Orwelliana

Unknown

 

Mentre il nostro beneamato tenore riveste i panni del romantico poeta ( nella versione alla Ivory della ROH) in quella Barcellona che grida al miracolo per la presenza del “più grande tenore del mondo” con grande clamore sia mediatico che di pubblico suscitando però in me una strana ilarità perché forse da quelle parti non si erano accorti che era lì appena dieci giorni prima al Palau de la Musica quando cantava i preziosissimi Lieder di Wolf , io mi concedo una divagazione molto diversa e un po’ inquietante.

 

Mi è capitato di comperare e smarrire non so dove una scatola di medicine , un farmaco che compro abitudinariamente e solo dopo qualche giorno mi sono accorta di non trovare più la solita scatola nel solito posto.

Sono allora tornata in farmacia per ricomprare la medicina e alla farmacista mi è capitato di chiedere , senza molta speranza, se per caso l’avessi lasciata sul banco.

La gentile farmacista partecipe della mia perdita guarda addirittura sul computer e mi conferma che si , dieci giorni prima io avevo comprato quel farmaco ma che non lo avevano trovato in giro.

Ricompro la mia medicina ed esco perplessa .

La perplessità nasce dal fatto di come avevano potuto controllare il mio acquisto se io non ho mai passato la tessera sanitaria , tanto il rimborso è irrisorio e nonostante che io sia cliente nella stessa farmacia da anni non mi risulta che conoscano il mio nome.

Non è che non ci abbia dormito la notte ma la curiosità mi è rimasta fino a che non mi si è accesa la lampadina in testa : ho pagato col Bancomat, ecco il meccanismo della schedatura svelato!

Morale della favola , siamo tutti sorvegliarti davvero dal Grande Fratello , ormai non sfuggiamo più neppure al più banale dei gesti che facciamo , salvo poi riempire di firme tantissimi moduli per la garanzia della privacy ogni volta che ci capita di aderire a qualche cosa.

 

Non mi fanno paura i social ,anzi mi fanno compagnia tante persone in giro per il mondo che mai avrei avuto modo di incontrare, certo però che appena io dichiaro un minimo di interesse per l’acquisto di una sedia mi arrivano valanghe pubblicitarie di mobilieri e se per caso mi rompo un ginocchio ( mi è successo davvero) la pubblicità di ogni tipo di protesi diventa un’ossessione quotidiana.

 

E mi fanno ridere quelli che pensano pericoloso per la loro riservatezza scendere nell’inferno dei social e guardano con diffidenza gli sprovveduti che ci si affacciano .

Stiano tranquilli che comunque una traccia su un bancomat anche loro l’ hanno lasciata e dall’alto il Grande Occhio segue i nostri viaggi , i nostri acquisti e la nostra intera vita . Amen.

 

 

 

 

 

 

2 thoughts on “Orwelliana

  1. Perfino i nostri pensieri… da quando ho cliccato sull’immagine d’un vestitino simpatico, che poi non ho acquistato, mi piovano addosso (sullo schermo, s’intende) tutti gli abiti della collezione primaverile. Non ha comunque capito che io mi trovo in un posto dove si va sull’autunno ! Sono numerosi questi Grandi Fratelli della sinistra famiglia Algoritmo, e non possiamo sfuggire alla loro vigilanza.

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