
E’ duro fare il cambio di stagione se la stagione non ha ancora deciso di cambiare.
C’era un tempo nel quale verso la metà di settembre , certe domeniche in settembre cantava Guccini cominciavano a fare tristezza i colori squillanti dei vestiti estivi e una certa voglia d’autunno ci spingeva verso quei colori del sottobosco che cominciava ad arrossire.
Anche il mare prendeva quel perlaceo sfumato d’autunno caro ai nostri pittori rinascimentali , era dolce la stagione che senza violenza procedeva verso il riposo della natura.
Niente di tutto questo avviene ora , violente nottate di lampi e scrosci urlanti d’acqua monsonica poi sfacciate giornate di sole , si guardano le previsioni del tempo con timore e al tempo stesso sappiamo che ci azzeccano fino a un certo punto.
Non ci sono più le mezze stagioni signora mia ! con grande disdori dei poveri commercianti di abbigliamento già duramente colpiti nei loro affari da un diminuito benessere , dalla paura della bolletta che arriverà e che spinge tutti a comprare sempre meno quello che non è strettamente necessario .
Peraltro i giovani ormai si vestono nello stesso modo tutto l’anno , il jeans unica risorsa multiuso , a tutte le latitudini e in tutti i paesi .
Uniti nelle proteste e nelle battaglie civili , forse l’unico vero modo che li distingue da quelli tutti neri , quelli che rincorrono con il loro abbigliamento i tristi fantasmi di un passato che non vorremmo più vedere ritornare pericolosamente nel nostro mondo civilizzato.
.Pare persino ridicolo pensare alle frivolezze d’antan , un lungo periodo di pace ci aveva abituato al ciclo naturale delle stagioni .
Ci hanno pensato i cosiddetti grandi della terra , quelli che regolano le vite sotto tutti i nostri cieli a riportarci verso la barbarie perenne .
Quelli che oltretutto negano anche la banale evidenza del climate change , così che noi non sappiamo più neanche fare il famoso cambio dell’armadio.