
Mi accorgo di essere noiosa , cerco di spiegare ai bravi nipoti in ascolto che non si deve perdere tempo per leggere libri inutili , se ne stampano troppo e poi c’è pure la pubblicità che reclamizza i vincitori nei vari Premi più o meno affidabili.
Mentre parlo ho la strana consapevolezza di inutilità nella voce e ad un tratto mi sembra di avere trovato una chiave per convincerli: leggete i classici russi , si deve cominciare da li!
Mentre lo dico mi accorgo che anche a me alcuni di questi libri mi furono di difficile approccio , tutti quei nomi , i patronimici , i nomi accorciati: Alioscia a per esempio su tutti.
Poi da quale cominciare ?
Mi sembra facile dire I Karamazov, poi a Maria metto in mano i Demoni , tanto ne ho addirittura due copie in libreria.
Lei lo prende in mano soppesandolo ed esclama . ma saranno ottocento pagine…
In effetti per loro un libro di duecento pagine è già lungo , anche se è difficile spiegare che i libri non si giudicano a peso in fondo anche a me piacciono di più i film di una volta , quelli di novanta minuti e non amo i film di tre ore che ci propinano adesso.
La vita adesso è scandita dallo sguardo veloce allo smartphone , anche li mi trovo a scrollare come una scema e così a perdere tempo , poi magari accendo la televisione perché è l’ora delle news ( che se poi le perdessi ci guadagnerei in salute) , come pretendere dai ragazzi la costanza della lettura attenta a come si scriveva nell’Ottocento.
Ma ieri ho visto il risultato di un viaggio di mio nipote raccontato dalla sua telecamerina e capisco che davvero loro vivono con occhi diversi il tempo della narrazione.
Io comunque ho ripreso in mano L’idiota e mi sono immersa nel mondo lontano di Pietroburgo ,gli uomini e le donne che animano la storia mi stanno già nella mente , niente è così bello come immergersi nella lettura .
Mando un messaggino in bottiglia , navigherà nel mare del blog?