specie di regali immateriali e importantissimi.
Davanti a loro , quasi tutti ormai sono tanto più alti di me o forse sono io che invecchiando mi ripiego su me stessa ,non porto più i tacchi e anche se mi ricordo ogni tanto di stare dritta mi sento come accartocciata , unica cosa che mi irrita se e quando per affetto mi chiamano “nonnina”, il riduttivo ancora non mi piace.
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