
Un breve incontro con una garbata signora alla stazione di Verona , il mio tentativo di spiegarle il motivo per cui il canto del Lied è considerato la classe regina del canto mi ha portato a riprendere in mano un prezioso ( difficilissimo ) libro di Mario Bortolotto sulla introduzione al Lied romantico.
La mia scarsissima conoscenza della musica appena agevolata dalla lunga frequentazione di questa mirabile musica mi ha fatto passare un piacevolissimo pomeriggio e saltando le lunghe dissertazioni con immagini e grafici , pagine e pagine di pentagrammi , sono arrivata di nuovo alla fine del magico e coltissimo discorso dell’autore .
Come spiegare tanta magia ? ho rubato inserti dalla quarta di copertina per aiutarmi e questo mi è stato sicuramente di aiuto.
Il Lied è il “ compagno segreto”, della musica moderna dal Beethoven di Kunnst du das Land allo Strauss dei Vier Letze Lieder ,questa forma accompagna tutti i trasalimenti e le incandescenze della musica moderna nata con i romantici in terra tedesca…..
Tra i metafisici stupori di Schubert e la schumanniana religione del Reno si crea in pochi anni una polarità nella quale poi si disporranno via via Brahms e Wolf , Wagner e Mahler… il Lied si rivela un continente di cui Schubert ha tracciato i confini….
Mi sono avvicinata a questa musica attraverso una voce mirabile ed un altrettanto mirabile pianista , devo all’ascolto dei grandi cicli :
Die Schöne Müllerin , la Winterraiase e l’ultimo prezioso Schwanengesang la mia seppur scarsa conoscenza del tedesco; devo ai Dicterliebe e agli zwölf Gedichte l’avere cercato di approfondire il senso di tanta bellezza ; devo alla mia costanza nell’avere seguito negli anni tutte le Liederabend a cui ho potuto partecipare.
Devo a Jonas Kaufmann e a Helmuth Deutch l’essere felice quando ascolto questa musica.