
Un concerto della FORM all’Aula magna dell’Università.
Colpisce il tutto esaurito , normalmente anche con nomi e programmi di ottimo livello non si vede un simile affollamento.
Per mia natura sono curiosa , mai chiusa alle esperienza nuove e la presentazione di musiche che si definiscono elettroniche-pop e la dicitura “ concerto numero uno” non mi spaventa , anzi mi sembra una cosa di per sé già molto intrigante.
Ebbene , per quanta buona volontà ci abbia messo non sono riuscita a cogliere un filo di originalità in questa musica che passa da assonanze strawiskiane a momenti melodici , in un susseguirsi di alto e basso , di effetti mahleriani a richiami , per me pericolosi da canzone di Sanremo.
Intendiamoci , nel mondo c’è posto per tutti e se questo pianista dotato di pseudonimo richiama molto pubblico mi deve fare comunque piacere , oltre tutto le note sono quelle e se ne può trarre tante cose diverse purché a mio avviso , lo si faccia con onestà e rigore.
Ma quando alla fine della prima parte del concerto molti si sono alzati e andati via ho capito che il richiamo quasi divistico aveva la meglio addirittura su Mozart e a conferma dei miei sospetti i restanti spettatori hanno applaudito sempre , nonostante gli inviti al silenzio , alla fine di ogni movimento della sinfonia comunque molto ben diretta e ben eseguita dalla nostra orchestra regionale.
Personalmente la notissima musica mi ha riportato a casa , il mio cervello si è riposato e mi sono lasciata andare al grande effetto benefico che la sinfonia ha prodotto nel mio cuore.
Non faccio nomi , volutamente , ma se scrivo comunque questo post è per chiarire a chi pensa di avere contribuito all’educazione musicale del nostro pubblico forse deve ricredersi sull’efficacia di simili operazioni.
A sessanta chilometri più a sud intanto suonano nomi prestigiosi del pianismo mondiale , qui il richiamo maggiore è rappresentato da un pianista che nel curricolo ha canzoni di cantanti pop .
C’è posto per tutti ma se questo deve essere il biglietto da visita per candidare la nostra città a capitale della cultura mi pare che non si sia sulla giusta strada.