La giornata della memoria.

Il piroscafo Toscana arrivò ad Ancona col suo carico di dolore . era il 1947 , a bordo gli esuli forzati provenienti dall’Istria .

Era quasi tutto quello che sapevo su quella triste pagina di storia italiana ,poi nel tempo cercai di approfondire per capire meglio il perché e le motivazioni che portarono intere famiglie lontano dalle loro origini , poco amate al loro arrivo , poco protette dalle istituzioni , fastidiosamente tollerate in casa propria.

Per inquadrare storicamente l’evento ho condiviso un post molto esaustivo sulle colpe e le motivazioni storiche che portarono agli orrori delle foibe e alla deportazione delle genti dalmate.

Come al solito nella commemorazione ufficiale alla Camera dei deputati si è mosso l’accento solo sulla parte finale della storia , omettendo le colpe e i crimini che il fascismo perpetrò in Dalmazia.

Ho navigato tutta la vita tra quelle splendide isole e ogni volta ho sofferto del fatto che ormai le si chiamino con i nomi croati quando noi abbiamo per tradizione la possibilità di usare i nomi italiani per 

nominarle : infatti non  diciamo London ma Londra , non Paris ma Parigi e non capisco perché Fiume , Zara , Arbe, Lussino , Corsula  si debbano chiamare con i nomi croati ; penso infatti che Ragusa sia perlomeno bella quanto Dubrovnik ma ormai le nuove generazioni neanche sanno più che quelle terre un tempo avevano il leone di San Marco inciso sulla porta d’ingresso delle città, rabbiosamente poi scalpellato via quando la storia fece il suo ennesimo giro.

Sulle foibe lessi un bel libro di Sgorlon “La foiba grande” e per quanto riguarda l’esodo dei profughi giuliani ho un ricordo personale vivissimo quando nell’attesa di uno spettacolo con gli studenti attori proposi loro di scrivere qualcosa sul testo che stavano mettendo in scena.

Grande fu la mia emozione quando lessi l’elaborato di una ragazza molto scontrosa che puntigliosamente correggeva l’accento sul suo cognome che finiva tronco e che sbagliavamo tutti.

Il suo elaborato , molto più lungo di quello degli altri raccontava la drammaticità della fuga nella notte della sua famiglia da Pola , l’angoscia della separazione da tutto ciò che faceva parte della sua vita , non ne aveva mai parlato con nessuno , quel suo foglio di quaderno fu per me la rivelazione di un dramma silenzioso che  mi aiutò anche a capire meglio le ombrosità di quella giovane ragazza.

Ieri ho pensato a lei , giovane mamma che posta le foto dei suoi bellissimi bambini su Fb.

Non mi sono scordata del suo dolore nascosto.

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