Gita al faro

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C’è stato un tempo felice della mia vita “ d’artista “ nella quale ho vissuto da privilegiata nel Parco del Cardeto .

Era un po’ casa mia , ci facevo teatro in quello spazio finale sotto il faro che sembrava fatto apposta per sembrare un piccolo anfiteatro .Avevo la chiave del cancello perché salivo con la macchina a portare le attrezzature teatrali e avevo preziosissima e segreta anche la chiave del faro.

Era  il mio momento magico quando salivo dentro fino in alto e facevo il giro sul marciaronda .

Il più bello spettacolo di Ancona ,da lassù vedevo le onde del mare frangersi in basso e lo sguardo spaziava su tutto l’orizzonte fino al monte di Pesaro e dall’altra parte verso il mare aperto e qualche volta scorgevo i Velebiti , i monti della Croazia.

I cocali , quelli che in italiano si chiamano gabbiani mi volavano sotto , aprivano le ali sul mare e sembravano stampe giapponesi.

In memoria di Franco Scataglini  avevo con i miei studenti attori organizzato un percorso poetico : dalla Polveriera Castelfidardo al cimitero degli ebrei , dal passaggio verso i meandri del forte del Sangallo fino al  Sasso della Volpe con vista mirabile su San Ciriaco.

il Cardeto per me non ha segreti , so che in fondo al forte esiste un cimitero acattolico , che dietro un muro ancora chiuso si nasconde un cimitero di frati , so che al semaforo a scacchi bianchi e neri avevamo sognato di farci un ristorante panoramico , so che 

l’ex convento dei Cappuccini ovvero la Caserma Stamura era ancora abbastanza intera una ventina di anni fa e che ogni anno un pezzo del tetto scoperchiava i locali che avrebbero potuto essere gestiti dall’Università. 

Davanti all’ingresso  che porta nei meandri del forte ci sono due orribili manufatti in cemento : uno della Polizia e uno dell’Università , sono costruiti sulle mura del Sangallo

So che il parco doveva essere la naturale propaggine del parco del Conero :

so che gli spettacoli lassù  e ne ho fatti tanti che nessuna ambientazione era altrettanto suggestiva per le rappresentazioni classiche del Centro teatrale del Rinaldini.

Non posso pensare adesso alla ferita che ha lacerato il faro e devo dire che il rumore del tuono che ha preceduto la folgore era stato fortissimo anche da casa mia , mi ha rimbombato dentro il cuore.

. Ancona è una misteriosa città bellissima che merita di essere una cenerentola perché non ha mai rispettato l’infinito misterioso patrimonio che raccoglie nelle sue segrete parti occultate da tanta distrazione dei suoi cittadini.

Riusciranno gli addetti ai lavori per questo Anno della Cultura che ci aspetta a ricordarsi di questa nostra misteriosa ricchezza ?