
Questo post precede il successivo che ho già pubblicato ma serve per spiegare il mio stato d’animo della vigilia anche alla luce del fatto che dopo avere assistito al concerto , nonostante le peregrinazioni aeroportuali , io abbia già programmato addirittura di prenotare un’altra Liederabend per il prossimo mese di luglio perché ha ragione chi mi dice che i viaggi sono l’unica medicina utile alla mia salute mentale e , forse, anche a quella fisica.
Strano caso , il 12 gennaio dello scorso anno ero seduta sulla stessa poltrona nel salottino vista museo della Secessione a Vienna dello stesso albergo ed ero convinta che non ci sarei più tornata e invece eccomi qui ancora una volta , non più sola grazie a Valeria che mi ha praticamente presa per mano, sono qui e torno per l’ennesima volta al Konzerthaus: Liederabend in onore di Helmuth Deutch.
Sono in compagnia , strano per me abituata a viaggiare da sola ma l’avanzare degli anni mi impone prudenza.
Anche se continuo a pensare che il viaggiare da soli sia il modo migliore per vivere il viaggio in modo completo.
Una cosa la so di certo e questo grazie anche alla luce della lunga e stancante odissea aeroportuale : i prossimi viaggi , laddove è possibile, li farò rigorosamente in treno.
