La vita al tempo dei virus

Vado a ritirare un biglietto aereo per il mese prossimo e , garbatamente , l’amica dell’agenzia di viaggio mi invita a comprarmi una mascherina prima di partire .

Le rispondo che ovviamente lo farò , così lei si metterà tranquilla con la vecchia cliente e io tranquillizo lei che mi confessa un segreto sulla bocca di tutti : sicuramente il coronavirus è stato creato in laboratorio ed è un’arma chimica cinese e che la diffusione globale è ormai ineluttabile.

Davanti a questo scenario , quanti film abbiamo già visti sull’argomento ? non ho risposte certe da darle e dopo tutto non ne ho neppure voglia .

Viviamo tutti da sempre con addosso la spiacevole consapevolezza che dovremmo un giorno morire , si tratta ovviamente di scegliere che tipo di paura possiamo scegliere di volta in volta .

Avrei potuto raccontarle della peste del 1347 che dimezzò la popolazione europea , oppure di parlarle della peste di Milano e qui mi scatta l’idea : perché non vendere insieme alle mascherine anche La storia della colonna infame di Alessandro Manzoni ?

Sicuramente qualche lombardo nostro contemporaneo dovrebbe rileggersela , così eviterebbe perlomeno di evitare l’ennesima occasione politica di stare zitto , ma forse è chiedere troppo agli ignoranti.

Sicuramente in questo nostro mondo globalizzato le pandemie fanno molta più paura : si vola , si viaggia moltisssimo e insieme a noi viaggiano i virus , coronati o meno , ma  questo avviene tutti i giorni senza che noi ci pensiamo troppo.

Ma non so se fa più paura il virus o l’informazione sfrenata e la diffusione sui social che la stampa alimenta con pagine e pagine di indicazioni più o meno  banali su come difendersi dall’attuale nemico numero uno .

Leggo di una mamma che vuole levare la sua bambina dall’asilo perché in classe c’è una bambina cinese : ovviamente la bambina cinese nata in Italia in Cina non ci è mai stata e probabilmente da tempo anche i suoi genitori , ma la madre combattiva dice che è questione di DNA e questo le basta .

Accantoniamo allora per un attimo il pericolo nero e buttiamoci sul pericolo giallo e soprattutto diamo l’assalto alle farmacie per comprare le mascherine che oltre a tutto pare che non siano neanche un grande metodo di difesa dal rischio di contagio : si dice ( ma pare che sia una voce non certa) che basti lavarsi le mani quando si rientra a casa .

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