
Uno che si chiama Ilia Malinin di americano non ha proprio niente , con quel viso russo che più russo non si può , con quei costumi bellissimi che sembrano usciti da un balletto del Marinsky, con quella eleganza acrobatica che ricorda piuttosto Nureiev anche se viene annunciato come atleta americano.
Figlio di due genitori russi atleti e campioni di pattinaggio che si trasferirono in Usbekistan per gareggiare , a loro volta figli di un grande pattinatore che quando smise di gareggiare fu istruttore ed è ancora l’istruttore dei nipoti piccoli quando verso i tre anni li mette su quelle lame affilate con le quali poi i piccoli spiccano il volo nelle grandi competizioni internazionali oggi vive e gareggia per gli Statti Uniti.
La sua straordinaria esibizione ha segnato le Olimpiadi di Milano Cortina ed è diventato l’atleta più gettonato su tutti i social con il suo mirabolante salto all’indietro ,quello proibito negli ultimi cinquant’anni che non gli porta neppure un punteggio ma lui lo fa per sfidarsi e sfidare la legge di gravità è qualcosa di incredibile ,soprattutto quando al ralenti si vede il suo atterraggio su una sola lama.
Non ci capisco niente di quattro axel , di tre o quattro altri voli dai nomi tecnici e misteriosi che lui fa a una velocità che mi hanno spiegato raggiunge in certi momenti addirittura i trecento kilometri orari ma come tutti resto incantata da questo giovanissimo atleta che con la sua prodigiosa preparazione atletica sicuramente accompagnata da una sorta di follia che gli brilla negli occhi obliqui sta regalando al mondo la bellezza pura del suo incedere sul ghiaccio.