
C’è il sole e fa freddo , ma è un freddo buono , di quelli che ci fanno sentire bene nell’animo.
Il mare è calmo e la città sarebbe bellissima se non fosse morta dentro .
Ovviamente il concerto di fine anno , quello vero , con le musiche tradizionali si fa in quasi tutte le Marche , meno che nella città capoluogo e vorrebbe aspirare ad essere capitale della cultura!
Ogni giorno chiude un negozio , ogni giorno si tira giù una serranda , la città muore nelle sue memorie artigianali e commerciali; basta fare trenta chilometri più a Nord e trovi più vita a Senigallia , lo stesso verso Sud a Civitanova .
Eppure la posizione geografica aveva gratificato questo porto naturale già nell’antichità e un Patriarca di Aquileia aveva critto : Ancona per sua positura meriterebbe di essere costrutta tutta de oro massiccio.
Città di pendolari e di uffici : si riempie ogni giorno di gente che poi la sera torna a casa , tanto qui non c’è niente da fare e da vedere.
Ed è forse per questo che la città risponde poco e male ai richiami culturali , occorrono generazioni per ricostruire una memoria e questa memoria qui è sotterranea , corre nelle piccole associazioni che sopravvivono di ricordi , in un tessuto sottotraccia tutto da riportare alla luce.
Oggi la foto di ordinanza del mio blog è la mia postazione al pc.
Tanti quadri e ne inquadro solo una parte: un giorno avevo deciso di scrivere le mie memorie raccontando quello che significano i quadri , le foto e i disegni attaccati sul muro.
Da qualche parte ho questo “incipit “, lasciato in sospeso perché stava diventando un romanzo solo la prima mezza parete.
Non è detto che non lo riprenda , per quel che vale la memoria di una anonima vecchia signora.
Poi prevale il senso della misura e mi ritiro nel modesto spazio del mio quotidiano , quando mi piace ancora mettere un messaggio nella bottiglia del mare magnum del web.