Edipo a Colono

Non avevo trovato posto a Siracusa e mi era dispiaciuto , io che sempre con tanto anticipo prenotavo i miei viaggi mi ero stupita che fosse impossibile trovare posto al Teatro greco.

Ho cominciato a sperare nella ripresa televisiva e infatti ieri ho potuto finalmente vedere il bellissimo Edipo a Colono per la regia di Robert Carsen.

Dopo la rivelazione di Carsen ,da me considerato un grande  regista di opere , trovare in lui un raffinato realizzatore di una tragedia greca mi era parso già straordinario.

Ne avevo scritto sul mio blog :il suo Edipo nudo di Giuseppe Sartori era stato di grande impatto visivo e di forte resa drammatica.

Aspettavo quindi con ansia questo suo nuovo impegno “ l’Edipo a Colono” una tragedia particolarmente cara al mio cuore.

Sappiamo che fu rappresentata postuma per merito di un nipote dell’autore e questa meditazione sulla morte rappresenta forse il punto più alto del pensiero sofocleo ed il suo rapporto col divino.

La stessa nuda scala che aveva visto la tormentata vicenda di Edipo ci viene riproposta con la semplice aggiunta di un rigoroso bosco di alti cipressi – colonne  , l’orchestra è ben delimitata e le luci raffinatissime restringono la scena fino alla dissolvenza.

Lo spettacolo , nella bella traduzione moderna di   Francesco Morosi propone personaggi in abiti moderni , semplicità e rigore insieme alla grande resa drammatica ne fanno un capitolo a parte rispetto alla perdurante tradizione siracusana , non c’è mai declamazione , non c’è melopea , niente effetti speciali.

Solo la forza della parola accoppiata all’eleganza dei movimenti dei cori : bianco il popolo di Colono , verde come le piante il coro delle Eumenidi che scendono la scala del sacro bosco ieratico.

Definire lo spettacolo soltanto elegante è togliergli molto della sua unicità.

Il gesto finale di Edipo che oltre la morte ritorna alla vista lascia con il fiato in gola : mi riecheggia in testa l’inizio del terzo stasimo ,nella vecchia traduzione che ho trovato in libreria: chi brama una vita che si stenda oltre la misura è custode della propria follia.

…invidia , dissensi , contesa , battaglie e stragi : ultima sopravviene la vecchiaia , esecrabile , insocievole , non ha forza o amore , assieme vi dimorano tutti i mali estremi.

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