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Capodanno e connessi

Infuriano gli eventi pre-natalizi, post-natalizi e “in-tra-fra “ Natale e Capodanno.

Nei nostri teatri l’immancabile balletto “sulle punte” con compagnie russe, tutte griffate Bolshoi e Marinsky…

Poco importa se i lustrini sono un po’ d’antan e i tutù un po’ consunti.

E giù Schiaccianoci, Laghi dei cigni e Giselle a gogo.

Poi non ci facciamo mancare i Gospel, anche se qualche volta si ha l’impressione che tutte questi Harlem group siano un po’ raccogliticci tra i nostri immigrati recenti.

Per carità, nessuna snobberia, solo che la qualità di queste offerte non è la più sublime.

Se poi attraverso la televisione andiamo a vedere i grandi eventi all’estero non è che ci sia molto da invidiare aldilà dei grandi nomi, ovviamente.

Uno strano disagio ha procurato l’apparizione di Jonas Kaufmann all’Helen Fischer show il giorno di Natale, ci sono i dischi da vendere e ce ne faremo una ragione.

Anche alla Semperoper di Dresda il concertone aveva abbastanza l’aria aziendale, mi aspetto il Capodanno da Vienna al Konzerthaus con le colonne di tutti i colori, sempre un po’ pacchiane.

Si salva solo il grande, bellissimo concerto di Capodanno dal Musikverein: il solo, il vero concerto che abbiamo aspettato per anni anche se ora non lo vediamo più in diretta ma in differita perché la Rai ha voluto il suo evento italiano a fare concorrenza.

Io amo moltissimo il grande inimitabile concerto che ha fatto conoscere a generazioni di persone la sala dorata e infiorata dai fiori di Sanremo con tutti i giapponesi (e ora anche russi e cinesi) paganti nelle prime file, tutti rapiti dalla magia del valzer viennese.

Confessi chi non ha battuto le mani alla Radetzky March…io l’ho fatto anche con gli sportelli della macchina aperti in un bel prato innevato davanti ad una baita in montagna ed è uno dei ricordi più felici dei miei molti capodanni.

Poi sul podio si sono alternati i nomi più prestigiosi, le magiche bacchette: da Von Karajan a Bernstein, da Maazel a Mehta, cui tocca quest’anno di nuovo il grande evento.

Cambia solo, ma di poco, il programma ed è forse l’unica suspence di un avvenimento di cui sembra di sapere tutto.

Ma il grande concerto di Capodanno dal Musikverein è tutto nel suo fascino ripetitivo, io già sono in attesa col telecomando in mano.

                                                         Buon anno a tutti!!!

Source: Hannes Magerstaedt/Getty Images Europe

Adventskonzert con Jonas Kaufmann

Adventskonzert nella chiesa in Nuehauserstrasse in München. Michaelkirche addobbata con un’enorme corona dell’Avvento sopra il grande altare barocco. I bambini del Bayerischekinderchor sembrano finti da quanto stanno fermi.

I rituali saluti e ringraziamenti di rito sono abbastanza concisi, l’assegno importante con la cifra di beneficenza ottenuta mostrato con orgoglio, tutto finalizzato ad una raccolta per l’infanzia come da tradizione. IMG_0878

Poi con precisione teutonica entra l’orchesta con il maestro Zubin Metha, elegantissimo e comincia il concerto con la Londoner Symphonie di Haydn.

Seguono alternandosi l‘Ave Verum di Mozart, cantato dai bambini del coro e un secondo concerto di Mozart con solista di fagotto, ma la mia e non solo mia attenzione è tutta per l’entrata del nostro amatissimo Jonas Kaufmann per il quale, come al solito ci ritroviamo le amiche di sempre. Francesi, tedesche, italiane, olandesi, tutte festosamente unite da questa passione che non è fanatismo, ma direi espressione di amore per il bello e non intendo con questo solo la decisamente notevole prestanza fisica del Nostro.

Source: Hannes Magerstaedt/Getty Images Europe

Source: Hannes Magerstaedt/Getty Images Europe

Si presenta elegantissimo, in grigio col panciotto, addirittura un filo di fazzoletto nel taschino della giacca! Di nuovo magrissimo, festosamente saltellante come un ragazzo felice, si muove con grazia e attacca un meraviglioso assolo: l’Ingemisco dal Requiem di Verdi nel silenzio dell’orchestra che lo segue in pianissimo. La sua voce potente riempie la navata, sicura e intonatissima è sempre incredibilmente più bella. Seguono l’Ave Maria, cantata con il coro dei bambini, ai quali lui dedica calorosissimi applausi alla fine e quel Cantique de Nöel, la cui versione di qualche anno fa è una specie di must per gli auguri di Natale su Youtube.

Ma non basta, prima di un bis, con le mani a megafono sulla bocca ci fa un bel discorsetto con leggerezza, ahimè, il mio tedesco è ancora troppo modesto per capirlo appieno e poi replica l’Ingemisco con ancora più voce spiegata che evidentemente aveva bisogno di riscaldarsi. Per noi orfane del Requiem alla Scala in ottobre una sorta di ricompensa. Deliziosamente addormentati, uno col capo biondo accostato alla testa dell’altro, i suoi due bellissimi bambini accompagnati dal biografo ufficiale Michael Voigt non sembrano essere sedotti da tanta musica sacra, sicuramente però il loro papà era contento che ci fossero.