Tra Nord e Sud

Sembra esserci un sottile piacere sadico nella stampa italiana contro il movimento delle Sardine : un movimento davvero spontaneo che è nato in Emilia , sicuramente una terra in cui è più facile che certe spinte culturali atteschiscano , sia per il carattere della gente che per la larga e diffusa cultura di base .

Per chi mi legge fuori dall’Italia vorrei spiegare che è molto cattivo e superficiale ridurre il fenomeno ad una chiamata di base finalizzata a elezioni regionali .

E’ stato un momento particolare che sicuramente ha contribuito al risultato di elezioni che potevano essere un disastro per l’intero paese e che si è rivelato una sorta di diga contro il populismo dilagante , non solo in Italia.

Adesso le povere Sardine ( sono giovani e digiuni delle mille trappole della politica ) hanno fatto un errore d’immagine, hanno subito battute d’arresto con manifestazioni flop, hanno anche misurato quanto sia difficile riuscire a mantenere un collante omogeneo laddove personalismi e fughe in avanti  sembrano minare la compattezza del gruppo primigenio.

Però una cosa carina l’hanno pensata e proposta al Ministro che si occupa degli affari del Sud  : l’Italia è un bellissimo paese a due velocità , salta agli occhi di chiunque consatare la diferenza tra una città del Nord e una del Sud.

Con tutto il fascino letterario che comporta sicuramente non è uguale vivere a Bolzano che a Catanzaro.

Cito a caso , volutamente e l’idea neanche tanto peregrina ( forse solo un po’ ingenua ) di far fare l’Erasmus anche nei confini nazionali non è solo una provocazione , è la consapevolezza che nel nostro paese i giovani hanno bisogno di incontrarsi anche nei patrii confini.

Quando agli inizi del Novecento i giovani del Sud , e  viceversa , si trovarono a fare il servizio militare di leva lontano da casa sicuramente questo servì a fare in modo che gli italiani si conoscessero nelle differenze e si cementasse il senso di appartenza ad una sola nazione. 

Non lo penso solo io , sono stati i sociologi a studiare la storia di un paese che di unito aveva ben poco e che ancora oggi dimostra le fortissime differenze.

Ovviamente la stampa si è accanita contro l’idea “balzana” e che io invece trovo nella sua portata provocatrice molto interessante .

Vivo nella “terra di mezzo”, l’Italia centrale dove sono anche nata e sono convinta che un po’ di di scambio tra studenti , non solo universitari , tra il profondo Nord e il profondo Sud servirebbe davvero a fare pulizia di tanti stereotipi ancora radicati nel nostro bellissimo paese.

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