Verso Gavinana

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Sono di moda i percorsi alternativi , quelli alla scoperta di parti inedite o quasi del nostro paese.

C’è una strada che ho percorsa spesso negli anni quando andavo a trovare i miei genitori in una bellissimo paesino nell’Appennino pistoiese : Gavinana dove la mia famiglia aveva e mia sorella serba tuttora ancora la casa.

Uscivo con la macchina a Sasso Marconi dall’autostrada e cominciva un viaggio incredibile e suggestivo fra tante memorie.

La prima località che mi veniva incontro ,Marzabotto , con le terribili memorie dell’eccidio durante l’ultima guerra ,il museo , il sacrario ma a Marzabotto c’è pure un’area archeologica di scavi e questo non sono in molti a saperlo .

Da lì , quando ero piccina m’inoltravo nella valle del Sole , l’area dell’eccidio , ma io ci andavo con la mia tata Irma che abitava a Rocca Corneta in una casa enorme con la grande stalla e il camino sempre acceso . Mi ricordo il rumore della paglia nel materasso quando la sera si andava a dormire.

Lasciate le personali memorie andavo avanti:

fermi al passaggio a livello si vedeva da lontano l’incredibile Rocchetta Mattei di Riolo di Vergato : location di film e oggi anche di programmi televisivi : una volta il favoloso sogno delirante di un signore bolognese che aveva ricreato tra le tranquille montagne un fantastico maniero fra l’Art-deco e il fantastico orientale / medioevale .

Ancora avanti e arrivavo a Porretta , ora la strada ora non l’attraversa più , ma fino a pochi anni fa si passava davanti ai bellissimi alberghi termali di fine secolo .

Poi un bell’angolo retto . A sinistra si va verso Pistoia , a destra ci si inoltra nella stretta gola della valle del Reno , una volta la chiamavano anche la Valle del Freddo.

Un paesaggio durissimo , la strada con curve su curve , il fiume impetuoso in basso e in alto dall’altra parte delle valle incredibili costruzioni messe come per caso sul crinale del monte e ogni volta mi domandavo come ci si arrivava e chi potesse vivere da quelle parti.

Poi ancora , poco prima di arrivare a Pracchia , dove finisce anche la ferrovia un piccolo cartello indica : Orsigna , lassù riposa Tiziano Terzani , spesso la voglia di salire a rendergli omaggio per ringraziarlo dei suoi bellissimi libri che ho molto amato.

Uscendo dalla valle si riprende la strada statale numero uno : dell’Abetone e del Brennero , mi faceva impressione quell’abbinamento così ampolloso.

La salita poi fino a Gavinana con i paesini infiorati , le belle case toscane , i vecchi al sole sulle porte .

Gavinana , meno di mille anime è nota soprattutto per la storia legata all’assedio di Firenze perché in quella strettoia si scontrarono le truppe delle repubblica fiorentina con quelle del Duca di Orange e di tutto ciò resta ancora la statua in piazza di Francesco Ferrucci e la famosa frase che la leggenda vuole lui abbia detto al nobile napoletano Maramaldo quando gli disse : vile , tu uccidi un uomo morto .

Ovviamente da qui ne viene il detto “ maramaldeggiare “ da dire a chi colpisce una persona già ferita a morte , anche in senso metaforico.

Dall’Emila alla Toscana . Due regioni dai colori diversi , in pochi chilometri .

Ultimamente il viaggio l’ho fatto in treno , ormai non amo più guidare , ma la porrettana è un’esperienza divertente anche fatta in ferrovia.

 

2 thoughts on “Verso Gavinana

  1. Bello, Adriana. Questa estate, mi piacerebbe andare a trovare Emanuela. E “La sera di Gavinana” e’ una bella poesia.

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