
Sono passati sessant’anni e dell’alluvione di Firenze e oggi si ricordano retoricamente gli “angeli del Fango”.
Anche le mie sorelle furono tra loro , io appena ci riuscii arrivai a Firenze facendo un giro in treno da Roma e fu davvero terribile vedere una città tutta marrone , non c’era più colore nelle strade , tra la gente e sulle case.
Il ricordo appena uscita dalla Stazione fu impressionante , mi sembrò un’immagine da dopoguerra , erano passati credo tre o quattro giorni da quel fatidico 4 novembre e mi colpì soprattutto il silenzio , nessuno parlava , non c’era traccia di traffico e tutti si aggiravano come sperduti di fronte a tanto incredibile appiattimento di ogni segno di vita.
Non ricordo come arrivai a casa , la zone del Campo di Marte era relativamente meno colpita ma ancora non c’era l’acqua nelle case.
La mamma prudentissima , quando la sera del 3 aveva visto tutta quella pioggia innaturale era uscita e aveva comprato pasta , olio e soprattutto degli stivali di gomma che furono preziosi per le mie sorelle quando uscirono per andare verso la Biblioteca Nazionale , verso l’Arno per fare quello che facevano tutti i giovani : cercare di salvare qualcosa , di liberare dal fango qualcosa di prezioso , qualcosa di raro che la furia dell’acqua aveva cercato di distruggere.
Il mio è un ricordo nettissimo anche se ormai avevo un ruolo nella vita diverso , a casa avevo tre bambini e stetti a Firenze pochi giorni, lasciai le sorelle nel fango ma avevo il cuore stretto , mi sentivo colpita come ogni abitante della mia città nel ricordo di ogni negozio svuotato delle merci , di ogni libreria senza libri , di ogni preziosa bottega artigiana che non esisteva più.
Ho visto in seguito molte immagini di alluvioni , nel nostro felice e fragile paese le immagini del fango che copre tutti sono ancora più frequenti di quanto si immagini.
L’Arno no , non ha fatto più paura perché la regione Toscana ha fatto i preziosi interventi che sono serviti in seguito a evitare altre terribili occasioni dii disastri .
Le celebrazioni hanno ricordato il sindaco Bargellini , gli aiuti arrivati da molte parti del mondo , Firenze non è solo dei fiorentini , è un bene prezioso per tutto il mondo.
In questi giorni mia sorella mi ha detto che fanno installazioni per ricordare con un rigo sui muri deve era arrivata quella volta l’acqua dell’Arno.
Si spera che con l’occasione ripuliscano anche la lapide che ricorda l’abitazione dei fratelli Rosselli, l’hanno cancellata ripulendo la facciata.