elena-obraztsova

Si salvi chi può

Un’amica sadicamente mi manda un messaggio corredato di video YouTube, accompagnato da una raccomandazione: allaccia la cintura e mettiti comoda.

Mi incuriosisce ed eseguo: cirillico, quindi Tv russa, prima inquadratura: un operatore folle parte con una zoomata pazzesca: lampadari, campo lungo, palcoscenico, Diva su barcaccia laterale destra. Entra il corpo di ballo, tutti in costume settecentesco: le damine hanno un’insalata di candele accese in testa, comincio a pensare che si tratta della parodia della parodia dei fratelli Marx di Una notte all’opera.

Invece no, fanno sul serio !

Si giubila la Obraztsova per i suoi i 75 anni, questo lo capisco perché alcuni pezzi di questo allucinante video li avevo già visti con traduzione.

A onor del vero quella che si salva meglio è proprio lei, ancora bella ancorché adornata di una improbabile testa riccioluta bionda modello cavolfiore.

Ma il cavolfiore colorato e con nastri è il modello di riferimento anche dei molti omaggi floreali che vengono distribuiti alle varie star durante la serata.

Si susseguono nomi grossi della lirica russa, ho deciso di non fare nomi, anche perché mi pare giusto proteggere, lasciando nell’anonimato, gente altrove seria che si presta tra una zoomata folle e l’altra a cantare il proprio pezzo.

Seguito a non essere sicura che non sia tutto uno scherzo, ci dovrebbe essere un momento in cui qualcuno esce e dice abbiamo scherzato!

Invece no, si va avanti e anche gli inserti di danza mi fanno lo stesso effetto straniante, la regina in palco approva e sorride con lievi cenni della testa, si va avanti tra brani russi, di quelli sono sicura e brani in quel particolare italiese dell’Est , che è una lingua nuova inventata dai cantanti slavi alla quale si allinea anche Bruno Praticò, unico italiano della serata che in un crescendo rossiniano, la sua specialità di una volta, riesce a far sembrare russo anche il suo vorticoso pezzo virtuosistico.

Un saluto in video di Placido Domingo, impegnato altrove a distruggere da baritono la sua meravigliosa carriera di tenore è seguito da uno spezzone di Cavalleria zeffirellata con la Obraztsova , un omaggio alla memoria.

Ari-zoomate folli: lampadari, vorticosi campi lunghi del teatro, palcoscenico.

Mi sto convincendo che la regia televisiva vada a vodka!

Unico momento decente la divina Obratzova esce dal palco e ci regala il duetto bellissimo della Dama di picche ” tre carte” con un ragazzo giovane e bravo . Il sottopancia cirillico mi impedisce di vedere come si chiama, ma ho giurato di non far nomi finché ci riesco e non ve lo dico.

Poi, e qui il nome lo faccio, un certo Jossif, il cui unico motivo per calcare le scene pare essere quello di essere l’attuale compagno di una Divina si cimenta, cavolfiore in mano a cantare in italiese Dein ist mein ganzes herz…il signore lo perdoni.

Gran finale con la Divina del momento, la cui caratteristica pare essere quella di aumentare il volume della voce parallelamente al suo aumentare di peso. Indossa il vestito che le abbiamo visto addosso anche agli Echo Klasik, ma qui in campo lungo si può anche ammirare che la decorazione (forse fiocchi di neve ?) finisce all’orlo in due cerbiatti, veramente esilarante.

In altra sede lei ha detto di volere ricordare il grande stilista Oscar De La Renta recentemente scomparso.

Prego perché ovunque si trovi gli vengano perdonati certi abiti horror.

Il duetto della Manon con il prode Jossif non lo reggo proprio e faccio una preghierina: Jonas salvaci tu a Monaco, canta! perché non so proprio se riuscirò a resistere a cotanto delirio…

Un’amara considerazione finale: ai russi attualmente i soldi fanno male. Accanto a casa mia una bella villa è stata ricomprata da un russo ricchissimo. A parte il fatto che abbiamo mangiato polvere e fango per due anni, tanti gliene sono voluti per distruggere la bella villa di una volta, adesso la ex villa elegante pare un condominio circondata da una pacchiana muraglia cinese, pure illuminata di notte con effetti speciali .

Dobbiamo tanto alla grande letteratura russa, alla musica russa, al cinema russo ma lo spettacolo che ho visto ieri sera, con doveroso grazie a Caterina che me lo ha mandato, mi conferma nella teoria testé enunciata: i soldi ai poveri fanno malissimo.