Ripensare Faust

Il mito di Faust attraversa la musica francese , curiosa predilizione dei musicisti d’Oltralpe .

Il Faust di Gounod e La damnation de Faust di Berlioz sono due   casi diversi con cui gli autori si sono avvicinati allo stesso  mito.

Aggiungo anche il Doctor Faust di Busoni , svizzero di cultura germanica molto interessante anche se raramente rappresentato che offre una ulteriore vicinanza con il mito goetiano.

Il titolo più popolare e più rappresentato è sicuramente il primo della lista , personalmente trovo Il Faust di Gounod quasi noioso , ridondante e musicalmente meno interessante dei tre che cito.

Attualmente  se ne può vedere una nuova messinscena dal BSO e francamente mi riconferma la mia scarsa valutazione dell’opera.

Forse perché invece Berlioz la pensò quasi in forma di oratorio  mi pare comunque più interessante all’ascolto .

C’è però un lontano Faust di Gounod del Met , ritrovato su Youtube che ha  nella direzione di Yannik Nezèt Seguin un fascino che non ho ritrovato in altre edizioni  ascoltate più o  meno recentemente.

La delizia del suo valzer del primo atto fa il paio con la tragicità della catartica sublimazione finale : sotto la sua bacchetta la musica si fa decisamente molto più accattivante .

Certo , la suo tempo a visione di un giovane Kaufmann ebbe il suo peso e anche Renè Pape (in forma di grazia ) contribuirono  ad impreziosire la storia ; non  lo stesso posso dire del nuovo astro urlatore sulla cresta dell’onda Tetelmann che affronta il ruolo nell’ultima versione ; ho sempre la sensazione che pensi più agli acuti da fare che non la ricerca del personaggio che comunque ha il suo spessore drammatico.

In ogni modo sempre meglio dei terribili Faust della mia giovinezza , col diavolo vestito di rosso col mantello svolazzante ,  i fischi e i fumi sulfurei delle sue sparizioni nell’inferno di cartapesta.