Pubblicitaria

Forse perché di libri di scuola ai miei figli nel tempo ne ho foderati tanti mi aveva colpito la pubblicità di un bambino che chiedeva prima al padre poi alla madre un aiuto per foderare i libri ricevendo un invito ad andare dalla nonna !

Fortuna che il bambino sembra essere più bravo dei genitori e se la cava da solo , vedi la pubblicità.

Non pervenuto l’intervento della nonna , non interessa il pubblicitario che sicuramente ha colto un terribile atteggiamento dei genitori di oggi.

Appartengono a quella generazione estremamente colpevole a mia avviso nei confronti dei figli che poi vengono su tanto soli , attaccati ai loro tablet , incapaci di applicarsi e con una limitata capacità di concentrarsi in qualcosa di impegnativo perché sono poco stimolati in famiglia e a scuola dimostrano tutta la loro mancanza di disciplina.

Forse è necessario anche andare più indietro perché credo che l’atteggiamento di quei genitori venga  da lontano , per quelli nati un po’ prima  la nonna c’era ancora eppure   i ragazzi più cresciuti avevano cominciato a camminare senza quel supporto familiare che si è cominciato a perdere progressivamente e se ne vedono i risultati in molti giovanissimi che trovano solo nel branco il senso della appartenenza sociale.

Li ho visi quest’estate al mare : i piccoli urlano, l madri parlano con le amiche , quelli più grandi ignorano le regole di buona educazione sociale , i genitori non ci sono . Non stanno educando futuri uomini e purtroppo ci penserà la vita a metterli davanti alla realtà dura del mondo del lavoro così che ricorreranno “ a uno bravo” ( altra pubblicità rivelatrice del disagio diffuso tra i giovani(.)

La scuola può fare ben poco , ha le armi spuntate mancando dei mezzi necessari utili a riempire i vuoti casalinghi con attività che richiederebbero docenti meglio pagati , strutture adeguate per tante attività che dovrebbero impegnare maggiormente le menti fragili : dalle palestre a luoghi dove fare teatro fino  dalle biblioteche vere , accessibili e aperte a tutte le ore.

L’educazione non si compra in cartoleria , come le copertine dei libri  lo dice una nonna che ormai non viene neanche più interpellata .