
Secondo e purtroppo ultimo titolo dells stagione lirica del teatro delle Muse di Ancona.
Barbiere di Siviglia , una produzione giovanile di Damiano Michieletto , un’ideuzza e ne avrebbe avute di più sconvolgenti in seguito.
Quello era un viaggio da Siviglia a Firenze e ritorno , qui si arriva e si riparte da Ancona.
Mancando la scenografia devo dire che non tutti hanno capito il perché dell’annuncio ferroviario !
Belli e allusivi i costumi di Carla Teti ,i ragazzi delle varie accademie di provenienza se la cavano abbastanza bene con Rossini:
Figaro coreano , Rosina , molto avvenente , russa , bravi tutti nelle rispettive caratterizzazioni e una certa aria di recita scolastica che comunque non disperdeva la meravigliosa creazione musicale rossiniana.
Ma al riprendere dello spettacolo molto poltrone vuote in platea dichiaravano che il pubblico non aveva evidentemente apprezzato il tutto.
Meglio era andata alla Primina per i ragazzi , in fondo a loro che certe vocalità fossero un po’ modeste non importava molto e in ultima analisi anche la meritoria intenzione del direttore artistico De Vivo di dare una occasione utile ai cantanti in erba di fare una vera esperienza di palcoscenico ha comunque un suo perché.
Dal mio posto di abbonata vecchia strega mi sono divertita a fulminare l’incauta vicina quando ha osato tirare fuori il famigerato telefonino mentre avevo pazientato quando prima dell’inizio avevo tollerato il panino nel sacchetto treno che le due sostitute dell’abbonato si erano vistosamente mangiato , poverine evidentemente venivano dal lavoro.
Pare che ai ragazzi era stato detto di non portarsi beveraggi e cibo in sala , l’avviso è mancato con gli adulti , necessita riprendere la buona abitudine.
Ormai il nostro pubblico non è più aduso alla lirica , si nota infatti una certa differenza con gli amici frequentatori dei concerti , specie quelli degli Amici della musica , evidentemente una vecchia tradizione mai interrotta produce ancora buoni frutti.
