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Il mio piccolo pezzo di Muro

Sul mio cassettone in camera tra le foto di famiglia e gli oggetti ricordo ce n’è uno che mi è molto caro. E’ un piccolo pezzo del Muro di Berlino. Ero capitata a Berlino Ovest per caso ,per la mostra di un caro amico famoso pittore.

Di quei giorni  ho ricordi vivi, uno su tutti: il non luogo per eccellenza, la voragine vuota di Posdammerplatz. Il Muro era ancora lì incombente e per andare a Est, erano passati pochi giorni dal 9 novembre, ci aggingemmo a varcare quel Checkpoint Charlie che evocava episodi di spionaggio e fughe avventurose. L’Hotel Adler era di fronte e sembrava già il set di un film di spionaggio. Il Muro di qua, anche se già smantellato in più punti che sembravano piuttosto delle ferite era tutto un graffito, colorato, scritto, vivo.IMG_3082

Dall’altra parte a Est era terribilmente grigio, il cemento metteva ancora angoscia. Procedevamo da una città viva ad una città polverosa, congelata nel tempo. La metropolitana passava senza fermarsi nelle stazioni buie di Frederikestrasse, le vetrine erano vuote e in Alexanderplatz c’era l’unico negozio di dischi, Melodia, in cui valeva la pena di entrare. Ma tra le poche Trabant che circolavano c’erano già per terra delle persone che vendevano cimeli, vecchi cappelli con la stella rossa e soprattutto pezzetti di Muro.

Per pochi marchi, non mi ricordo più quanti (erano marchi dell’Est) mi comprai così un piccolo pezzetto di storia. Sono passati 25 anni e quel pezzo di cemento rosso e grigio sta ancora lì in camera mia tra i ricordi più vivi della mia vita. Si è solo un po’ scolorito, quando lo comprai lo avevo scelto perché era di un bel rosso vivo.IMG_3084

Domenica 9 novembre, domani sera mi collegherò al canale tedesco che trasmetterà la Nona di Beethoven dalla Porta di Brandemburgo anche se il mio amato Jonas Kaufmann non ci sarà a cantare l’Inno alla Gioia, con un occhio alla Tv e uno al mio cassettone guarderò con tenerezza il mio personale pezzo di storia.