
Negli ultimi anni almeno un ‘occhiata al canale tv che trasmette il festival di Sanremo ce la buttavo, giusto per dire che non ero proprio fuori dal mondo ma quest’anno non è bastata neppure la residua curiosità giornalistica per premere il telecomando sulla Rai :già si sapeva tutto di tutti.
Cioè il nulla assoluto , brutti , anzi orribili gli abbigliamenti dei cantanti , banali e scontati quelli dei presentatori.
La musica non c’è più neanche a cercarla nelle pieghe di accordi banali di pezzi che sembrano , e forse lo sono davvero , scritti con algoritmi se non addirittura confezionati con l’AI.
Ma forse quello che mi ha decisamente levato anche quel minimo di curiosità che serbavo ancora sono i nomi cervellotici degli pseudo cantanti , quello è stato veramente il colpo di grazia .
Del tutto inutile nascondere la genealogia degli esordienti , quasi fosse un tratto di nobiltà essere figli “di “ , neanche si trattasse di nobile ereditarietà trasmessa per diritto divino .
Se uno è bravo , lo è a prescindere di essere figlio di tanta prosapia , la qualità dovrebbe venire fuori da sola.
Come non basta mettersi vestiti di Armani per diventare una icona di stile , in quel caso forse sarebbe stato meglio puntare sulla naturale aria popolana delle cantanti che un tempo emergevano dalle balere di paese.
Un tempo il festival lo ascoltavamo alla radio , ricordo ancora il mitico Nunzio Filogamo che iniziava con garbo : signore e signori , buonasera!
Poi venne la tv in bianco e nero e infine il colore e da Sanremo partirono veri capolavori , pensare che quello che è quasi un inno nazionale :” Volare” nacque su quel palcoscenico fiorito , da lì partì Mina ,da lì le nostre giurie popolari si permettevano di bocciare quelli che poi sarebbero diventati i grandi successi della fine del secolo scorso.
Poi “ tutto il resto è noia “ avrebbe cantato un grande della canzone che non vinse mai , si bocciavano quelli che avrebbero riempiti gli stadi come Vasco Rossi .
Oggi tutto sommato è meglio tranquillamente chiudere con un simile rito ,non serve più , neanche ai discografici .
Infatti i canali di tv commerciali non cambiano neppure il palinsesto in concomitanza del festival , segno tangibile che il gusto del pubblico è decisamente cambiato.