Una riflessione

21 giugno – giornata europea della musica –

Devo alla bravura informatica di mia nipote Bea la pubblicazione , in ritardo , di questa mia breve riflessione. Non c’ è foto , non siamo arrivate a tanto! 

Mi piace pensare che in questa giornata infuocata in cui tante funeste notizie si rincorrono , con l’immagine dell’ennesimo terrorista a terra , questa volta a Brussels ieri a Parigi , in Europa oggi si pensi alla musica e lo si fa davvero perché capitata per caso un paio di volte in giro , una volta proprio in Francia e una volta in Germania mi sono trovata in mezzo a tanta musica , letteralmente per le strade.

A Parigi in ogni angolo giovani che suonavano : terzetti , piccoli ensemble , gruppi corali. Lo stesso a Lipsia e a Dresda . lo ricordo bene perché invece nel nostro beneamato paese in cui tanta musica nacque se ne parla solo alla radio e un po’ alla tv , nei canali dedicati.
Se qualche cosa avviene è sempre in tono nazional-popolare: in una terra che esalta Bocelli e i tre cosiddetti “tenorini” cosa possiamo sperare di più?

A scuola si insegna il piffero e se nasce una corale poi nel reperorio si gira sul falso Gospel ,quando va bene.
Ieri una signora non incolta nel chiedermi un parere su una simil stagione operistica nella mia città mi ha detto testualmente : ma io la Carmen l’ho già vista! come dire che sentirla un’altra volta le sembrava tempo sprecato .
Eppure l’immagine di Emmanuel Macron che entrava lentamente sulla grande Esplanade del Louvre con il sottofondo dell’Ode alla gioia delle Nona dovrebbe far capire qualcosa anche ai nostri poco volentierosi governanti .

La musica, la grande musica è parte determinante del nostro essere europei, per gli italiani in particolare è nostra la grande tradizione del melodramma in musica .
Anche se sembra una citazione a caso , pure fuori luogo se vogliamo, visto che oggi per darci una sploverata di cultura qualche buontempone ha pensato bene si mettere la poesia di Giorgio Caproni tra le tracce della prova di italiano nell’esama di maturità riporto questi pochi versi.
Alla Patria 
Laida e meschina Italietta 

Aspetta quello che ti aspetta

Laida e furbastra Italietta 
Giorgio Caproni

5 thoughts on “Una riflessione

  1. E cara Adriana la gran parte dei maturandi non sa nemmeno chi sia Giorgio Caproni !!

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