
Tra i film candidati con un certo numero di nomination alla prossima assegnazione dei premi Oscar ce n’è uno che ho visto e che mi ha dato l’occasione per ritrovare una piccola speranza sulla capacità degli USA di trovare dentro di sé la forza in grado di resistere agli attacchi alla democrazia che questo paese aveva sempre dimostrato.
Il film d P.T. Anderson “Una battaglia dopo l’altra “ non è soltanto un buon film , è la prova che il cinema americano può essere davvero un segno di analisi e di preveggenza straordinario.
Affidandosi ad un gruppo di attori formidabili con una leggerezza e ironia straordinari la storia racconta le vicende incredibili dei rivoluzionari combattenti contro il potere costituito a protezione dei poveri immigrati sudamericani e contemporaneamente la storia dell’idiozia del potere costituito che li combatte.
La esilarante serie di difficoltà dello sprovveduto protagonista che non si ricorda la password fa il paio con le altrettanto esilaranti riunioni segrete dei wasp che si riuniscono augurandosi evviva San Nicola ,
Cinematograficamente sono molte le citazioni e i rimandi al grande cinema compresa quella preziosa in cui il protagonista vede in Tv La battaglia di Algeri fino alla lunga fuga in vestaglia alla grande Lebonswki nonché a tutte le fantastiche riprese del finale che rimandano a Duel.
Ma il massimo lo raggiunge Sean Penn nell’interpretazione del colonnello dell’esercito , profeticamente identico a quel Bovino che abbiamo visto recentemente durante le terribili giornate di guerriglia dell’ICE a Minneapolis.
ONon so se Leonardo Di Caprio vincerà l’Oscar per il suo sprovveduto rivoluzionario o Benicio Del Toro per il suo ironico protettore di peones ma fino a che Hollywood sarà capace di reagire con tanta forza alle storture della sua storia quel grande paese potrà essere ancora la speranza per tutti noi che nel tempo lo abbiamo considerato un modello di democrazia.