Ripensando la Resistenza

Unknown

 

Ieri si è celebrata in Italia una festa laica molto importante : il 25 aprile del 1945 l’Italia partigiana insorse definitivamente contro la tirannia nazi-fascista e quella data  era diventata sempre un po’ meno importante nel cuore della gente , in alcuni casi si era ridotta ad uno sparuto corteo , qualche bandiera e la banda che suonava Bella ciao.

Quest’anno invece , forse grazie anche alla brutta piega che hanno preso i sovranismi risorgenti , accompagnati da rigurgiti di una destra becera e in alcuni casi anche violenta, la festa ha ritrovato nei cortei tanti più partecipanti e la sua vera ragione d’essere.

E’ anche vero che quei diciottennni che salirono in montagna nei lontani anni quaranta del secolo scorso sono in grandissima parte scomparsi e con loro la memoria diretta .

Restano però i figli di quei ragazzi e , se la scuola fosse meno matrigna, ci potrebbero essere anche i nipoti a ricordare che furono i loro nonni a difendere , in alcuni casi anche a costo della vita , il bene più prezioso che sia dato agli uomini : la libertà.

 

Tutto questo pensavo mentre la televisione mostrava le piazze di nuovo piene e riflettevo sul fatto che a volte un atteggiamento che voleva essere provocatoriamente dissacratore ne susciti un altro contrario che ridona vigore  al ricordo un po’ impallidito della memoria.

 

Intorno a questa giornata si sono rivisti tanti film , alcuni addirittura capolavori , che nacquero nello spirito della Resistenza e nei quali anche solo il sentire parlare tedesco provocava un lieve malessere, c’è addirittura un film Achtung Banditen! che già nel titolo ricorda la durezza dell’oppressione tedesca.

Strananente il mio cervello non riusciva a collegare quel parlare duro alla meraviglia che suscita in me la bellezza poetica di un Lieder , il fascino della lingua che ho addirittura cominciato a studiare per amore musicale.

Certo , in quei film si vedevano anche gli italiani in camicia nera , ma col tipico atteggiameno italico del “volemose bene” i nostri registi , salvo luminose eccezioni , hanno meno calcato la mano sulle atrocità italiane , sui tradimenti , le spiate , la connivenza degli italiani nel periodo buio della nostra storia.

Sicuramente il popolo tedesco ha dovuto camminare molto attraverso la lunga attraversata che li ha portati a leggere con molta lucidità la loro immensa colpa .

A casa nostra non c’è stato lo stesso coraggioso guardarsi dentro , ci siamo molto assolti e perdonati e forse per questo oggi un cittadino tedesco è molto più lucidamente consapevole della propria colpa di quanto lo siamo noi italiani.

 

Dobbiamo ad un pugno di uomini illumitati , alcuni ridotti al confino politico a Ventotene , la realizzazione del sogno che insieme ai padri fondatori degli altri paesi europei oggi possiamo guardare a quel passato di orrori con la consapevolezza di essere tutti cittadini di una sola grande patria : l’Europa .

Questo si spiega poco ai Millenians , con orrore ho visto le interviste ai giovani al bar in una assolata piazza italiana: le assurde risposte tipo: mi trova impreparato! alla domanda su cosa sia stata la guerra di Liberazione fa venire i capelli ritti sulla testa.

Sarò monotona , ma è attraverso la conoscenza , lo studio della Storia che si salveranno i cittadini europei di domani: ai bambini , agli  adolescenti è doveroso insegnare a ricordare .

Fra le mie piccole debolezze c’è anche quella di avere sul mio pc. la web-cam di Marienplatz a Monaco.

Ieri guardavo la piazza piena di ragazzi , ovviamente da loro non era festa e mi è venuto da ridere pensando che non era festa perché noi stavamo festeggiando la nostra liberazione da loro!

 

Ma non da loro , cittadini europei come noi ,da quei “loro” che furono i nazisti e che furono colpevoli come i loro complici fascisti .

Fra un mese si vota per le europee, difendiamo la nostra comune conquista onorando la memoria di chi ci volle uniti e solidali .

L’Inno alla Gioia di Schiller , la musica di Beethoven siano il sottofondo di tutto il prossimo mese , per tutti noi.

 

 

 

 

2 thoughts on “Ripensando la Resistenza

  1. Condivido di cuore.
    Mi permetto anche di dire che i miei figli portano un fiero cognome (vedi “Brigata stella rossa Lupo”. E poi “le groupe Manouchian”.
    Evviva l’Europa, Schiller e Beethoven!

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