
foto di Valeria
La grande sala del Korzerthaus piena all’inverosimile in un freddissimo lunedì di gennaio con un pubblico speciale come speciale era l’occasione per festeggiare il grandissimo maestro, “l’ombra dei cantanti “ come è intitolato un bellissimo documentario su di lui
Eravamo corse da tutta Europa e anche nel piccolo gruppo di fedelissime che lo hanno avvicinato con un raffinato dono (scelto della sensibile Christine Chatillon che ci ha radunate ) c’era tutto il rispetto e direi il sincero sentimento di gratitudine per questo incredibile maestro che nei lunghi anni di sodalizio con il suo allievo ha creato questo magico essere uno in due che rende una loro Liederabend un evento ogni volta irripetibile.
Come ha scritto magnificamente un’amica francese , e non potrei dirlo meglio , l’incanto e la complicità tra Helmuth Deutch e Jonas Kaufmann ci regala un atto di comunione musicale che lega il pubblico e i musicisti in un abbraccio tenero e al contempo di totale simbiosi tanto che sembra di essere una sola anima palpitante.
L’occasione particolare , il compleanno del grande pianista ci rendeva tutti e tutte in sorridente complicità , già nell’attesa prima dell’inizio del concerto .
I Diecterliebe di Schumann che cantiamo tutti nel cuore ci hanno accompagnato nella prima parte cogliendone , se possibile , ogni tenera sfumatura diversa ; qua una nota più tenera , là un diminuendo più intimo.
La fine della prima parte , e non volava una mosca , anche i nostri fiati trattenuti e non è così facile nel freddissimo inverno viennese! ci ha trovato già con gli occhi lucidi di felicità.
Poi la seconda parte , di nuovo la complice compattezza dell’uditorio che ci riuniva :dai Sonetti del Petrarca per sciogliersi nella parte finale , ovviamente tutto l’amato Listz del festeggiato accontentato dal fedele Jonas ormai come un figlio tanto amato e tanto a lui indissolubilmente legato, Kaufmann.
I tre regali finali , tanto ormai siamo tutti talmente esperti che ci basta il primo tasto sul pianoforte per entrare in Modnacht , gli altri due a seguire : O liebe , solalg du lieben can fino al Es muss ein wunderbares sein compreso un delizioso siparietto che Jonas ha regalato sotto lo sguardo leggermente imbarazzato del felice vecchio maestro.
Forse non li ho scritti in fila , non mi ricordo più niente quando carica di adrenalina vado insieme alle altre ad omaggiare la coppia magica nel backstage.
Lungo finale aeroportuale che avrebbe ammazzato un toro in realtà mi è servito come camera di compensazione: quindici ore a sperare nella riapertura delle piste chiuse dal” ghiaccio nero” infernale , detto anche “ice storm” e questa particolare esperienza mi mancava tra le varie avventure di viaggio sempre al seguito della sempre più amata musica romantica.
Finale con un magico marito che nel cuore della notte ha recuperato moglie e pellegrine in quel di Venezia riconsegnandoci ai lidi familiari quando la data sul calendario era già un’altra.