
Oggi mi sono regalata un ricordo : cercavo un vecchio documento nel pc e per errore ho aperto la vecchia cartella che contiene le opere di tanti anni fa e attirata dal titolo ho rivisto il Don Carlo di Monaco del 2013 , il primo dei miei Don Carlo/ Carlos con Kaufmann.
La qualità modesta del video però mi ha confermato la straordinaria intelligenza di quella messinscena .
Chiusi tutti in quella scatola claustrofobica con quell’enorme crocifisso incombente i personaggi si stagliano con tutta la tragica evidenza che la meravigliosa musica verdiana accompagna con una psicologia perfetta .
Lo avevo visto a teatro , poi rivisto tante volte da conoscerlo a memoria ma gli anni passano e oggi rivedere quella bellissima e giovane Elisabetta della Harteros mi ha fatto tenerezza .
Nel video non c’è Tezier che invece vidi a teatro ma Jonas è talmente dentro il personaggio che se avessi avuto in seguito qualche dubbio sulla sua prestigiosa immedesimazione ho avuto la conferma che quella specie di fascinazione che mi colpì allora non era frutto di momentaneo innamoramento ma di vera e profonda ammirazione per un grandissimo artista.
In questo periodo scrivo poco di musica , molte meno occasioni di viaggio ma la fortuna di avere preziose testimonianze mi ravviva le emozioni passate .
Grande anche la prestazione di Renè Pape , purtroppo perso in seguito nei suoi problemi , quel Re “solo nel suo manto regal “ è il più vicino al pensiero verdiano di tanti che ne ho ascoltati.
Per non dire del magico duetto sulla morte di Posa che poi diventerà il Lacrimosa del Requiem, una pagina che ogni volta mi mette i brividi.
Bellissimi anche i costumi , la regina imprigionata nel suo manto rosso è più eloquente di tante faraginose scelte intellettualistiche e la presenza incombente del Monaco CarloV è forse la risposta più valida a quel dubbio verdiano su quel frate….che non lo convinceva del tutto.
S’è fatto buio , vado a chiudere le finestre.
