La scomparsa del tenore

Leggo distrattamente una rassegna stampa estera quando mi colpisce un titolo : Non ci sono più tenori.

Dall’Economist del 16 febbraio : capisco che è una cosa seria .

In effetti l’illustre giornale analizza principalmente la difficoltà delle formazioni corali , soprattutto in Inghilterra , di trovare il numero necessario di voci maschili alte di tonalità per la formazione di una corale equilibrata .

L’articolo continua estendendo la ricerca anche in Europa e soprattutto in ambito germanico e il problema rimane lo stesso.

Con percentuali e diagrammi si dimostra che la voce alta maschile oggi è di difficile reperibilità e il motivo è soprattutto relativo al fatto che la voce tenorile necessita di uno studio superiore per svilupparsi in relazione alla più facile estensione della naturale voce baritonale.

Il giornale allarga la ricerca anche ai cori lirici , nei quali si conferma lo stesso problema : grande abbondanza di voci femminili poi si salta impietosamente alle voci maschili baritono e basso mentre sono sotto organico tutte le sezioni maschili nel registro di tenore.

Il motivo è sempre lo stesso , per diventare tenore occorre studiare perché sono pochi quelli che fortunatamente riescono con naturalezza a salire verso il registro alto e in un mondo dove si cerca la via più facile per raggiungere un risultato professionalmente appagante si ripiega sulle voci cosiddette naturali.

La difficoltà è palese anche a livello amatoriale , nelle corali religiose si ripete lo stesso vuoto degli elementi tenorili.

A questo punto il giornale finisce la sua indagine ma io comincio a pensare al mondo della lirica dove spesso si deve ricorrere a voci che vengono da mondi esotici , nei cartelloni i nomi coreani  si moltiplicano , come quelli asiatici delle lontani paesi i cui nomi finiscono in “stan”-

Magari hanno belle voci ma spesso il contrasto con le soprano che li sovrastano fisicamente rende più difficile accettare il plot narrativo.

Chiudo pensando alla fortuna che ho avuto nella mia lunga vita di amante dell’opera di potere ammirare dei tenori veri , quelli che mi hanno fatto sognare nei ruoli romantici del grande mondo operistico 

Ovviamente tenendo bene a mente che le magiche voci che ho ascoltato sono un ricordo di ieri e contemporaneamente un bagaglio di memorie che nessuno mi potrà levare.

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