
Comincia molto male questo 2026, non ci fossero bastate le guerre in corso , le follie del presidente Trump , le foto di devastazione di Gaza con le tende distrutte dalla pioggia e dal vento , “ soliti “ morti in Ukraina , numeri ballerini e pesanti per i droni caduti anche la notte di Capodanno.
Non c’ è bastato , abbiamo dovute vedere anche una strage di adolescenti nella sicurissima Svizzera , in una delle magiche località di villeggiatura per ricchi europei e non solo , tra le titolate nevi di Crans-Montana.
Giovani , anzi giovanissimi e indifesi questi ragazzi beneducati nelle scuole selettive di mezza Europa , incapaci nella quasi totalità di capire quello che stava succedendo proprio a loro in quello scantinato tutto legno e poliestere tanto da continuare a filmarsi con i loro smartphone mentre pochi secondi dopo alcuni di loro sarebbero diventati delle torce umane.
Famiglie tranquille tanto lì non può succedere niente e poi passata la mezzanotte si entra gratis e anche se in teoria un cartello avverte che li non si vendono alcolici pure tante bottiglie di champagne venivano issate con i bengala attaccati e scintillanti a sfiorare il basso soffitto.
Ci saranno banchi vuoti nelle prestigiose scuole frequentate dai ragazzini-bene , è assurdamente entrato il dolore in famiglie più o meno unite che tra le nevi svizzere pensavano i loro figli al sicuro.
Invece ,la Morte , quella strana presenza che molti non amano incontrare nelle loro agiate vite , quella strana cosa nera colpisce anche dove sembra impossibile trovare dolore.
Non ci sono poveri ragazzini scalzi , non ci sono emigranti in fuga ma non fa meno male vedere quelle foto di ragazzi ben pettinati , con bei piumini addosso ,con immagini di sole e di barche al mare . il cuore si stringe ugualmente perché non c’è dolore di classe , il dolore e la perdita sono uguali per tutti.
‘a livella non è solo una straordinaria poesia , è la realtà che ci ricorda la fragilità del nostro vivere , anche quello apparentemente patinato di una stupenda stazione sciistica internazionale.
I ragazzini feriti , i ragazzini ustionati, i ragazzini perduti all’alba della vita si accostano a quelli perduti nelle ingiustizie delle guerre , nelle onde del mare ostile , al freddo nelle tende inzuppate di sale.
Sono tutti figli del nostro dolore e noi possiamo solo pregare per le loro vite comunque bruciate.