
Se non ci fossero quei due fantastici personaggi che ogni giorno mi divertono con il loro Almanacco di bellezza forse non avrei ripreso in mano il primo dei cinque libri di Guido Morseli che ingialliti dal tempo stanno sulla mia libreria . proprio nello scaffale accanto al pc.
Ieri ho allungato il braccio e ho preso in mano il primo che mi capitava : Divertimento 1889 .
Ho smesso di sorridere solo dopo averlo divorato in poche ore : la leggerezza di una operetta di Franz Lehar o forse la musica di Offenbach , un mondo incredibilmente perfetto usciva dalla penna di un prezioso autore incompreso.
Li avevo letti tutti negli anni settanta del secolo scorso , uno dopo l’altro o forse mi ero appassionata a uno strano autore tragicamente scomparso e che mi veniva restituito grazie alla preziosa opera di un editore raffinato : Adelphi era già una garanzia.
Forse la chiave per comprendere appieno Morselli sta nelle poche righe che chiudono il libro nel quale l’autore si scusa se non ha divertito abbastanza il lettore , sicuramente si è divertito lui a scrivere il delizioso libro.
La storia di una vacanza svizzera del re Umberto primo di Savoia per un affare che riguarda la vendita di una tenuta ad una ricca e avvenente cugina di Gugliemo primo è scritta con tale ironia e leggerezza che a un certo punto ho smesso di leggere per paura di finire il divertimento troppo presto.
Quell’albergo svizzero , quei personaggi da operetta , le gustose avventure galanti raccontate con una penna leggerissima mi hanno riportato ad esperienze vissute anche recentemente in ambiente alpino un po’ fuori stagione.
Mi pareva di esserci davvero nella Gasthaus con il padrone sull’uscio , con i turisti dotati di corde e alpenstock, con le dame più o meno tutte disponibili all’avventura galante nella fresca aria delle Alpi galeotte.
No so se il libro sia ancora di facile reperibilità , lo consiglio caldamente a tutti i miei affezionati lettori e vorrei che arrivasse anche e in modo particolare a quel raffinato FMC del quale ieri ho colto un’ironica perla : “è come una Madeleine” come dicono quelli che non hanno letto Proust.