Un saggio di Quirino Principe

 

 

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Ho letto qualche giorno fa un articolo di Claudio Magris che raccontava di avere avuto un invito da Emmanuel Macron per un incontro , voluto dal Presidente della Repubblica francese , insieme ad  alcuni intellettuali d’Europa, per cercare di capire i problemi e l tendenze culturali del nostro vecchio continente.

Aldilà del fatto quanto sarebbe impensabile un’iniziativa del genere nel nostro felice paese evidentemernte oltre le Alpi c’è qualcuno che un occhio alla cultura ancora gliela  dà a prescindere da quel risultato non brillantissimo che per un soffio lo ha visto battutto dalla destra , ma qui il discorso si fa più complicato e nel mio blog cerco di starne lontana .

 

Nel bell’articolo di Magris c’era anche una preziosa indicazione per una lettura interessante : un saggio di Quirino Principe sulla situazione italiana del teatro d’opera intitolato Il fantasma dell’Opera, sottotitolo Sognando una filosofia.

Io sono una entusiasta ammiratrice di ogni scritto di Quirino Princine e mi sono subito comprata il saggio.

 

L’ho divorato una prima volta , poi piano piano me lo sto rileggendo con quella attenzione che l’autore richiede , anche perché lui si diverte a infarcire di parole greche , latine e soprattutto tedesche il suo modo di scrivere che è straordinariamente ricco e altrettanto incredibilmente leggero e ironico.

Nel suo libro prezioso si alternano pagine “facile “ e pagine “difficili” , ma la leggiadria con cui si racconta alla Scala quando viene omaggiato dai giovani musicisti è già di per sé un piccolo capolavoro letterario.

 

La tesi di Principe sul futuro del teatro d’opera in Italia però non è allegra , anzi è estremamente pessimistica e non gli si può dar torto.

Ferocemente critico con l’establishement che comanda nel nostro paese ne fa una lunga analisi che parte da molto lontano storicamente e non tiene fuori neppure le gravi colpe della Chiesa in cotanto declino culturale.

Cita un libro prezioso , utile alla comprensione del pericolo che corre tutta l’Europa , un libro che ho letto e che lui consiglia a tutti di leggere .

Io ne avevo già parlato recentemente e qui torno a farlo : Il mondo di ieri ( Die Welt von Gestren) di Stefan Sweig, obbligatorio per ogni europeo.

 

Diverte la sua provocazione quando parla di mòsega glàssica, ci ho messo un po’ a capire che ridicolizzava coloro che chiamano così quella che lui invece definisce musica forte . L’averlo tradotto dal suo veneto mi ha divertito tantissimo.

Preziosa la sua analisi sul teatro , prodigio della Storia mentre la musica è il massimo prodigio della Natura  per  cui il Teatro d’Opera è la sintesi di questi due prodigi.

Ovviamente io ne scrivo da modestissima lettrice , vi segnalo solo e rimando a chi tanto più colto di me ne scrive e ce ne trasmette gli stimoli.

 

Come sempre per me funzionano le costellazioni , le concatenazioni culturali . da Magris a Principe ,il mio invito è sempre lo stesso : “compratelo , compratelo…. nella mia veste di Dulcamara…

 

 

 

 

 

 

4 thoughts on “Un saggio di Quirino Principe

  1. Una furtiva lagrima… ma non bisogna disperarsi tanto che siamo vivi, e che ci sia un Magris, un Quirino Principe. Stefan Zweig non ce l’ha fatta. Jorge Semprun invece si, Io sto leggendo in questo momento L’écriture ou la vie, che ti consiglio se non lo conosci già.

    • Grazie , non lo conosco . Chissà se lo trovo tradotto. Anche se in francese ce la faccio a leggere.

      • Si, è stato tradotto, ma attenzione, non è il libro della Benini, uscito ora, con lo stesso titolo di “La scrittura o la vita”. (Come mai? è legale?)

        • Tranquilla , ho già cercato il libro autentico. Tradotto , ed. Guanda , purtoppo attualmente non reperibile . Sto chiedendo agli amici in giro …

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