
Ovviamente se parlo di Kaufmann il mio blog si risveglia dal letargo , piovono like e rivedo i nomi delle mie care amiche , fedeli lettrici.
Però oggi per chiudere il mese di novembre , mesi nel quale ho avuto tanto da fare per i miei problemi e nel quale ho scritto ben poco , voglio chiudere con un pensiero che di musicale non ha niente ma che mi ha molto colpito nella lettura dei giornali di venerdì.
Esiste un piano , già studiato da ben tre anni che prevede la necessità di spostare ottocentomila soldati ( 800mila!) verso il confine est della Nato.
Praticamente gli alti responsabili degli eserciti europei si stanno preparando ad una invasione russa , esattamente come alla fine degli anni 30 del secolo scorso.
Si prevede un corridoio verso il quale affluire da tutta l’Europa e si prospetta la necessità di attrezzare e agevolare i percorsi necessari.
Leggevo e mi pareva fantascienza , poi ho capito che ottant’anni di pace sono un sospiro della Storia e la ineluttabilità del ripetersi di eventi di guerra è inclusa del dna dell’uomo.
Oggi le motivazioni possono essere più dichiaratamente finanziare , i sacri valori d’un tempo ce li siamo giocati nel web , resta quasi la necessità di pensare realisticamente al domani .
Ecco quindi che si riaffaccia anche l’idea della leva più o meno volontaria in molti paesi , se ne potrebbe addirittura apprezzare il risvolto economico , un lavoro sicuro per i ragazzi per un po’ di tempo e forse anche una sana forma educativa alla disciplina.
Ovviamente il discorso dovrà essere aperto anche alle donne , è il minimo sindacale per una parità ancora molto lontana dall’essere veramente realizzata.
Forse il mio post troverà amici e amiche inorridite per la serena obbiettività con cui scrivo di cose rinnegate addirittura a livello costituzionale , resta il fatto che gli Stati maggiori studiano da anni il pericolo reale e con questi chiari di luna , con i cosiddetti grandi della terra dei quali non dobbiamo assolutamente fidarci sarà meglio prevenire che curare dopo , l’Ukraina insegni,
Merci pour ce texte très pertinent. Ce que nous avions pris pour un nouveau depart et un espoir de paixprès la guerre apparait maintenant plus comme parenthèse…